Alma Cati

Alma Cati, Laurea in Psicologia e Qualifica in Operatore lavorazioni artistiche in cuoio, parte a 18 anni e, dopo più di dieci anni ad Urbino (PU), torna in Puglia a Latiano (BR).

Si definisce Psico-Artigiana, ama la quiete del suo paese di origine ma è sempre in movimento verso le belle città pugliesi.

AlmaCati

Per quale motivo sei tornata al Sud?
“La mia non è stata una vera scelta di ritorno al Sud. Eventi familiari, improvvisi, mi hanno trattenuta, facendomi scoprire in pochi mesi la bellezza della mia Terra di nascita e la sua gente.

C’è sempre stata però, da parte mia, una ricerca sulla riscoperta delle mie origini iniziata, inconsapevolmente, con la scrittura della tesi di laurea Tarantismo e Isteria tra 800 e 900: “un contributo alla psicologia e alla mia Terra, la Puglia, entrambe provviste di quegli aspetti multiformi e misteriosi che hanno trovato nell ‘isteria e nel tarantismo una chiave di lettura comune.

Le Marche, Urbino, i miei amici che abitano ancora lì, erano la mia nuova famiglia e vivevo felice ma ero curiosa di ciò che succedeva al Sud.

Scendevo giù con una piccola bancarella con manufatti in cuoio da me prodotti. Cominciava il fermento della Taranta/Pizzica e conobbi in quegli anni (1999 – 2004) il Festival Itinerante della Taranta con il concerto conclusivo di Melpignano (LE). Sono state estati per me bellissime, ho conosciuto i paesi della Grecìa Salentina quando le sagre erano davvero occasione di scoperta di antiche tradizioni. Erano gli anni anche di un certo risveglio politico in Puglia, Vendola e i Bollenti Spiriti… tanto fermento!!

Sono stata coinvolta dalla bellezza della mia Terra, un colpo di fulmine… mi ero appena laureata, ero piena di energia e voglia di fare! E così, in questa bella e dura Terra, è nata anche mia figlia Njna che porta appunto uno dei nomi classici della pizzica salentina!”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Ottimismo, entusiasmo e voglia di fare.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Ho conosciuto e continuo a scoprire tante realtà innovative portate avanti da giovani come me, partiti e rientrati, tutti con un’ immensa voglia di fare. E poi continuo ancora a stupirmi della bellezza del nostro Territorio, del suo essere diverso e multiforme.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Io non ho trovato difficoltà ma ho investito tutto il mio entusiasmo per cercare gente e stimoli nuovi anche qui in Puglia… percorrendo km e km con la mia macchina a metano… il consiglio è di non chiudersi e avere occhi aperti sull’orizzonte.”

Di cosa ti occupi?
“Sono una psicologa con una grande passione per la lavorazione del cuoio.

Mi occupo principalmente di minori a rischio, lavoro anche come Orientatore scolastico e professionale. Nel 2012 ho conseguito l’abilitazione come psicologa e ho cominciato a muovere i primi passi come professionista.

Ad oggi, sto lavorando sui progetti in partenza per il Mese del Benessere Psicologico in Puglia che si tiene ogni anno ad ottobre.

In questa occasione, il prossimo 8 ottobre, presso l’associazione TrullloSociale organizzerò un workshop di Psicologia Creativa con cenni sull’importanza dell’agricoltura sociale e dei laboratori ergo terapici in contesti di disagio sociale.

Sempre nel mese di ottobre sarà on-line il mio sito Studio di Psicologia Creativa da cui sarà possibile prenotare consulenze domiciliari di sostegno psicologico, percorsi di orientamento professionale e scolastico, e gruppi di laboratorio ergo terapico di lavorazione del cuoio.

Inoltre, grazie al progetto Bollenti Spiriti ho conosciuto diverse realtà sociali interessanti con cui collaboro ormai da anni, collaborazione fatta di esperienze e valori condivisi.

Ad esempio, nel 2016, ho partecipato come Psicologo sociale al progetto Diverso come me, finanziato dal Ministero della Gioventù, presso l’associazione Venti di Scambio di Conversano (BA) attivando uno sportello di ascolto e orientamento psicologico, e conducendo alcuni laboratori di lavorazione del cuoio.

Dal 2012, con l’associazione TrulloSociale di San Michele Salentino (BR) collaboro alla realizzazione di Rurabilia – centro estivo per bambini e Masseria sotto le stelle essendo una Masseria sociale che si occupa di integrazione attraverso percorsi di agricoltura sociale e riscoperta delle antiche tradizioni.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Appena rientrata in Puglia, nel 2004, ho cominciato a lavorare come educatrice in una comunità riabilitativa psichiatrica con la cooperativa Città Solidale, qui ho conosciuto Tommaso Mola e questa bellissima realtà sociale.

Dallo stimolo avuto con questa esperienza lavorativa è nata l’idea che saper fare corrisponde anche a saper essere, e mentre cambiavo settore sociale, diventando educatrice in una comunità educativa per minori provenienti dal circuito penale, ho sperimentato come ciò fosse ancora più vero e importante per questa tipologia di utenti.

Ho unito le mie due competenze, psicologia e cuoio, dando vita ad un laboratorio di formazione itinerante sulla lavorazione del cuoio: La Fustella, rivolto a varie realtà sociali: cooperative, centri diurni comunità educative, associazioni.

Dalla cooperativa per minori, all’associazione per persone Down, dai pazienti psichiatrici, ai tanti bimbi dei campi estivi… ogni attività formativa che conduco mi ricorda come in ogni ognuno di noi ci sia un talento nascosto, e come i momenti di integrazione e condivisione spesso siano più importanti dei risultati raggiunti.

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Del Sud mi mancava il colore della terra, il cielo immenso, il cibo vario e buonissimo, il calore della gente… anche nelle Marche il mio gruppo di amici era fatto prevalentemente di ragazzi del Sud! Delle belle colline marchigiane conserverò sempre i bei ricordi di una natura immensa: fiumi, boschi, lucciole e non potrò mai dimenticare la loro quiete.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto a chi torna?
“Sì, dando sostegno reciproco alle persone coinvolte per vincere il senso di estraneità che vive chi rientra dopo tanti anni.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe organizzare un evento in cui conoscersi tutti.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Complimenti per la bella iniziativa. Un ringraziamento a Bentornati al Sud per l’ascolto e l’accoglienza in questo spazio virtuale… che le nostre storie siano sempre colorate di ottimismo! Continuerò a seguire le vostre storie.”

Grazie Alma! Noi seguiremo te e i tuoi creativi laboratori itineranti.

Marianna per BaS

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Flavia Amato

Flavia Amato lascia Guardavalle Marina (CZ) e la sua amata Calabria, poco più che maggiorenne, per completare il suo percorso formativo presso l’accademia di Belle Arti di Macerata. Termina con successo gli studi con una tesi sugli “abiti scultura”. Tesi illuminante per il prosieguo della sua carriera. Infatti, di lì a poco, raddrizza il tiro formativo e sceglie di seguire un desiderio intimo e profondo che la spinge a frequentare, in breve tempo, un corso di modellista professionale ed un master in gestione d’impresa e startup. Dopo quasi otto anni torna nella sua Calabria, per cercare di dar forma ad un sogno cullato fin da bambina, quando vedeva la mamma e la nonna cucire. Crea Malìa, atelier di moda dove il concetto di stile e benessere si uniscono, laboratorio di idee e creazioni dove si realizzano abiti con tessuti organici e naturali.

flaviaamato2Com’è stata la tua vita prima di partire verso il Nord?
“Sono nata il giorno di Natale, nel 1989, ed ho vissuto la ma infanzia e la mia giovinezza a giocare al sole con i miei amici fino alla sera. Un sole che ti scaldava e ti avvolgeva con i suoi tiepidi e gradevoli raggi. Quando cresci con quel calore dentro, è difficile trovarlo in altri luoghi che non sia la tua terra. Il sole, in ogni regione, è sempre lo stesso cerchio un po’ giallo che ci guarda dall’alto ma chi è del meridione, della Calabria in particolare lo sa, il sole calabrese è un’altra cosa. Un sole che il calore te lo trasmette non solo sulla pelle, ma fino alle ossa.”

Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Quando sei lontana chilometri da casa, quella mancanza la senti come una carenza di ossigeno, e quando ti manca l’ossigeno ti dimeni e ti agiti per ritrovarlo. Così mi sentivo lontana da casa, lontana dalle mie radici e dalla mia famiglia, lontana dal mio sole. Volevo tornare nel mio Sud, nella mia terra, con un sogno nemmeno troppo nascosto nel cassetto. Volevo unirmi alla schiera di piccoli imprenditori che cercano, tra mille difficoltà di tipo ambientale, territoriale, concettuale e ahimè non solo, di fare qualcosa per il Sud. Non se ne parla più di tanto, non si trova sui giornali, non lo dicono alla televisione, ma sotto il “velo di Maya“ creato ad hoc dalle istituzioni e dalle credenze, la tanto bistrattata terra calabrese, nasconde come altre realtà del meridione, un humus fertile di piccole imprese, che stanno germogliando, fiorendo, con l’obiettivo del biologico e della sostenibilità. La regione Calabria è stata la culla dei primi insediamenti italici, un concentrato di cultura e tradizione, una terra affascinante per varietà paesaggistica, che è vittima però di sé stessa e della reticenza nazionale. L’amore per la mia terra, mi ha spinto a ritornare, a cercare di fare impresa, dove tutti dicono che è impossibile creare qualcosa di nuovo e sano, dove tutti dicono: “Ma chi te l’ha fatto fare? Dovevi restare dov’eri… Come mai questa scelta? Speriamo bene… Qui non ci riuscirai mai!” Dove tutti, per primi gli abitanti stessi, danno per morto un territorio così ricco. Io no. Sono testarda, orgogliosa e tenace quanto basta per dire che non ci si può e non ci si deve arrendere. Sono tornata per fare impresa e artigianato e per innovare attraverso il tessile naturale. Sono tornata per presentare una start up che ultimamente ha portato il nostro Paese sui giornali per il “tessile innovativo”.

La tua valigia del ritorno piena di…
Speranza e tanta volontà: desiderio di cambiamento per la nostra terra, voglia di sfidare tutto ciò che viene detto contro il Sud. La mia valigia è piena della forte spinta di quel calore, quel sole, che mi ha fatto crescere fondendosi con le mie ossa e contaminando la mia anima. Un grazie, per tutto questo, va alla mia famiglia, ai valori e ai sani principi che mi hanno inculcato fin da bambina. Una famiglia alla quale sono grata, per avermi sempre sostenuto ed aiutato nelle mie scelte, accompagnandomi nel mio cammino, aggiustando il mio percorso, senza mai ostracizzarlo. Grazie a loro, al mio compagno, al mio sole, ho trovato il coraggio e la forza, di seguire un sogno. Un sogno che mi permette di creare ciò che ho sempre desiderato. Un sogno che mi consente, la mattina, ogni volta che apro la porta del mio atelier, ogni volta che termino uno dei miei abiti, ogni volta che guardo dalla finestra, di uscire, alzare lo sguardo, e volgere il viso a quel cerchio giallo, a cui devo tutto, a cui devo il mio spirito rovente di fiera stilista calabrese.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
Certamente, perché ho la sensazione di contribuire a qualcosa di grande è già molto soddisfacente.”

Quali sono state, se ce ne sono statae, le difficoltà del rientro?
Le difficoltà riguardano la riambientazione lavorativa, la logistica, la carenza di infrastrutture e altri servizi per la mia impresa che sembrano ostacolare e rallentare il tutto. Inoltre, essendo un’attività innovativa è sconosciuta alla maggioranza della popolazione e quindi spesso si creano intoppi di diversa natura. Per superarle ci vuole tenacia, passione e molta pazienza.”

Di cosa ti occupi?
Faccio la modellista, la stilista e l’artigiana. Creo abiti. Amo la moda, la natura e il connubio tra i due. Ho così aperto ideato e progettato un atelier con il bran Malìa natural couture lab. Il brand Malìa offre un guardaroba versatile e completo e tutto “green” proponendo capi per ogni occasione Questo modo di fare moda è stato definito innovativo, una svolta e smentisce chi pensava che la moda ecosostenibile fosse poco “glam”. Nell’atelier si realizzano abiti completamente naturali realizzati nel rispetto dell’ambiente e provenienti da fibre vegetali ecologiche certificate che mirano ad un risultato di alta qualità e benessere. Per esempio abiti in tessuto di Bambù, in Canapa, pura Seta, Lino e Cotone biologici ma anche in fibra derivata dal latte! Credo nel Sud e nella possibilità di innovare attraverso il ritorno dei giovani e di coloro che al Nord si precludono questa possibilità.

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Grazie per l’opportunità di raccontare la mia storia e per questo bel progetto da voi ideato.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Certamente, io stessa cercavo una cosa simile per confrontarmi appena ritornata. Così facendo possiamo rendere presente i vantaggi del tornare.”

Cosa può fare la rete BaS?
“Divulgare tutte le storie di chi torna per dare forza a chi è scoraggiato”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Dopo sette anni di residenza nelle Marche, regione leader del tessile e del manufatturiero e dopo aver ricevuto riconoscimenti nell’ambito delle Start Up ho deciso di sfidare tutto e tornare al Sud per creare un’impresa giovanile femminile e innovativa. Spero di non dovermi pentire per questa scelta. Mio padre negli anni 70 dopo venti anni è tornato al Sud per fare impresa ed ha costruito molto per questa terra e spero di poter fare lo stesso.”

La cosa che più che più ti mancherà?
“Mi mancava il calore del Sud, la genuinità, i ritmi. Mentre mi mancherà l’efficienza e alcuni servizi.”

Grazie mille Flavia, per questo messaggio di speranza che servirà a molti giovani che come te hanno voglia di tornare.

Alice Amato

Stefania Galegati Shines

Stefania Galegati Shines, da Bagnacavallo (RA), in Emilia Romagna, si sposta a Milano per studio, presso L’Accademia di Belle Arti di Brera. Dopo aver vissuto a Berlino e New York, si trasferisce in Sicilia. A Palermo, con il marito, crea il Caffè Internazionale  lounge bar e spazio culturale dedicato all’arte, alla musica, all’artigianato e al design. L’intento è ospitare artisti emergenti ed internazionali per l’integrazione di diverse culture… e ribaltare alcuni noti luoghi comuni!!

Questo, il suo racconto da benvenuta al Sud:

StafaniaPalermoPer quale motivo hai scelto il Sud? “Il Sud è una direzione. Sognavo di andare ancora più a Sud. Ma questo Sud, la Sicilia, mi sembrava la cosa più vicina all’Africa con, allo stesso tempo, le facilitazioni del mondo occidentale. Poi a un certo punto diventa una questione chimica, quando scendi dall’aereo respiri aria di casa e diventa casa.”

La “valigia” che hai portato con te è piena di… “Viaggi, incontri, esperienze, arte, musica, tanta strada fatta a zonzo…”

Ad oggi, il bilancio è positivo o negativo? “Positivo. Perchè ora si vedono i primi fiori di tanti semi piantati.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà? “La Sicilia non c’entra niente con l’Italia. Difficoltà a comprendere linguaggi apparentemente simili ma diversi. Difficoltà con le invidie e i lamenti e impossibilità di associazionismo, se non di volontariato.”

Di cosa ti occupi? “Sono un’artista (visiva?). Poi gestico un locale insieme a mio marito, con tanto di musica e spazio espositivo. Poi insegno pittura all’Accademia di Belle Arti.”

 CaffeInternazionalePalermoLogo

Ci lasci un pensiero per BaS… “Un pensiero che è nato ieri al bar, quando qualcuno mi ha detto: “Ah il Moscow Mule, quel drink l’anno scorso un amico mi prendeva in giro perchè a Palermo non era ancora arrivato mentre a Milano lo conoscevano tutti…” Ora c’è il Chillito un pestato famosissimo inventato da Davide Ricco (barman del caffè) che a Milano e Parigi non è ancora arrivato… Ribaltiamola un po’ questa prospettiva!”

Una rete tra tornati e “venuti” al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi si trasferisce? “Chi non si è mai mosso dalla propria terra non può capire le difficoltà e le necessità di chi ha viaggiato molto. Per chi rimane sempre nello stesso posto, quello diventa il centro del mondo e difficilmente ha un atteggiamento aperto alle diversità.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS? “Non so, le reti nascono naturalmente condividendo delle cose. Forse traslocare in un posto non è sufficiente per fare rete. A New York dove tutti vengono da fuori non esistono reti per chi viene da fuori, o forse lo è tutta la città!! Qui la nuova ondata di attenzione verso il Sud è molto recente. Siamo tutti più felici se l’Italia viene un po’ ribaltata però anche occhio alla gentrificazione…”

Quali sono le differenze, che reputi più importanti, tra la tua precedente città e quella attuale nel meridione? “Negli ultimi quattro anni ero nomade. Tante differenze!”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te! “Il Caffè Internazionale, il locale che mio marito ed io gestiamo, vorrebbe riuscire a mescolare culture diverse. Creare una factory di talenti locali e internazionale che possa fare produzioni esportabili. C’è una generazione di artisti nati qui che non se ne vuole andare. C’è un Palermo sound che vuole nascere da qui e smettere di pretendere che il jazz sia nato in Sicilia!! Sono qui da 8 anni, e per ragioni diverse ho visto le cose cominciare a muoversi da un paio di anni. Anche nelle teste delle persone. Spero che fra un po’ non sia piu così strano trasferirsi al Sud. Palermo è un posto meraviglioso pieno di vuoti da riempire e ridisegnare…”

Suggeriresti ai tuoi amici la tua città al Sud? “Lo faccio quasi tutti i giorni!”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà. “Mi mancano diverse cose da posti diversi.”

 Grazie Stefania, per i nomi che ci hai suggerito (li contattiamo subito!) e…

per quest’aria di cambiamento, multietnica e multiculturale, da Sud!

 Marianna per BaS