BUON 2018 !!!

SudFineAnno

“San Silvestro e Capodanno sono due tipiche giornate di bilanci ed auguri. Anche in questo 2017 le istituzioni e le organizzazioni centrali ci hanno restituito un’immagine bianca e nera di un Sud malmesso, scheletrico, privo di sfumature.

Ma anche quest’ano i nostri incontri, gli eventi a cui abbiamo partecipato, le iniziative a cui abbiamo assistito, le storie che ci sono state raccontate, lo hanno ridipinto in mille tonalità. Se è vero che non si può negare quello che i numeri e i segni matematici raccontano, è vero anche che le stime, per definizione, danno spesso una contezza “selettiva” dei fenomeni che rivelano.

Non avrebbe senso, e non è nel nostro stile, farci scudo di luoghi comuni per sostenere che il Sud è molto più (accogliente, rigoglioso, fertile, futuribile) di quanto viene raccontato, anzi: raccontare un Sud che è bello perché è bello sarebbe controproducente.

Bentornati al Sud, invece, continua a raccontare un Sud in rinascita, come ha fatto in questo 2017. Un Sud in ritorno, che rientra, si inventa, gioca con il proprio potenziale, potenzia le proprie esperienze, si fa forza delle proprie sconfitte, si ripopola di giovani menti, mette al mondo figli, dà vita a imprese, riunisce associazioni, progetta prodotti, realizza sogni, mentre perde risorse come accade anche altrove, in virtù delle circostanze di questi anni.

Perché al Sud, come altrove, per tanti cervelli in fuga, ci sono anche tante menti e tante braccia che rientrano. E noi le aspettiamo per ascoltare i loro racconti, e le raccontiamo per spiegare che tornare non è da incoscienti, né da sconfitti, ma è un bene e una scelta comune.

E quindi oggi Auguriamo a Voi e a Noi un 2018 di notizie, di racconti, di ripresa e soprattutto di resilienza.”

Bentornati al Sud

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Una Birra con BaS

LogoEventoBirrificio
Una Birra con BaS….

Non esiste un Ritorno che non implichi la felicità del Natale al Sud!

Le pastorali, le bucce di mandarino, le carte da gioco, le pettole, i presepi delle nonne, i pranzi lunghi ore ed ore, il buon vino, i vacanzieri…

E poi il Natale si sa: quando arriva, arriva.
Il nostro arriva il 17 dicembre, a San Pancrazio Salentino (BR) – Puglia,  e lo bagniamo di birra artigianale prodotta da Aleph Microbirrificio

Per raccontarvi e raccontarci le storie e le prospettive che abbiamo incontrato in questi anni, per ascoltarvi e confrontarci, per brindare e gustare 100% local, noi vi aspettiamo lì.

Per darvi l’occasione di vedere anche quell’amico al quale ogni anno a Natale avete detto: “Magari ci sentiamo per una birra!”

Quest’anno portatelo a prendere una Birra con BaS!

 

Pochi scatti, eravamo tutti impegnati ad ascoltare Rossella Orsini e il racconto sul suo microbirrificio Aleph, a conoscerci e condividere esperienze, riflessioni e idee…

…a degustare le birre artigianali e le bontà preparate con prodotti locali! 🍻🥪

Così un aperitivo domenicale si è trasformato in una lunga serata in compagnia…

Un Grazie particolare agli amici arrivati da Borgagne (Melendugno) – LE, Putignano – BA e Cisternino – BR…

Per chi non c’era, vi aspettiamo al prossimo incontro BaS perchè l’energia dello scambio la si può cogliere davvero solo dal vivo! 🤩

Bentornati al Sud

Alessandra Rampellini

Alessandra Rampellini. Laurea in Scienze Pedagogiche. Si è trasferita, a 30 anni,  da Olgiate Comasco (CO) a Monopoli (BA) per amore. Sul suo account Instagram potete leggere: “Dalla Lombardia alla Puglia: l’inizio di una nuova vita!!

Non c’è bisogno di aggiungere altro…

 AlessandraRampelliniPerché hai scelto il Sud?
“Perché ho conosciuto uno splendido monopolitano di cui mi sono innamorata e che mi ha fatto innamorare della sua terra.”

La “valigia” che hai portato con te è piena di…
“La mia valigia è piena di tutto l’affetto della mia famiglia che ha avuto bisogno di tempo per digerire questo viaggio senza ritorno (soprattutto mia madre, di origine pugliese, che da adolescente si era trasferita a Nord con la sua famiglia). E poi di tutto l’affetto dei miei amici che mi hanno lasciato i loro abbracci migliori. L’altra metà della mia valigia è piena della mia “sana” incoscienza e della voglia di ricominciare una nuova vita con la persona che amo dopo 5 anni di storia a distanza.”

Ad oggi, il bilancio è stato positivo o negativo? Ci puoi spiegare perchè?
“Positivo. Perché dopo un anno e mezzo posso dire di essermi integrata benissimo: inizio a rispondere in dialetto (la pronuncia esce meglio quando sono arrabbiata o molto felice), col mio ragazzo stiamo comprando casa e da 2 mesi ho iniziato a lavorare in una comunità penale per adolescenti a Bari dove svolgo il mio lavoro da educatrice.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà?
“Le difficoltà più grosse sono state quelle per la ricerca del lavoro. Tante sono state le disillusioni che ho dovuto digerire e le proposte assurde che ho dovuto sentire. Ma alla fine queste negatività mi sono servite per forgiare la mia forza di volontà, grazie anche al sostegno del mio ragazzo.
L’altra difficoltà è stata l’iniziale solitudine: col tempo mi sono avvicinata a nuovi amici che mi hanno fatto riscoprire la bellezza della frase “andiamo a prenderci un caffè?”, che diventa poi una bella chiacchierata di minimo un’ora!

Di cosa ti occupi?
“Il mio lavoro è quello di educatrice, al momento in una comunità penale per adolescenti di Bari. Nonostante la pesantezza della categoria “penale” mi sta dando tante soddisfazioni umane e professionali. Seguire dei ragazzi nel loro percorso di comunità mi fa sperimentare ogni giorno che una seconda chanche è possibile. La speranza è che loro facciano tesoro del buono che hanno sperimentato per dare una svolta alla loro vita, ancora così giovane e tutta da scrivere!”

Quali sono le differenze che reputi più importanti, tra la tua precedente città e quella attuale nel meridione?
“La prima differenza più eclatante è il mare! Io sono sempre vissuta ad Olgiate Comasco, un paese di 11mila abitanti a 15 km da Como, dove lavoravo. Lì c’è un lago conosciuto in tutto il mondo, ma il mare di Monopoli è veramente una meraviglia con le sue calette da vivere in estate e meta di passeggiate tutto l’anno. Anche il clima qui è più mite, anche se in campagna non manca la nebbia e la prima gelata quest’inverno che ci ha ghiacciato un tubo di casa (un po’ di Nord mi segue sempre).
Non cado nella retorica del dire che al Nord le persone sono più fredde di quelle del Sud: quando conosci veramente le persone ti accorgi di quanto calore ho lasciato a Como e a quanto ne ho trovato qui.”

Quale sarà la cosa che più ti mancherà?
“La cosa che più mi manca del mio paese è la biblioteca comunale: una villa antica di 3 piani circondata dal polmone verde del paese. Per me era il centro delle mie letture e delle varie iniziative culturali che si organizzavano. Qui a Monopoli la biblioteca degli adulti è in fase di ristrutturazione da quando mi sono trasferita, attendo con impazienza la sua riapertura!
Un’altra cosa che mi mancherà ma che presto mi attrezzerò a preparare anche qui è la polenta taragna, gli sciatt e tutte le prelibatezze del comasco. Potrei anche farmi fare il “pacco da su.””

Suggeriresti ai tuoi amici la tua città al Sud?
“Lo faccio già con tutti i miei amici “nordisti”. Alcuni conoscono già altre parti della Puglia, altri sono venuti a trovarmi. E quando sarà pronta la nostra casa ci sarà una stanza per gli amici che vorranno venire a trovarci!”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
Io credo che non sia tanto importante la latitudine in cui vivi, ma quanto le persone di cui ti circondi, che faranno della tua vita un libro sempre pieno di pagine memorabili e degne di essere raccontate!

Ci lasci un pensiero per BaS…
Quando sei un “benvenuto al Sud” hai la possibilità di tenere dentro di te più anime, più appartenenze regionali, che ti permettono di arricchire il tuo bagaglio personale con i nuovi sapori, modi di dire e persone amiche che incontrerai sulla tua strada.

Una rete tra tornati e benvenuti al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi si trasferisce?
“Magari organizzando delle iniziative sia culturali che d’incontro tra le persone che hanno scelto il Sud come casa.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe mettere in contatto le persone attraverso varie iniziative.”

La Puglia, negli scatti di Alessandra:

Grazie Alessandra, per aver condiviso con noi il tuo Amore per la Puglia… siamo felici felici felici  di averti tra i nostri bentornati! 🙂

Marianna per BaS

Antonella Tixi

Il Sud non è solo di chi ci è nato, è anche meta di chi sogna una vita diversa.
Antonella, genovese, da Varese, ha scelto di continuare la sua vita a Ceglie Messapica perché l’amore che prova per la nostra terra (adesso anche sua) è grande, così come l’amore che prova per gli animali…

1929224_47860944800_2721_nLa “valigia” che hai portato con te è piena di…
“Speranza di una vita vera, più “terrena” e aperta agli altri. Amore da dare e ricevere, amicizie vere, vecchie e nuove. Ho portato anche il terrore di quello che avrei trovato per gli animali bistrattati, abbandonati, usati e buttati e purtroppo la realtà è ancora medievale, ma la speranza non mi molla comunque.”

Ad oggi, il bilancio è stato positivo o negativo?
Positivo.”

Ci puoi spiegare perchè?
La gente di Puglia è magica: gran lavoratori, cuore immenso, gentilezza, senso dell’umorismo molto diffuso, ospitalità sempre, accoglienza amorevole. Nel concreto poi la differenza dello stile di vita è incredibile: per me che arrivo dalla zona più cara d’Italia, fare la spesa qui è tutti i giorni una lieta sorpresa (e, alla faccia dei leghisti maligni, mi vengono dati scontrini anche per 30 centesimi). I Pugliesi sono un popolo gentile, merce rara.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà?
L’ho già scritto: il rapporto dei Pugliesi con gli animali è medievale. La sterilizzazione è vista come un atto contro natura quando in realtà sono contro natura i poveri randagi, i cuccioli abbandonati ai cassonetti, i cani a catena. Le cose piano piano stanno cambiando, ma resta moltissimo da fare e le istituzioni sono latitanti. Io mi do da fare ogni singolo giorno con l’aiuto dello straordinario veterinario Nicola Ricci, un amico prezioso e un professionista molto competente, ma intendo ricattare violentemente chi qui gestisce il potere. Non la metterò sull’amore per gli animali, ma sulle ripercussioni che la visione delle brutture perpetrate ai danni sugli animali ha sul turismo, fonte di ricchezza per questa terra.”

Di cosa ti occupi? Lavoro, hobby, passioni?
Gestisco un centro di formazione linguistica per aziende (grazie a Internet posso lavorare da qui anche se la mia attività si svolge al nord). Hobby: lettura, storia (sono una fanatica studiosa della famiglia Kennedy), cinema, arte in generale, cucina. Imparare non mi basta mai. Passione: gli animali, sempre e sempre di più.”

Quali sono le differenze che reputi più importanti, tra la tua precedente città e quella attuale nel meridione?
“Sono genovese, ma ho vissuto in Lombardia per 35 anni. Gli ultimi 10 nella provincia di Varese dove ho detestato con tutta me stessa la mancanza di solidarietà, di amore, di un sorriso per strada. Insopportabile il razzismo del denaro contro il quale nemmeno la storia può nulla. Ho abbandonato senza alcun rimpianto una terra arida, anche se gli amici che ho il privilegio di avere, anche a Varese, non sono così. Qui ho trovato tutto l’opposto. Certo mi fanno incavolare i bambini in macchina senza seggiolino e senza cintura, i ritardi agli appuntamenti, il “lo facciamo poi”, ma in cambio ho molto, molto altro.”

Suggeriresti ai tuoi amici la tua città al Sud?
“CERTAMENTE!”

Quale sarà la cosa che più ti mancherà?
“ZERO, con l’unica e preziosissima eccezione di mio figlio. Ma ha 22 anni, in ogni caso io, mezza britannica per cultura, lo avrei comunque voluto fuori di casa a vivere la propria vita e studiare senza gli spaghetti al dente di mammà. Gli amici vengono a trovarci, io vado al nord per lavoro e li incontro, Easyjet ci aiuta parecchio.”

Perché hai scelto il Sud?
“Vacanza con 4 amiche nell’estate del 2010 nella zona di Martina Franca. Sono tornata al Nord talmente ottenebrata di amore per la Puglia che l’entusiasmo è diventato contagioso. I nostri più cari amici già nel 2011 si sono trasferiti, noi siamo venuti a trovarli e io ho iniziato a lavorare ai fianchi di mio marito ed eccoci qui dal 2013. Amo questa terra, amo i Pugliesi, la generosità, l’accoglienza, il TU sempre e ovunque, il cielo e gli ulivi che mi rallegrano la vista e il cuore. Ero davvero stufa dell’atrofia sentimentale di cui soffre la zona di Varese dove vivevo.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“A pelle so che mi piacerebbe collaborare, come e quando e perchè è tutto da discutere insieme. Probabilmente potrei mettere a disposizione la mia conoscenza della lingua inglese e la capacità nella scrittura (o almeno così mi dicono).”

Una rete tra tornati e benvenuti al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi si trasferisce? In che modo?
“Si. Troppi stereotipi nordici da smantellare, un blog dedicato sarebbe prezioso.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Dobbiamo parlarne, tante cose piccole e grandi.”

Grazie Antonella, per l’amore che ci hai trasmesso e per quello che fai per questa terra e i suoi animali. Noi siamo aperti a qualsiasi collaborazione e sicuramente la tua grinta e il tuo entusiasmo sarebbero un positivissimo valore aggiunto.

 Paola Muti per BaS

Antonella Sardelli

Antonella Sardelli, all’età di 25 anni lascia San Vito dei Normanni (BR) e si trasferisce a Madrid per completare il suo percorso formativo.  A 32 anni torna in Puglia. A Bari.

La sua passione: la Spagna e la sua cultura. Il suo hobby, dopo la lettura, il suo lavoro: “Perché quando lo si fa con passione, non è più solo un lavoro, ma la vita stessa.” Il suo ritorno è legato non solo ad un forte desiderio di tornare a casa ma ad un’opportunità lavorativa sfumata che le farà prendere un’importante decisione…

antonella5Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Mi sono trasferita a Madrid per completare la mia formazione. E mentre finivo di redigere i due tomi della mia tesi dottorale ho cominciato a lavorare come docente di italiano per stranieri presso il Dipartimento di Filologia Italiana della Facultad de Filología della Universidad Complutense de Madrid. Anche se il lavoro e la ricerca mi davano immensa soddisfazione, sono sempre rimasta legata alla mia terra. Ragion per cui, non appena mi si è presentata l’occasione, ho deciso di tornare. E nel mio caso, galeotto è stato un concorso per ricercatore bandito dall’Università degli Studi di Bari. Concorso che credevo di vincere, anche se poi così non è stato.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“La mia valigia del ritorno è piena di nostalgia per una università, la UCM, che funziona benissimo, in cui la didattica ruota intorno alla figura dello studente, ed in cui si può fare ricerca seria su un ramo della linguistica che in Italia viene ignorato dai più: la Fraseologia e la Paremiologia.
Ma la mia valigia è piena anche di tanti insegnamenti e tante conoscenze eredità della mia esperienza madrilena, insegnamenti e conoscenze che ho cercato di trasmettere ai miei studenti dell’ex Facoltà di Lingue dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari nel periodo in cui ho prestato servizio tra le sue mura. Certo non è stato facile adattarsi ad un sistema la cui impostazione è totalmente diversa rispetto a quella in cui mi sono formata e sono cresciuta professionalmente. Non sono quindi mancati momenti di scoramento e protesta in linea con un modo tutto spagnolo di affrontare gli ostacoli e ribellarsi contro quelle che si considerano ingiustizie. La valigia del ritorno è quindi piena di voglia di fare e di lottare per un sistema migliore.

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Uno dei proverbi che ho imparato a ripetermi da quando sono rientrata a Bari è QUANDO SI CHIUDE UNA PORTA, SI APRE UN PORTONE. La mia esperienza universitaria a Bari non è stata delle più rosee. Sono rientrata nell’ottobre 2011 credendo di aver vinto un concorso di ricercatore e mi sono ritrovata a coprire delle vacanze con dei contratti di collaborazione, che purtroppo in ambito universitario sono una prerogativa tutta italiana, per poi essere riconvocata e scartata qualche anno dopo. La delusione è stata forte. Ma quando si chiude una porta, si apre un portone. Ed è lì che ho deciso di abbandonare quella che non era più una carriera universitaria per aprirmi un’attività in proprio e fare quello che so fare meglio: insegnare lo spagnolo. Oggi, dopo tre anni, il CENTRO DE ESTUDIOS LINGÜÍSTICOS è diventato un punto di riferimento per chi studia spagnolo su Bari e dintorni, sinonimo di professionalità e competenza. Dal 2014 poi, l’associazione DICUNT, di cui sono presidente, si occupa di promuovere e diffondere la cultura spagnola sul territorio e lo fa soprattutto attraverso due dei suoi fiori all’occhiello: 1) il CORO DICUNT, formazione giovane ed innovativa, diretta dal Maestro Leonardo Grittani, che si dedica essenzialmente allo studio e riscoperta di repertorio spagnolo dal Rinascimento ai giorni nostri; 2) BARI VALE, il primo ed unico programma radiofonico di diffusione della cultura spagnola in Italia, che si avvale del patrocinio morale del Consolato Onorario di Spagna a Bari e dell’Ambasciata di Spagna in Italia. Da pochissimo abbiamo anche fondato, con la collaborazione ed il supporto del Consolato di Spagna a Bari e dell’Ambasciata di Spagna in Italia, l’associazione  italo-spagnola ACIS-BARI, che si propone di continuare il lavoro di diffusione della cultura spagnola dedicandosi nello specifico alla cultura artistica spagnola.

In definitiva, non si può che parlare di un ritorno positivo, anche se ha implicato un “giro di vita” sostanziale.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Sono state numerose le difficoltà del rientro.È stato difficile abituarsi ad un sistema diverso da quello spagnolo, per molti versi meglio organizzato e più funzionale. Per superare queste difficoltà, ho sempre cercato di fare il mio lavoro con passione e dedizione. Quando non è più bastato, non mi sono persa d’animo. E mi sono creata una nuova opportunità di lavoro. E devo ammettere che sono stata fortunata. Il segreto è crederci e non arrendersi mai.

Di cosa ti occupi?
“Come accennato, da qualche anno sono la responsabile del CENTRO DE ESTUDIOS LINGÜÍSTICOS, l’unico centro dedicato esclusivamente alla didattica dello spagnolo e dell’italiano per stranieri. Dal 2014 sono anche la presidente di DICUNT, un’associazione che si occupa essenzialmente di Diffusione della cultura spagnola. Ma non solo. DICUNT è anche sede d’esame PLIDA e porta avanti e fomenta studi ricerca di Dialettologia, Fraseología e Paremiología in collaborazione con il Grupo de Investigación UCM 930235 FRASEOLOGÍA Y PAREMIOLOGÍA. Da quest’anno sono anche presidente dell’associazione italo-spagnola ACIS-BARI, che da poco ha presentato in conferenza stampa la sua I STAGIONE ARTISTICA sotto la direzione di Leonardo Grittani, che ricopre anche l’incarico di vicepresidente dell’associazione. Una stagione che si fonda sulla sinergia delle arti e in cui si spazia dalla musica al teatro, dal baile alla poesia.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Grazie di questa meravigliosa possibilità!!! È importante poter lasciare questa testimonianza. È stato facile andar via e cominciare a costruirmi un futuro fuori. La cosa più difficile è  tornare e rimboccarsi le maniche per offrire qualcosa di nuovo ed utile nel nostro territorio!!

Una rete tra tornati al Sud è d’aiuto e supporto a chi torna?
“Creare rete e far conoscere chi ha vissuto esperienze simili è un gran aiuto.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Sono tanti coloro che decidono di tornare ma spesso è difficile ricominciare. BaS potrebbe essere d’aiuto in questo senso, dando supporto e facendo conoscere realtà interessanti e innovative che si muovono sul territorio.”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“La cosa che più mi mancava della mia terra è il mare. E la cosa che più mi mancherà della Spagna? …… La Spagna!”

Grazie Antonella, la tua storia sprigiona amore per la Spagna in ogni singola parola… e siamo contenti  che tanta passione tu l’abbia investita nella nostra terra!

 Marianna per BaS

Stefania Galegati Shines

Stefania Galegati Shines, da Bagnacavallo (RA), in Emilia Romagna, si sposta a Milano per studio, presso L’Accademia di Belle Arti di Brera. Dopo aver vissuto a Berlino e New York, si trasferisce in Sicilia. A Palermo, con il marito, crea il Caffè Internazionale  lounge bar e spazio culturale dedicato all’arte, alla musica, all’artigianato e al design. L’intento è ospitare artisti emergenti ed internazionali per l’integrazione di diverse culture… e ribaltare alcuni noti luoghi comuni!!

Questo, il suo racconto da benvenuta al Sud:

StafaniaPalermoPer quale motivo hai scelto il Sud? “Il Sud è una direzione. Sognavo di andare ancora più a Sud. Ma questo Sud, la Sicilia, mi sembrava la cosa più vicina all’Africa con, allo stesso tempo, le facilitazioni del mondo occidentale. Poi a un certo punto diventa una questione chimica, quando scendi dall’aereo respiri aria di casa e diventa casa.”

La “valigia” che hai portato con te è piena di… “Viaggi, incontri, esperienze, arte, musica, tanta strada fatta a zonzo…”

Ad oggi, il bilancio è positivo o negativo? “Positivo. Perchè ora si vedono i primi fiori di tanti semi piantati.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà? “La Sicilia non c’entra niente con l’Italia. Difficoltà a comprendere linguaggi apparentemente simili ma diversi. Difficoltà con le invidie e i lamenti e impossibilità di associazionismo, se non di volontariato.”

Di cosa ti occupi? “Sono un’artista (visiva?). Poi gestico un locale insieme a mio marito, con tanto di musica e spazio espositivo. Poi insegno pittura all’Accademia di Belle Arti.”

 CaffeInternazionalePalermoLogo

Ci lasci un pensiero per BaS… “Un pensiero che è nato ieri al bar, quando qualcuno mi ha detto: “Ah il Moscow Mule, quel drink l’anno scorso un amico mi prendeva in giro perchè a Palermo non era ancora arrivato mentre a Milano lo conoscevano tutti…” Ora c’è il Chillito un pestato famosissimo inventato da Davide Ricco (barman del caffè) che a Milano e Parigi non è ancora arrivato… Ribaltiamola un po’ questa prospettiva!”

Una rete tra tornati e “venuti” al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi si trasferisce? “Chi non si è mai mosso dalla propria terra non può capire le difficoltà e le necessità di chi ha viaggiato molto. Per chi rimane sempre nello stesso posto, quello diventa il centro del mondo e difficilmente ha un atteggiamento aperto alle diversità.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS? “Non so, le reti nascono naturalmente condividendo delle cose. Forse traslocare in un posto non è sufficiente per fare rete. A New York dove tutti vengono da fuori non esistono reti per chi viene da fuori, o forse lo è tutta la città!! Qui la nuova ondata di attenzione verso il Sud è molto recente. Siamo tutti più felici se l’Italia viene un po’ ribaltata però anche occhio alla gentrificazione…”

Quali sono le differenze, che reputi più importanti, tra la tua precedente città e quella attuale nel meridione? “Negli ultimi quattro anni ero nomade. Tante differenze!”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te! “Il Caffè Internazionale, il locale che mio marito ed io gestiamo, vorrebbe riuscire a mescolare culture diverse. Creare una factory di talenti locali e internazionale che possa fare produzioni esportabili. C’è una generazione di artisti nati qui che non se ne vuole andare. C’è un Palermo sound che vuole nascere da qui e smettere di pretendere che il jazz sia nato in Sicilia!! Sono qui da 8 anni, e per ragioni diverse ho visto le cose cominciare a muoversi da un paio di anni. Anche nelle teste delle persone. Spero che fra un po’ non sia piu così strano trasferirsi al Sud. Palermo è un posto meraviglioso pieno di vuoti da riempire e ridisegnare…”

Suggeriresti ai tuoi amici la tua città al Sud? “Lo faccio quasi tutti i giorni!”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà. “Mi mancano diverse cose da posti diversi.”

 Grazie Stefania, per i nomi che ci hai suggerito (li contattiamo subito!) e…

per quest’aria di cambiamento, multietnica e multiculturale, da Sud!

 Marianna per BaS