Migrazioni interne – 2 Puntata

17/02/2018

Seconda puntata programma Web Radio Inversione a Sud:

Migrazioni interne
(clicca per ascoltare)

Partendo dai dati del CNR relativi al 2015 sul fenomeno delle migrazioni interne abbiamo ricordato il servizio dal titolo “Cambio Vita” girato nel 2016 per Speciale TG1 – Rai 1 con la giornalista Federica Balestrieri che abbiamo intervistato telefonicamente perchè anche lei ha deciso di “cambiare vita dopo 25 anni in RAI”

Abbiamo concluso la puntata con la Rubrica Libri #SognoMeridiano intervistando Alessandro Cannavale che ci ha presentato il suo libro “A me piace il Sud”

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Restare. Andare. Tornare. – 1 Puntata

03/02/2018

Prima puntata programma Web Radio Inversione a Sud:

Restare. Andare. Tornare.
(clicca per ascoltare)

Prendendo spunto da un articolo del blog de Il Fatto Quotidiano: “Torniamo al Sud, 150 anni di questione meridionale sono abbastanza” di Fabio Manenti del 09/01/2018 abbiamo presentato il nostro progetto Bentornati al Sud, la web radio che ci ospita Laika Web Radio Paisà e introdotto la rubrica libri #SognoMeridiano.

 

 

 

Maurizio Di Pinto

Maurizio Di Pinto, Laurea in Comunicazione d’impresa. Lascia Bisceglie (BAT) a 19 anni per studiare a Roma. Torna a 30 anni nella sua città natale.

MaurizioDiPinto

Per quale motivo sei tornato al Sud?
“Sono andato via dal Sud a 19 anni con tanto entusiasmo e tanta voglia di crescere. Sin da allora, però, il mio obiettivo ultimo è sempre stato quello di tornare e dare vita ad un mio progetto. Ho trascorso a Roma gli anni più importanti della mia vita, quelli della crescita culturale e personale. Ho amato la città e tutte le opportunità che mi ha dato. Roma è una città stupenda ma molto complessa e, se non riesci ad integrarti nei meccanismi, può anche essere molto molto faticosa. Se impari a viverla, però, ti permette di prendere tanto e, in pochi anni, ti crea un bagaglio che in altre città non basterebbe una vita intera. Nonostante tutto, non ho mai pensato di trascorrerci tutta la vita e ho sempre avuto la consapevolezza di tornare alla prima occasione utile. Questa occasione si è presentata a 29 anni e, anche se in quel momento la mia vita a Roma era soddisfacente, ho deciso di approfittare perchè, andando avanti con gli anni, sarebbe stato sempre più difficile cambiare città. Nel 2009, quindi, un’amica pugliese mi ha prospettato un lavoro per cui serviva una figura professionale come la mia e, in 15 giorni, mi sono dimesso dall’azienda per cui lavoravo e sono tornato nel mio paese natale, a Bisceglie.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“La mia valigia di ritorno è piena di tanti progetti e speranze. Sono trascorsi circa 7 anni da quando vivo stabilmente al Sud e devo dire che ho avuto la fortuna di realizzare alcuni progetti. Ne restano comunque ancora molti, motivo per essere sempre dinamici e in continuo movimento. Vivendo al Sud si apprezzano tante cose positive, tante comodità in più rispetto alle grandi città. Tuttavia la cosa che temo di più è l’appiattimento, tipico di tante realtà: l’accontentarsi di quella apparente situazione di calma e stabilità. La mia, quindi, non è stata solo una valigia da portare giù e svuotare. Ho sempre la valigia a portata di mano perchè, per quanto possibile, ho la necessità di andare fuori, riempirla e tornare a svuotarla costantemente.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Il mio ritorno non è stato semplice all’inizio, credo non lo sia mai per nessuno, ma sicuramente molto positivo. Al Sud ho avuto la possibilità di realizzare dei progetti in prima persona che, in città più grandi, difficilmente avrei potuto affrontare in maniera autonoma. Dare vita a progetti di imprenditoria individuale è molto difficile se vivi in una città metropolitana perchè hai bisogno di molte più risorse. Al Sud, da questo punto di vista, invece, ritengo ci sia una maggiore semplicità, anche se poi ci si confronta con una realtà non pronta a certe prospettive e, quindi, per sopravvivere e andare avanti non bisogna mai smettere di fare “cultura”. Oggi sono soddisfatto perchè porto avanti il mio progetto lavorativo e riesco a vivere tutti gli aspetti positivi che il Sud offre. Ritengo che, avendo la fortuna di svolgere un lavoro gratificante, la qualità della vita al Sud, sotto diversi aspetti, sia decisamente migliore rispetto a tante altre realtà più grandi.

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“La cosa più difficile, al rientro, è stata il riabituarsi alla quotidianità. Quando stai via tanti anni, anche se torni nel tuo paese e quindi “casa tua”, in realtà, stai comunque andando in un posto nuovo. Dieci anni sono tanti, il paese non è più lo stesso, gli amici non sono più quelli  lasciati quando avevi 19 anni. In dieci anni cambiano molte cose, cambiano le persone e soprattutto cambiamo noi. All’inizio mi sentivo molto diverso dalle persone che erano sempre rimaste al Sud. Ho vissuto un primo momento di profonda frustrazione. Mi sentivo uno sconosciuto in casa. Ero passato da giornate intense, piene di attività frenetiche, quelle che vivevo a Roma, a giornate in cui oltre il lavoro non avevo altro da fare. Il telefono non squillava per una partita di calcetto o per andare al cinema e quando squillava erano amici di Roma che magari non erano a conoscenza del mio trasferimento. La cosa importante, a quel punto, è stata non abbattersi e riprendere pian piano la quotidianità, ricominciare a farsi una nuova cerchia di amici, cercare nuovi interessi e situazioni in cui esprimere le proprie passioni. Il mio consiglio è di avere pazienza e ricominciare tassello su tassello a ricrearsi la vita che si desidera.”

Di cosa ti occupi?
“Da 4 anni ho aperto un’agenzia di organizzazione di eventi: Vision Management. Mi occupo principalmente di eventi aziendali e ho la fortuna di lavorare in maniera continuativa con importanti clienti del Nord. Offro tutti i servizi legati agli eventi e mi sono focalizzato proprio sul Sud. Ho creato una struttura efficiente, ben organizzata, che va dalla semplice fornitura di hostess e promoter alla completa organizzazione di un evento complesso e strutturato. Ho messo su una proposta di servizi seria, concreta e affidabile e ho trovato il mio mercato di riferimento. Sono molto spesso fuori ma, nel tempo che trascorro al Sud, ho la possibilità di dedicarmi alle mie passioni come il calcio, gli spettacoli e le iniziative culturali. Nonostante i nostri ritmi siano decisamente più calmi rispetto al Nord, ho sempre troppo poco tempo per curare i tanti progetti in cantiere. Ho sempre una grande passione per le nuove sfide, le nuove avventure lavorative e i nuovi progetti. E’ nella nascita e nella crescita dei progetti che trovo i miei stimoli.”

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La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Innanzitutto la famiglia. Per quanto dire questa cosa mi faccia sentire “terrone”, nel senso buono del termine ovviamente, non posso fare a meno di considerarla tra le cause principali del mio rientro. Quando vivevo a Roma, città in cui stavo benissimo, sono successi due episodi che hanno contribuito a far suonare un campanellino. Ho fatto un piccolo incidente e sono rimasto col braccio immobilizzato per un pò di giorni. In quel momento ho avvertito un senso di solitudine, nonostante l’affetto e la collaborazione di tanti amici che mi aiutavano persino a lavarmi. Dopo un po’, invece, hanno operato mio padre (un piccolo intervento) e, per quanto consapevole che figli e genitori debbano fare la propria vita, ho avuto il timore di perdermi qualcosa e di essere assente in alcuni momenti importanti. Roma mi resterà sempre nel cuore però. I suoi luoghi, i posti vissuti, le mille esperienze, gli amici, l’odio per il caos giornaliero e l’emozione che procura quando fai un giro di sera. Mi manca la grande offerta culturale, i tanti spettacoli e i teatri che puoi vivere giornalmente e, per un appassionato di spettacoli, vi assicuro che è una grande rinuncia. Queste sensazioni rimarranno sempre nel cuore e non sarà possibile dimenticarle. Il giorno prima di trasferirmi al Sud, ho trascorso tutta la notte girando in scooter e ripercorrendo tutti i luoghi significativi in cui ero stato nei dieci anni romani: dalla prima casa, all’Università, ai posti preferiti, alle piazze e alle periferie che ho avuto la fortuna di conoscere.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Scherzando dico sempre che, andare via di casa per dieci anni, è stata contemporaneamente la cosa migliore e la peggiore che potessi fare. Quando vivi più realtà, di fatto, ovunque sei ti mancherà qualcosa. In realtà, oggi, non andrei più via dal Sud anche perchè sto realizzando un progetto importante anche nella vita privata.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Credo creando opportunità di incontro, anche se so che si sta facendo, tra tutti i “rimpatriati” e condividere le esperienze che sicuramente si sono apprese stando fuori. In questi ultimi mesi ho scoperto tanti giovani pugliesi, in molti casi tornati a casa, con competenze di altissimo livello. Siamo sempre pochi rispetto alla totalità della popolazione ma facendo un bel lavoro di divulgazione credo si possa dare un grande contributo alla nostra terra.”

Cosa può fare la rete BaS?
“Creare appuntamenti fissi, in forma di associazionismo, magari mensili, con punti da discutere ed esperienze da condividere, fino ad arrivare ad organizzare eventi regionali di grossa portata. Creando una rete di professionisti si potrebbe mettere su una struttura capace di offrire servizi, informazione e formazione nelle aree in cui si avverte una carenza.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Il mio è solo un ringraziamento per la passione e la costanza che, nonostante i mille impegni di ciascuno, riuscite a mettere in questo bellissimo progetto. Ho fatto tante esperienze e ho girato tanto l’Italia. Se il mio contributo potrà servire sono a disposizione.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
Giulietta Stasi.”

Bentornati al Sud

Prima pagina e articolo su La Stampa

Domenica 11 marzo 2018

Prima pagina de #LaStampa e un lungo articolo dedicato al fenomeno della “migrazione di ritorno” a Sud.

Le storie di ritorno amiamo raccontarle ma non possiamo nascondere la felicità nel poter descrivere a nostra volta il progetto #BentornatiAlSud.

 

 

Qui l’intervista, versione online, alla nostra fondatrice Marianna Pozzulo:
Il network dei migranti di ritorno: “Qui per cambiare la nostra terra”

“Il successo è costruire la vita a propria misura.”
Grazie personale alla giornalista Laura Anello per aver messo, nero su bianco, il significato profondo della nostra idea di ritorno al Sud.

Felici di aver condiviso questa intervista con gli Amici #BaS Antonio Caraviello, Vito Sanitate, Rossella Orsini e Barbara Rosanò a cui dedichiamo un abbraccio speciale.

Bentornati al Sud

BUON 2018 !!!

SudFineAnno

“San Silvestro e Capodanno sono due tipiche giornate di bilanci ed auguri. Anche in questo 2017 le istituzioni e le organizzazioni centrali ci hanno restituito un’immagine bianca e nera di un Sud malmesso, scheletrico, privo di sfumature.

Ma anche quest’ano i nostri incontri, gli eventi a cui abbiamo partecipato, le iniziative a cui abbiamo assistito, le storie che ci sono state raccontate, lo hanno ridipinto in mille tonalità. Se è vero che non si può negare quello che i numeri e i segni matematici raccontano, è vero anche che le stime, per definizione, danno spesso una contezza “selettiva” dei fenomeni che rivelano.

Non avrebbe senso, e non è nel nostro stile, farci scudo di luoghi comuni per sostenere che il Sud è molto più (accogliente, rigoglioso, fertile, futuribile) di quanto viene raccontato, anzi: raccontare un Sud che è bello perché è bello sarebbe controproducente.

Bentornati al Sud, invece, continua a raccontare un Sud in rinascita, come ha fatto in questo 2017. Un Sud in ritorno, che rientra, si inventa, gioca con il proprio potenziale, potenzia le proprie esperienze, si fa forza delle proprie sconfitte, si ripopola di giovani menti, mette al mondo figli, dà vita a imprese, riunisce associazioni, progetta prodotti, realizza sogni, mentre perde risorse come accade anche altrove, in virtù delle circostanze di questi anni.

Perché al Sud, come altrove, per tanti cervelli in fuga, ci sono anche tante menti e tante braccia che rientrano. E noi le aspettiamo per ascoltare i loro racconti, e le raccontiamo per spiegare che tornare non è da incoscienti, né da sconfitti, ma è un bene e una scelta comune.

E quindi oggi Auguriamo a Voi e a Noi un 2018 di notizie, di racconti, di ripresa e soprattutto di resilienza.”

Bentornati al Sud

Una Birra con BaS

LogoEventoBirrificio
Una Birra con BaS….

Non esiste un Ritorno che non implichi la felicità del Natale al Sud!

Le pastorali, le bucce di mandarino, le carte da gioco, le pettole, i presepi delle nonne, i pranzi lunghi ore ed ore, il buon vino, i vacanzieri…

E poi il Natale si sa: quando arriva, arriva.
Il nostro arriva il 17 dicembre, a San Pancrazio Salentino (BR) – Puglia,  e lo bagniamo di birra artigianale prodotta da Aleph Microbirrificio

Per raccontarvi e raccontarci le storie e le prospettive che abbiamo incontrato in questi anni, per ascoltarvi e confrontarci, per brindare e gustare 100% local, noi vi aspettiamo lì.

Per darvi l’occasione di vedere anche quell’amico al quale ogni anno a Natale avete detto: “Magari ci sentiamo per una birra!”

Quest’anno portatelo a prendere una Birra con BaS!

 

Pochi scatti, eravamo tutti impegnati ad ascoltare Rossella Orsini e il racconto sul suo microbirrificio Aleph, a conoscerci e condividere esperienze, riflessioni e idee…

…a degustare le birre artigianali e le bontà preparate con prodotti locali! 🍻🥪

Così un aperitivo domenicale si è trasformato in una lunga serata in compagnia…

Un Grazie particolare agli amici arrivati da Borgagne (Melendugno) – LE, Putignano – BA e Cisternino – BR…

Per chi non c’era, vi aspettiamo al prossimo incontro BaS perchè l’energia dello scambio la si può cogliere davvero solo dal vivo! 🤩

Bentornati al Sud

Dario Gatti

Dario Gatti, Laurea in Economia Aziendale. Lascia Bari a 19 anni per studiare a Milano. Torna a 31 anni nella sua città natale.

foto Dario Gatti

Per quale motivo sei tornato al Sud?
“La mia è una storia comune a tantissimi ragazzi del Sud: dopo il Liceo la partenza per Milano, una laurea in Bocconi e un’esperienza quasi decennale in grandi multinazionali a Milano.

Grandi soddisfazioni lavorative ed esperienze di vita intense, ma nel cuore sempre una grande voglia di puntare a Sud e sul Sud.

Sempre tanti incontri e confronti ma mai il calore vero del Sud, la sua spontaneità, la felicità delle piccole cose, i sapori e gli odori della nostra Terra, ma soprattutto la consapevolezza che la nostra è una Terra dalle poche (forse) opportunità professionali, ma dalle mille risorse.

Mille risorse soprattutto umane: più conoscevo gente e più mi accorgevo di come il tanto produttivo Nord è tale per le eccellenze del Sud che qui vi lavorano.

La domanda sempre più ricorrente era: ma se all’improvviso tutte le nostre eccellenze smettessero di andar via per necessità (e non per scelta, perché se di scelta si tratta è più che legittima!) e investissero nel Sud, o portassero la propria esperienza nella propria Terra, cosa succederebbe?

Va bene scegliere di andare via per fare una nuova esperienza, per studiare fuori, per allargare la mente, anche per tutta la vita se si crede, ma deve essere sempre una scelta libera e mai dettata dalla mancanza di alternative.

Sono partito da questa convinzione e il resto è venuto da sé.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Tanti progetti, tanto ottimismo, tanta tenacia ma anche tanta esperienza e la forte consapevolezza della scelta fatta.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Il ritorno è stato super positivo! Ho trovato esattamente quello che mi aspettavo e che ho sognato per tanto tempo. Ho ritrovato gli amici di sempre con i quali sembra che non sia passato neanche un giorno da quando sono andato via e che mi hanno abbracciato forte quando hanno saputo che sarei tornato. E poi ho trovato subito il sostegno di tanti che qui sono rimasti e che su questa Terra hanno scommesso. Ne vorrei citare uno che mi ha scritto: “La nostra Terra ha bisogno di persone con la mente aperta. Di opportunità ce ne sono una caterva qui… solo chi non ha occhi non le vede”. Sono questi i messaggi che mi fanno capire che la scelta è quella giusta.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Al momento fortunatamente non ce ne sono state.”

Di cosa ti occupi?
“Sono laureato in Economia Aziendale e mi sono sempre occupato di Amministrazione e Controllo di Gestione. Adesso il mio nuovo ruolo mi propone nuove sfide e nuove competenze da acquisire, dalla gestione dei rapporti commerciali a quelli organizzativo-gestionali e strategici.

Divido la mia settimana lavorativa tra i due Centri Medici della mia famiglia ad Acquaviva delle Fonti (BA), Aura Medical SPA e Centro Diagnostico Biologico, che rappresentano un punto di riferimento sul territorio nell’offerta di prestazioni mediche specialistiche, e una vera e propria eccellenza Pugliese in Italia creata da ragazzi straordinari del Sud, l’AIMS – Accademia Italiana Medici Specializzandi che ha sede a Bari e si occupa di preparare i giovani Medici di tutta Italia al Concorso Nazionale per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
State creando una consapevolezza nuova nei tanti ragazzi del Sud che vanno via per cercare lavoro… state dando coraggio a chi non ha mai smesso di crederci ma a cui spesso manca l’ultimo slancio, l’ultimissimo passo per prendere una scelta coraggiosa ma bellissima.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Assolutamente sì, sia dal punto di vista professionale attraverso la sezione “Passalavoro” che permette a chi è fuori e vuole tornare al Sud di avere un punto di riferimento in più e sia dal punto di vista sociale, perché permette di incontrare persone che hanno fatto il tuo stesso percorso e che possono comprendere perfettamente le aspettative e le paure che si provano scegliendo questa bellissima strada.”

Cosa può fare la rete BaS?
Continuare a creare network per chi è ritornato e per chi ritornerà (speriamo sempre più numerosi!)”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Devo ammettere che i miei 11 anni a Milano non sono stati negativi, anzi.

Milano mi ha fatto incontrare l’amore, mi ha insegnato ad amare la novità e la libertà, a non temere il cambiamento, a farmi carico delle mie responsabilità, mi ha reso efficiente e veloce e mi ha offerto opportunità di crescita professionale e personale.

In generale credo che come esperienza sia stata positiva, a prescindere da quello che desideravo per me e cioè tornare a Casa.

Credo che mi mancherà un po’ il cambiamento continuo al quale una città all’avanguardia come Milano ti abitua, però credo che ci sarà sempre l’opportunità di vivere questo cambiamento da semplice visitatore.

In più ho lasciato lì tanti amici ai quali sono molto legato e che spesso tornerò a trovare.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
“Ad oggi no, ma spero presto e volentieri di farlo!”

Bentornati al Sud