Piergiuseppe Esercizio

“Esperienza”, “vita sociale”, “progetti” e “famiglia” sono dei concetti che ritornano costantemente, se non nelle loro parole nero su bianco, sempre nelle conversazioni che abbiamo, de visu o sul web, con i ragazzi che decidono di affidarci le proprie storie.

Ogni volta si genera una magica alchimia per cui qualcuno, su invito o spontaneamente, decide di parlarci un po’ di sé, dei propri perché e dei propri come, del proprio ritorno o del proprio arrivo al Sud, e per magia riaffiorano, quando scorriamo le righe che ci hanno regalato o ascoltiamo le parole che ci consegnano, quelle parole che ci riportano sempre alla stessa incontrovertibile realtà: “nessun uomo è un’isola“, come scriveva John Donne.

Ecco un altro dei motivi per i quali spesso il Sud “vince” sul Nord, perché oltre alla sua rinascita, oltre al suo potenziamento, oltre al suo fascino, nei bilanci dei Bentornati il Sud rappresenta le radici. E le radici umane sanno crescere forti, in infanzia e giovinezza, e assorbire il nutrimento dalla terra, ed il terreno per propria natura non può traslocare. Ecco perché chi nasce al Sud, a volte, non riesce a ritrovare altrove lo stesso “nutrimento”, anche quando quell’ altrove gli ha offerto più di ciò che sperava.

La storia di oggi è quella raccontata dalle parole di Piergiuseppe Esercizio, classe 1975, da Bari a Modena e ritorno.

Piergiuseppe Esercizio

La crisi economica e del lavoro non ha scalfito gli ambienti ipertecnologici dell’informatica, anzi: si pensi alle statistiche di luglio 2017, quando la percentuale di impiego dei laureati in tale ambito si attestava al 96% dei laureati. Un boom che ha permesso a Piergiuseppe di cercare di tornare a casa, mantenendo intatto il proprio profilo professionale.

Gli chiediamo, come sempre facciamo, quali siano state le difficoltà del rientro, e ci dice: “La difficoltà principale è stata trovare un progetto in cui credere, per questo ho cercato sempre attraverso i tanti canali che internet mette a disposizione“. “Progetto”, si diceva: l’importanza di sapere che se si torna non si dovranno accantonare tutte le aspettative di crescita e coerenza che si erano coltivate da quando ci si era iscritti all’università o si era iniziata una carriera.

Piergiuseppe è andato via proprio per lavoro, a Modena, città esempio di architettura industriale che ne segna inequivocabilmente l’identità e i tratti, ed è andato via, diversamente da molti altri che al Nord si trasferiscono per studiare, quando aveva 31 anni. Per poi lasciarla all’età di 42.

Lasciate che ve lo dica una che è andata via tante volte e da tante città: questa è una storia diversa. Andar via da un posto a 18 anni, quando hai solo voglia di lasciar casa e imparare ad autogestirti ( e magari riuscirci poco), è un conto. Poi conoscere nuovi amici, nuovi luoghi, e magari rientrare a casa solo per le vacanze e guardarla con nostalgia. Ma a 30 anni il luogo in cui vivi è Casa, molto di più, molto più intensamente, quindi lasciarlo è più impegnativo ancora. Poi – parla sempre quella che ha lasciato tante città – una volta che ti sei ri-radicato in un nuovo posto, quando hai il tuo giro, il tuo pub preferito, la tua lavanderia di fiducia, riprendere tutto e andare via ancora una volta non è, semplicemente, difficile: è coraggioso, temerario.

Lo fai per un motivo valido. Dice Piergiuseppe che è tornato “per portare la (propria) esperienza nelle aziende meridionali”. “Esperienza”, l’ho scritta per prima, questa parola. Perché è così che succede: ti viene un dubbio, quando sei fuori: “Ma perché queste cose che so fare devo farle qui, e non a casa mia?”

Non è un caso che Piergiuseppe ci dica che il suo bilancio del ritorno è positivo perché ha “realizzato il sogno di lavorare per il Sud”.

È un sogno comune fra i trapiantati. Poi bisogna trovare il progetto giusto, diceva Piergiuseppe qualche riga più su, e in questo è stata fondamentale l’esistenza di Bentornati al Sud: “Mi siete stati molto d’aiuto quando credevo di non trovare un’opportunità per tornare“. Perché la rete di Bentornati al Sud (cito testualmente) è utile “per reinserirsi anche socialmente, e per fare squadra, tornare dopo un’esperienza fuori apre la mente, avere a che fare con persone che hanno avuto un’esperienza di vita/lavorativa simile aiuta a diffondere quanto di positivo c’è fuori“.

La socializzazione intesa non solo come reinserimento nella vita sociale (sic), abbattendo il muro della paura del “ma c’è ancora qualcuno di simile a me, nel posto da cui sono andato via tanti anni fa?”, ma anche come condivisione delle informazioni e delle storie, che, condivise, contribuiscono alla narrazione del Sud del Possibile.

Ma cosa è mancato, e cosa mancherà a Piergiuseppe, protagonista di questa storia un po’ diversa, che ha avuto il coraggio e la fortuna di tornare al Sud e riuscire a realizzare se stesso? La famiglia. La famiglia d’origine, di cui sentiva la mancanza quando era a Modena, che è stata uno dei propulsori della sua scelta di rientrare, e la famiglia acquisita, quella modenese, quella adottiva, che lo ha accolto nel suo periodo settentrionale, le tante persone che ha “trovato e lasciato” e che gli hanno sempre mostrato affetto e rispetto indiscutibili.

Perché “nessun uomo è un’isola”, e quindi a Piergiuseppe va il nostro “bentornato” nell’arcipelago-Sud.

Roberta Iacovelli

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Autori articoli informatici

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Lavoro da remoto.
Segnalato da Giuseppe Rusciano

Close-up Engineering

Close-up Engineering, nasce a Manfredonia (FG), con l’intento di far conoscere il mondo dell’ingegneria a tutti: studenti, appassionati, curiosi e professionisti della materia.

Spazia in ben 14 settori: Aerospaziale, Biomedica e Clinica, Chimica, Civile, dell’Ambiente e del Territorio, Edile e Architettura, Elettrica, Elettronica e delle Telecomunicazioni, Energetica, Finanziaria, Gestionale, Informatica e dell’Automazione, Marittima – Navale e Meccanica consentendo di rimanere aggiornati sulle ultime innovazioni tecniche e scientifiche.

Il gruppo è composto da giovani studenti e professioniti. Alcuni sono tornati nella terra di origine, altri sono ancora lontani ma con il desiderio di tornare al Sud….

Prima di leggere le loro risposte, vi segnaliamo il loro  Canale YuoTube:

Close-up Engineering

CuE Gruppo

Per quale motivo siete tornati al Sud?
“Perché amiamo la nostra terra e siamo convinti che con delle buone idee e tanto, tantissimo, impegno potremo “inventarci” un lavoro anche qui.”

La vostra valigia del ritorno è piena di…
“Stiamo lavorando in modo assiduo ormai da due anni e l’evoluzione del nostro progetto ci spinge a credere ancor più fermamente in ciò che stiamo facendo. Close-up Engineering: www.closeupengineering.it si è trasformato da un sito che parla di ingegneria (in modo tecnico e non), in un network di siti che continuano ad avere un cuore di tipo ingegneristico, ma che spaziano anche nel mondo della tecnologia, delle scienze, dell’economia, della medicina… In definitiva, se c’è un argomento scientifico, soprattutto se legato all’ingegneria, che riteniamo meritevole di divulgazione o, perché no, una “bufala” da smascherare, CuE è presente!”

CuE immagine

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Stiamo crescendo a ritmi davvero esaltanti, con un raddoppio delle nostre interazioni con i follower su cadenza semestrale. In questo inizio di 2016 stiamo tenendo una media mensile di oltre 110.000 visualizzazioni di pagine sul network e siamo ormai prossimi a raggiungere quota 12.000 like sulla pagina facebook.”

Quali sono state le difficoltà del rientro?
“Le difficoltà attengono i costi, monetari e di tempo, che stiamo pagando per far si che il nostro progetto diventi una realtà e, quindi, una fonte di reddito per tutto lo staff di Close-up Engineering. In periodi di crisi economica, le prime voci di costo che vengono tagliate dalle aziende sono quelle relative al marketing, per cui non è semplice trovare sponsor pubblicitari per sostenere la nostra iniziativa. A dire il vero, abbiamo delle trattative in corso per far conoscere alcune importanti aziende (e i loro prodotti) dei vari settori in cui si ramifica il network (Biomedicale, Edile, Energetico, Finanziario, Informatica, ecc…), ma ancora nulla di concreto. Speriamo presto possa esserci una svolta.”

Di cosa vi occupate?
“Close-up Engineering è un network di siti che affrontano le tematiche relative alle varie branche di cui l’Ingegneria è composta (in modo tecnico e non), ma che spazia anche sui principali argomenti di attualità scientifica in senso lato.”

CuE logo

 

Ci lasciate un pensiero per BaS…
“Bentornati al Sud deve essere sinonimo di riconquista della propria terra e non solo di ritorno a casa.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS per essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Network tra aziende consolidate e startup.”

Se avete dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Alcuni sono ancora fuori per studio o per lavoro, ma se riusciremo a trasformare la nostra iniziativa in un’azienda, ci auguriamo di poter far rientrare anche loro.”

Ve lo auguriamo anche noi! Vogliamo vedervi tutti insieme nella vostra azienda. A Sud, ovviamente.

Marianna per BaS