LUOGHI COMUNI diamo spazio ai giovani!

LUOGHI COMUNI, diamo spazio ai giovani! è una sfida della creatività nel sociale.

Luoghi Comuni

In Puglia ci sono un’infinità di spazi non utilizzati da parte degli enti pubblici, in molti casi già ristrutturati con altre forme di finanziamento regionale.  L’ offerta è rivolta a tutte le organizzazioni giovanili della Puglia che possono, in collaborazione con i sindaci, con le scuole o con altri enti pubblici, utilizzare spazi pubblici sottoutilizzati per svolgere attività di carattere sociale e innovativo.

Per maggiori info: LUOGHI COMUNI

Il bando verrà pubblicato entro il 30 ottobre 2017.

 

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Alma Cati

Alma Cati, Laurea in Psicologia e Qualifica in Operatore lavorazioni artistiche in cuoio, parte a 18 anni e, dopo più di dieci anni ad Urbino (PU), torna in Puglia a Latiano (BR).

Si definisce Psico-Artigiana, ama la quiete del suo paese di origine ma è sempre in movimento verso le belle città pugliesi.

AlmaCati

Per quale motivo sei tornata al Sud?
“La mia non è stata una vera scelta di ritorno al Sud. Eventi familiari, improvvisi, mi hanno trattenuta, facendomi scoprire in pochi mesi la bellezza della mia Terra di nascita e la sua gente.

C’è sempre stata però, da parte mia, una ricerca sulla riscoperta delle mie origini iniziata, inconsapevolmente, con la scrittura della tesi di laurea Tarantismo e Isteria tra 800 e 900: “un contributo alla psicologia e alla mia Terra, la Puglia, entrambe provviste di quegli aspetti multiformi e misteriosi che hanno trovato nell ‘isteria e nel tarantismo una chiave di lettura comune.

Le Marche, Urbino, i miei amici che abitano ancora lì, erano la mia nuova famiglia e vivevo felice ma ero curiosa di ciò che succedeva al Sud.

Scendevo giù con una piccola bancarella con manufatti in cuoio da me prodotti. Cominciava il fermento della Taranta/Pizzica e conobbi in quegli anni (1999 – 2004) il Festival Itinerante della Taranta con il concerto conclusivo di Melpignano (LE). Sono state estati per me bellissime, ho conosciuto i paesi della Grecìa Salentina quando le sagre erano davvero occasione di scoperta di antiche tradizioni. Erano gli anni anche di un certo risveglio politico in Puglia, Vendola e i Bollenti Spiriti… tanto fermento!!

Sono stata coinvolta dalla bellezza della mia Terra, un colpo di fulmine… mi ero appena laureata, ero piena di energia e voglia di fare! E così, in questa bella e dura Terra, è nata anche mia figlia Njna che porta appunto uno dei nomi classici della pizzica salentina!”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Ottimismo, entusiasmo e voglia di fare.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Ho conosciuto e continuo a scoprire tante realtà innovative portate avanti da giovani come me, partiti e rientrati, tutti con un’ immensa voglia di fare. E poi continuo ancora a stupirmi della bellezza del nostro Territorio, del suo essere diverso e multiforme.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Io non ho trovato difficoltà ma ho investito tutto il mio entusiasmo per cercare gente e stimoli nuovi anche qui in Puglia… percorrendo km e km con la mia macchina a metano… il consiglio è di non chiudersi e avere occhi aperti sull’orizzonte.”

Di cosa ti occupi?
“Sono una psicologa con una grande passione per la lavorazione del cuoio.

Mi occupo principalmente di minori a rischio, lavoro anche come Orientatore scolastico e professionale. Nel 2012 ho conseguito l’abilitazione come psicologa e ho cominciato a muovere i primi passi come professionista.

Ad oggi, sto lavorando sui progetti in partenza per il Mese del Benessere Psicologico in Puglia che si tiene ogni anno ad ottobre.

In questa occasione, il prossimo 8 ottobre, presso l’associazione TrullloSociale organizzerò un workshop di Psicologia Creativa con cenni sull’importanza dell’agricoltura sociale e dei laboratori ergo terapici in contesti di disagio sociale.

Sempre nel mese di ottobre sarà on-line il mio sito Studio di Psicologia Creativa da cui sarà possibile prenotare consulenze domiciliari di sostegno psicologico, percorsi di orientamento professionale e scolastico, e gruppi di laboratorio ergo terapico di lavorazione del cuoio.

Inoltre, grazie al progetto Bollenti Spiriti ho conosciuto diverse realtà sociali interessanti con cui collaboro ormai da anni, collaborazione fatta di esperienze e valori condivisi.

Ad esempio, nel 2016, ho partecipato come Psicologo sociale al progetto Diverso come me, finanziato dal Ministero della Gioventù, presso l’associazione Venti di Scambio di Conversano (BA) attivando uno sportello di ascolto e orientamento psicologico, e conducendo alcuni laboratori di lavorazione del cuoio.

Dal 2012, con l’associazione TrulloSociale di San Michele Salentino (BR) collaboro alla realizzazione di Rurabilia – centro estivo per bambini e Masseria sotto le stelle essendo una Masseria sociale che si occupa di integrazione attraverso percorsi di agricoltura sociale e riscoperta delle antiche tradizioni.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Appena rientrata in Puglia, nel 2004, ho cominciato a lavorare come educatrice in una comunità riabilitativa psichiatrica con la cooperativa Città Solidale, qui ho conosciuto Tommaso Mola e questa bellissima realtà sociale.

Dallo stimolo avuto con questa esperienza lavorativa è nata l’idea che saper fare corrisponde anche a saper essere, e mentre cambiavo settore sociale, diventando educatrice in una comunità educativa per minori provenienti dal circuito penale, ho sperimentato come ciò fosse ancora più vero e importante per questa tipologia di utenti.

Ho unito le mie due competenze, psicologia e cuoio, dando vita ad un laboratorio di formazione itinerante sulla lavorazione del cuoio: La Fustella, rivolto a varie realtà sociali: cooperative, centri diurni comunità educative, associazioni.

Dalla cooperativa per minori, all’associazione per persone Down, dai pazienti psichiatrici, ai tanti bimbi dei campi estivi… ogni attività formativa che conduco mi ricorda come in ogni ognuno di noi ci sia un talento nascosto, e come i momenti di integrazione e condivisione spesso siano più importanti dei risultati raggiunti.

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Del Sud mi mancava il colore della terra, il cielo immenso, il cibo vario e buonissimo, il calore della gente… anche nelle Marche il mio gruppo di amici era fatto prevalentemente di ragazzi del Sud! Delle belle colline marchigiane conserverò sempre i bei ricordi di una natura immensa: fiumi, boschi, lucciole e non potrò mai dimenticare la loro quiete.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto a chi torna?
“Sì, dando sostegno reciproco alle persone coinvolte per vincere il senso di estraneità che vive chi rientra dopo tanti anni.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe organizzare un evento in cui conoscersi tutti.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Complimenti per la bella iniziativa. Un ringraziamento a Bentornati al Sud per l’ascolto e l’accoglienza in questo spazio virtuale… che le nostre storie siano sempre colorate di ottimismo! Continuerò a seguire le vostre storie.”

Grazie Alma! Noi seguiremo te e i tuoi creativi laboratori itineranti.

Marianna per BaS

Ritorno alla Festa

“Non sono tornata al Sud per amore di questo luogo o della mia città natale. No, sono tornata al Sud per una delusione d’amore. A quasi 40 anni non sono riuscita a pensare a qualcosa di diverso che non fosse ritornare a Lucera da Milano.

Ho pensato alla mia città in un pomeriggio in cui tutto era buio, in cui anche le lacrime erano finite. È stato un pensiero istintivo, automatico, così feroce che non mi ha lasciato nei 5 mesi in cui ho vissuto a Milano da sola.

Il lavoro nella città lombarda ti avvolge e, se sei fortunata come lo sono stata io, vivi esperienze professionali che ti cambiano, ti arricchiscono e ti aiutano a crescere.

Sono tornata che era Natale, triste, tesa, ma più di tutto arrabbiata, con i pugni stretti ai lati del mio corpo.

Il trasferimento è coinciso con una nuova chiamata di lavoro a Foggia in un’associazione di categoria, sempre comunicazione, sempre ufficio stampa perché se la sensazione era che lui mi avesse tolto tutto che almeno mantenessi ciò che più mi caratterizza: la mia professione di giornalista.

Sono stati mesi in cui ho combattuto, in cui ho alzato più volte il sopracciglio perché le cose non andavano, non funzionavano, in cui mi sono chiesta tante volte perché non avessi resistito, perché non camminavo su quelle strade con i palazzi importanti in cui ormai ero abituata a passeggiare.

Sono passati i mesi e man mano ho sentito che i pugni si alleggerivano, che la rabbia scivolava via. Ho iniziato ad accorgermi che davanti a me avevo dei puntini che dovevo solo collegare perché sono andata via salutando degli amici, dei conoscenti e delle situazioni che si sono presentate in tutta la loro forza anche ora che sono tornata, come a dire: chiudi questo cerchio perché qui è il tuo posto.

Ho ripreso a vivere grazie a quelle stesse persone che 7 anni fa non mi sono bastate, ho ripreso a vivere facendo quelle cose che 7 anni fa sentivo non fossero alla mia altezza perché volevo di più. Eh sì, adesso so che il di più è bello, stimolante, appagante ma lo stare mi rende autentica, emozionata, forse addirittura felice, che, per una come me, che non crede alle definizioni assolute, è un grande passo in avanti.

Ho fatto cadere le mie difese di fronte a una città che credevo troppo piccola grazie a una tradizione che solo noi, uomini e donne del Sud, possiamo comprendere: le feste patronali.

Ho messo a disposizione le mie capacità, la mia scrittura e il mio essere di corsa e, insieme a un gruppo di ragazzi e giovani adulti, alcuni dei quali avevo lasciato 7 anni fa a un tavolino di un pub, abbiamo in meno di 50 giorni regalato alla nostra città, alla mia città, la Festa.

FestaLuceraBonghi

Scatto: Serena Checchia

Solo ora dopo quasi 10 mesi dal mio rientro inizio a pensare che davanti alla Fortezza federiciana di Lucera vorrei mettere radici. Anche le radici sono un altro tabù che cade: io non ci ho mai creduto. Sono troppo irrequieta per stare bene per sempre in un luogo. Invece, oggi penso che non si può vagare all’infinito e che a un certo punto devi fermarti in quel luogo e in quella situazione in cui ti senti più autentica anche se le cose non saranno sempre facili, ma bisogna resistere e piantarsi come un albero con le sue radici. Il Sud non sarà facile da vivere per me e tante volte sentirò ancora la voglia di scappare, ma so che è qui che il cerchio si chiuderà.”

Marianna Bonghi

Scatti: Serena Checchia

TRAIPLER ricerca per la sede in Puglia

 

 

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Se sei bravo e motivato…
Se sogni di trasferirti al sole di Puglia…
Se sei un pugliese in giro per il mondo che sogna di tornare “giù”…
Questo è l’annuncio giusto per te!

 

Sede: Putignano – Bari – Puglia

Segnalato da: Angela D’Aprile

 

Evento: Incontro – Dibattito “Bentornati al Sud” a Nardò

Si è svolto sabato 1° aprile, nella splendida cornice del Chiostro dei Carmelitani, l’incontro-dibattito “Bentornati al Sud a Nardò” evento organizzato dalla giovane amministrazione comunale.

Dopo i saluti dell’Assessore alle Attività Produttive Stefania Albano e del Presidente Commissione Consiliare Attività Produttive Giulia Puglia, il Consigliere Comunale e Provinciale Antonio Tondo ha introdotto il dibattito: ” “Credo che chi resta o torna per fare impresa o comunque per misurarsi con la realtà del Sud meriti un riconoscimento al coraggio, perché è estremamente più facile fare i bagagli e cercare fortuna altrove. Naturalmente, al netto della nostalgia. Il blog “Bentornati al Sud” è un giacimento di storie che aiutano a leggere questa complessa realtà e a capire se le cose stanno cambiando. Parlarne e confrontarsi, quindi, è molto utile.”

Ha moderato l’incontro Alessandro Cannavale. Ingegnere per formazione, ricercatore per lavoro (si occupa di nanotecnologie per l’efficienza energetica in edilizia), meridionalista per passione: scrive di Sud, su ilfattoquotidiano.it e #Basilicata24. Alessandro, ci ha guidato alla scoperta dei ritorni al Sud e ha concluso così:
“A Nardò, questa sera, dopo aver ricordato il sacrificio di Renata Fonte, abbiamo parlato del Sud che cambia, del coraggio di ragazze e ragazzi che tornano al Sud. Di persone che investono con coraggio sulla terra che amano. Non è facile divenire terra fertile per ospitare le speranze di chi è stato costretto ad andare via. Non è facile fare in modo che i giovani non se ne vadano. I dati sono terribili. Mezzo milione di ragazzi ha lasciato il Sud in pochi anni. Il 42 per cento dei nostri ragazzi non lavora. Eppure, stasera abbiamo ascoltato le storie di persone che, fuori dagli schemi e dai luoghi comuni, nel Sud hanno creduto, scommettendo in proprio, e regalandoci preziosi semi di speranza.”

Durante la serata, la fondatrice Marianna Pozzulo ha illustrato il progetto ed è stato proiettato il servizio realizzato dalla RAI e trasmesso lo scorso aprile su RAI1 per Speciale TG1: “Cambio Vita“ di Federica Balestrieri, in cui si parla di Bentornati al Sud e tre storie della rete BaS.

I presenti inoltre, hanno ascoltato le testimonianze dirette di:

Luciana Zompì e Barbara Vaglio, due copywriter salentine, “Copy a Capo” è il loro appellativo, legato alla posizione geografica (Salento) e alla scrittura creativa che, per loro, è a capo di tutto. Ci hanno parlato del loro progetto  Zazi – “ironica e insolita camicia da notte premaman.”

Marco Giovinazzo, che si occupa di progettazione Architettonica, recupero Masserie, progettazione di piscine e d’interior design:  Marco Giovinazzo Architec. Tornato al Sud, dalla sua Puglia continua ad occuparsi di progetti in giro per il mondo!! Marco, infatti, ci ha inviato la sua testimonianza tramite un video direttamente da Miami – Florida.

Antonella Corciulo, La Torre nel Borgo – Salento, ci ha parlato di sviluppo economico a partire dal patrimonio storico-cultuale, dell ‘importanza di educarsi alla bellezza e alla fiducia per essere artefici del cabiamento!

L’incontro è iniziato così:
Bentornati al Sud a Nardò (video)
riprese di NardòTeleNetwork

Bentornati al Sud

Alessandra Rampellini

Alessandra Rampellini. Laurea in Scienze Pedagogiche. Si è trasferita, a 30 anni,  da Olgiate Comasco (CO) a Monopoli (BA) per amore. Sul suo account Instagram potete leggere: “Dalla Lombardia alla Puglia: l’inizio di una nuova vita!!

Non c’è bisogno di aggiungere altro…

 AlessandraRampelliniPerché hai scelto il Sud?
“Perché ho conosciuto uno splendido monopolitano di cui mi sono innamorata e che mi ha fatto innamorare della sua terra.”

La “valigia” che hai portato con te è piena di…
“La mia valigia è piena di tutto l’affetto della mia famiglia che ha avuto bisogno di tempo per digerire questo viaggio senza ritorno (soprattutto mia madre, di origine pugliese, che da adolescente si era trasferita a Nord con la sua famiglia). E poi di tutto l’affetto dei miei amici che mi hanno lasciato i loro abbracci migliori. L’altra metà della mia valigia è piena della mia “sana” incoscienza e della voglia di ricominciare una nuova vita con la persona che amo dopo 5 anni di storia a distanza.”

Ad oggi, il bilancio è stato positivo o negativo? Ci puoi spiegare perchè?
“Positivo. Perché dopo un anno e mezzo posso dire di essermi integrata benissimo: inizio a rispondere in dialetto (la pronuncia esce meglio quando sono arrabbiata o molto felice), col mio ragazzo stiamo comprando casa e da 2 mesi ho iniziato a lavorare in una comunità penale per adolescenti a Bari dove svolgo il mio lavoro da educatrice.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà?
“Le difficoltà più grosse sono state quelle per la ricerca del lavoro. Tante sono state le disillusioni che ho dovuto digerire e le proposte assurde che ho dovuto sentire. Ma alla fine queste negatività mi sono servite per forgiare la mia forza di volontà, grazie anche al sostegno del mio ragazzo.
L’altra difficoltà è stata l’iniziale solitudine: col tempo mi sono avvicinata a nuovi amici che mi hanno fatto riscoprire la bellezza della frase “andiamo a prenderci un caffè?”, che diventa poi una bella chiacchierata di minimo un’ora!

Di cosa ti occupi?
“Il mio lavoro è quello di educatrice, al momento in una comunità penale per adolescenti di Bari. Nonostante la pesantezza della categoria “penale” mi sta dando tante soddisfazioni umane e professionali. Seguire dei ragazzi nel loro percorso di comunità mi fa sperimentare ogni giorno che una seconda chanche è possibile. La speranza è che loro facciano tesoro del buono che hanno sperimentato per dare una svolta alla loro vita, ancora così giovane e tutta da scrivere!”

Quali sono le differenze che reputi più importanti, tra la tua precedente città e quella attuale nel meridione?
“La prima differenza più eclatante è il mare! Io sono sempre vissuta ad Olgiate Comasco, un paese di 11mila abitanti a 15 km da Como, dove lavoravo. Lì c’è un lago conosciuto in tutto il mondo, ma il mare di Monopoli è veramente una meraviglia con le sue calette da vivere in estate e meta di passeggiate tutto l’anno. Anche il clima qui è più mite, anche se in campagna non manca la nebbia e la prima gelata quest’inverno che ci ha ghiacciato un tubo di casa (un po’ di Nord mi segue sempre).
Non cado nella retorica del dire che al Nord le persone sono più fredde di quelle del Sud: quando conosci veramente le persone ti accorgi di quanto calore ho lasciato a Como e a quanto ne ho trovato qui.”

Quale sarà la cosa che più ti mancherà?
“La cosa che più mi manca del mio paese è la biblioteca comunale: una villa antica di 3 piani circondata dal polmone verde del paese. Per me era il centro delle mie letture e delle varie iniziative culturali che si organizzavano. Qui a Monopoli la biblioteca degli adulti è in fase di ristrutturazione da quando mi sono trasferita, attendo con impazienza la sua riapertura!
Un’altra cosa che mi mancherà ma che presto mi attrezzerò a preparare anche qui è la polenta taragna, gli sciatt e tutte le prelibatezze del comasco. Potrei anche farmi fare il “pacco da su.””

Suggeriresti ai tuoi amici la tua città al Sud?
“Lo faccio già con tutti i miei amici “nordisti”. Alcuni conoscono già altre parti della Puglia, altri sono venuti a trovarmi. E quando sarà pronta la nostra casa ci sarà una stanza per gli amici che vorranno venire a trovarci!”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
Io credo che non sia tanto importante la latitudine in cui vivi, ma quanto le persone di cui ti circondi, che faranno della tua vita un libro sempre pieno di pagine memorabili e degne di essere raccontate!

Ci lasci un pensiero per BaS…
Quando sei un “benvenuto al Sud” hai la possibilità di tenere dentro di te più anime, più appartenenze regionali, che ti permettono di arricchire il tuo bagaglio personale con i nuovi sapori, modi di dire e persone amiche che incontrerai sulla tua strada.

Una rete tra tornati e benvenuti al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi si trasferisce?
“Magari organizzando delle iniziative sia culturali che d’incontro tra le persone che hanno scelto il Sud come casa.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe mettere in contatto le persone attraverso varie iniziative.”

La Puglia, negli scatti di Alessandra:

Grazie Alessandra, per aver condiviso con noi il tuo Amore per la Puglia… siamo felici felici felici  di averti tra i nostri bentornati! 🙂

Marianna per BaS

Dall’estero alla Capitanata per pronunciare il fatidico “Sì”

Ines Pesce, una delle poche esperte dei canali di accesso al destination wedding in Italia, è una tornata al Sud. In Puglia. Vi abbiamo raccontato il suo ritorno lo scorso anno: qui  la sua intervista.

Oggi, con l”entusiasmo e l’energia che la caratterizzano, ci parla di un progetto che presenterà a Foggia, durante una conferenza stampa organizzata da Daruma ADV, lunedì 6 marzo alle ore 10.30 presso Palazzo Dogana Sala della Ruota.

Rendere la provincia di Foggia un territorio attraente per le coppie di tutto il mondo. L’obiettivo è quello di sensibilizzare il territorio di Capitanata e renderlo attivo affinchè possa aprirsi verso tutti quegli stranieri alla ricerca di una destinazione di nozze diversa dal proprio paese d’origine. Come è ormai noto, la Puglia rappresenta l’ultimissimo trend tra le destinazioni turistiche, in generale, e le destinazioni per i matrimoni di stranieri che, sempre con maggiore frequenza, la scelgono come teatro delle proprie nozze.

Questo nuovo mercato prende il nome di destination wedding.

Mentre il Sud della Puglia ha recepito questo trend sviluppando già da tempo esperienze con matrimoni di stranieri, il Nord della Puglia rimane un filo indietro. La colpa è data senz’altro dalle infrastrutture ma nelle more delle amministrazioni locali e dei giusti provvedimenti a supporto del turismo, gli imprenditori della zona non possono aspettare a braccia conserte. Sicuramente lo sforzo per ottenere dei riscontri sarà maggiore per gli operatori del matrimonio di Capitanata, ma con una buona strategia commerciale e di comunicazione si possono raggiungere dei risultati soddisfacenti a beneficio del proprio business.”

Il progetto è nato affinchè i fornitori del matrimonio possano ricevere le giuste informazioni al riguardo. Organizzato da Daruma ADV, per conto di Buy Wedding in Italy, l’evento è un workshop presso Tenuta Monacelle (Selva di Fasano  – Brindisi), data 9 marzo, ove interverrano i migliori esponenti regionali e nazionali, esperti di destination wedding, che illustreranno dati, opportunità e strategie di accesso in questo mercato in forte crescita.

A rappresentare la Capitanata e a relazionare sull’internazionalizzazione e sul destination wedding ci saranno Peppe Zullo e Rosario di Donna, noti chef locali e ambasciatori del gusto pugliese nel mondo, Maddalena Colamussi tour operator ed esperta di percorsi esperienziali di valorizzazione del territorio locale, la stessa  Ines Pesce di Daruma ADV e Maria Luisa Durso esperte di destination wedding marketing, Marita Campanella destination wedding planner.

Interverranno anche i titolari di Feudo della Selva, già specializzati nell’organizzazione di matrimoni con sposi ed ospiti stranieri, i quali dopo aver partecipato al B2B di Buy Wedding in Italy, lo scorso ottobre a Bologna sono stati oggetto di attenzione di una buyer moldava che ha voluto visitare la struttura per un rapporto di partnership.

Bianca Trusiani, consulente aziendale, responsabile del comitato tecnico di BWI, una delle massime esperte del Destination Wedding in Italia sostiene  che “proprio nei territori ancora non esplorati si trovano le migliori opportunità per potersi organizzare per poter entrare nella Destination Wedding Industry. La mia missione, intrapresa anni fa, è proprio di sensibilizzare i territori, le istituzioni, gli enti locali ed ovviamente tutti gli operatori rappresentanti la filiera corta sulle interessanti opportunità che il settore turistico del Destination Wedding può offrire e della necessità reale di costruire un’offerta strutturata per poter “sfondare” nei mercati internazionali”.

Conculde Ines: “L’auspicio è quello di avere, in ogni caso, dalle amministrazioni locali le dovute attenzioni e i giusti provvedimenti a supporto del turismo e del settore accoglienza turistica-culturale evitando che gli imprenditori della zona aspettino inutilmente il turista che non arriva perchè nessuno gli ha parlato di questo fantastico territorio pugliese.”

Bentornati al Sud