Carmine Tortorella

Carmine Tortorella, Fashion Designer. A 21 anni lascia Minervino Murge (BAT) per  lavorare a Milano. A 27 anni rientra nel suo paese d’origine.

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Per quale motivo sei tornato al Sud?
“Sono rientrato al Sud perchè mi sentivo umiliato da un meccanismo subdolo che offusca la vera identità del sistema Italiano… ovvero che le più importanti multinazionali del nord e non solo, anche imprese più piccole, siano capitanate da menti meridionali emigrate, con dipendenti e collaboratori meridionali…. praticamente il nord eccelle grazie alle mani, al sudore, all’ingegnio e alla forza di chi ha lasciato il SUD.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“E’ piena di risposte, di mezzi forti e comparati per poter intraprendere un nuovo percorso innovativo nella mia terra, ora nel mirino del mondo intero, una terra “dall’oro colato” che ho imparato a riconoscere e valorizzare standoci lontano.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Innanzitutto dopo anni di spostamenti e infiniti sacrifici, posso parlare di benessere. Trovo che la vita al Sud, nelle sue province specialmente, sia diventata incredibilmente raffinata ma te ne accorgi solo se sei stato fuori.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Non esistono difficoltà, è importante dimostrare di essere CREDIBILI in quello che si fa, facendo notare che chi torna ha nettamente una marcia in più e sono le uniche persone, secondo me, in grado nel loro piccolo di poter cambiare il territorio.”

Di cosa ti occupi?
“Il mio hobby e la mia passione sin da bambino sono diventati il mio lavoro. Mi occupo di moda, non nel senso evocativo della parola ma produttivo nella pratica. Sono un couturriere… progetto e realizzo abiti di alta moda, soprattutto abiti da sposa.

A breve aprirò il mio atelier: Tortorella Atelier Studio che ho deciso di realizzare nel mio bellissimo paese dal borgo incantevole MINERVINO MURGE.”

 

 

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“L’ossigeno… quello puro della mia terra che ti rende lucido in tutto quello che fai e che provi, i sapori, la famiglia… tutto… mi mancava me stesso!”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Sì. Le testimonianze sono molto importanti… aiutano a far chiarezza sulla decisione da prendere.”

Cosa può fare la rete BaS?
“Bisogna far scoprire a tutti che ci sono tantissimi giovani che rientrano in patria con tanto talento da poter utilizzare al meglio per rilanciare il Sud.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
ANDARE PER IMPARARE…..TORNARE PER ESSERE!”

Bentornati al Sud

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Piergiuseppe Esercizio

“Esperienza”, “vita sociale”, “progetti” e “famiglia” sono dei concetti che ritornano costantemente, se non nelle loro parole nero su bianco, sempre nelle conversazioni che abbiamo, de visu o sul web, con i ragazzi che decidono di affidarci le proprie storie.

Ogni volta si genera una magica alchimia per cui qualcuno, su invito o spontaneamente, decide di parlarci un po’ di sé, dei propri perché e dei propri come, del proprio ritorno o del proprio arrivo al Sud, e per magia riaffiorano, quando scorriamo le righe che ci hanno regalato o ascoltiamo le parole che ci consegnano, quelle parole che ci riportano sempre alla stessa incontrovertibile realtà: “nessun uomo è un’isola“, come scriveva John Donne.

Ecco un altro dei motivi per i quali spesso il Sud “vince” sul Nord, perché oltre alla sua rinascita, oltre al suo potenziamento, oltre al suo fascino, nei bilanci dei Bentornati il Sud rappresenta le radici. E le radici umane sanno crescere forti, in infanzia e giovinezza, e assorbire il nutrimento dalla terra, ed il terreno per propria natura non può traslocare. Ecco perché chi nasce al Sud, a volte, non riesce a ritrovare altrove lo stesso “nutrimento”, anche quando quell’ altrove gli ha offerto più di ciò che sperava.

La storia di oggi è quella raccontata dalle parole di Piergiuseppe Esercizio, classe 1975, da Bari a Modena e ritorno.

Piergiuseppe Esercizio

La crisi economica e del lavoro non ha scalfito gli ambienti ipertecnologici dell’informatica, anzi: si pensi alle statistiche di luglio 2017, quando la percentuale di impiego dei laureati in tale ambito si attestava al 96% dei laureati. Un boom che ha permesso a Piergiuseppe di cercare di tornare a casa, mantenendo intatto il proprio profilo professionale.

Gli chiediamo, come sempre facciamo, quali siano state le difficoltà del rientro, e ci dice: “La difficoltà principale è stata trovare un progetto in cui credere, per questo ho cercato sempre attraverso i tanti canali che internet mette a disposizione“. “Progetto”, si diceva: l’importanza di sapere che se si torna non si dovranno accantonare tutte le aspettative di crescita e coerenza che si erano coltivate da quando ci si era iscritti all’università o si era iniziata una carriera.

Piergiuseppe è andato via proprio per lavoro, a Modena, città esempio di architettura industriale che ne segna inequivocabilmente l’identità e i tratti, ed è andato via, diversamente da molti altri che al Nord si trasferiscono per studiare, quando aveva 31 anni. Per poi lasciarla all’età di 42.

Lasciate che ve lo dica una che è andata via tante volte e da tante città: questa è una storia diversa. Andar via da un posto a 18 anni, quando hai solo voglia di lasciar casa e imparare ad autogestirti ( e magari riuscirci poco), è un conto. Poi conoscere nuovi amici, nuovi luoghi, e magari rientrare a casa solo per le vacanze e guardarla con nostalgia. Ma a 30 anni il luogo in cui vivi è Casa, molto di più, molto più intensamente, quindi lasciarlo è più impegnativo ancora. Poi – parla sempre quella che ha lasciato tante città – una volta che ti sei ri-radicato in un nuovo posto, quando hai il tuo giro, il tuo pub preferito, la tua lavanderia di fiducia, riprendere tutto e andare via ancora una volta non è, semplicemente, difficile: è coraggioso, temerario.

Lo fai per un motivo valido. Dice Piergiuseppe che è tornato “per portare la (propria) esperienza nelle aziende meridionali”. “Esperienza”, l’ho scritta per prima, questa parola. Perché è così che succede: ti viene un dubbio, quando sei fuori: “Ma perché queste cose che so fare devo farle qui, e non a casa mia?”

Non è un caso che Piergiuseppe ci dica che il suo bilancio del ritorno è positivo perché ha “realizzato il sogno di lavorare per il Sud”.

È un sogno comune fra i trapiantati. Poi bisogna trovare il progetto giusto, diceva Piergiuseppe qualche riga più su, e in questo è stata fondamentale l’esistenza di Bentornati al Sud: “Mi siete stati molto d’aiuto quando credevo di non trovare un’opportunità per tornare“. Perché la rete di Bentornati al Sud (cito testualmente) è utile “per reinserirsi anche socialmente, e per fare squadra, tornare dopo un’esperienza fuori apre la mente, avere a che fare con persone che hanno avuto un’esperienza di vita/lavorativa simile aiuta a diffondere quanto di positivo c’è fuori“.

La socializzazione intesa non solo come reinserimento nella vita sociale (sic), abbattendo il muro della paura del “ma c’è ancora qualcuno di simile a me, nel posto da cui sono andato via tanti anni fa?”, ma anche come condivisione delle informazioni e delle storie, che, condivise, contribuiscono alla narrazione del Sud del Possibile.

Ma cosa è mancato, e cosa mancherà a Piergiuseppe, protagonista di questa storia un po’ diversa, che ha avuto il coraggio e la fortuna di tornare al Sud e riuscire a realizzare se stesso? La famiglia. La famiglia d’origine, di cui sentiva la mancanza quando era a Modena, che è stata uno dei propulsori della sua scelta di rientrare, e la famiglia acquisita, quella modenese, quella adottiva, che lo ha accolto nel suo periodo settentrionale, le tante persone che ha “trovato e lasciato” e che gli hanno sempre mostrato affetto e rispetto indiscutibili.

Perché “nessun uomo è un’isola”, e quindi a Piergiuseppe va il nostro “bentornato” nell’arcipelago-Sud.

Roberta Iacovelli

Senior IT Project Manager – Programmatore Responsabile Sviluppo Software e IT / Puglia

Logo Traipler
Traipler è la prima piattaforma di Video Content Marketing e Digital Storytelling per la produzione e diffusione di contenuti video originali di qualità professionale ​con un vasto catalogo di più di 50 soluzioni video template omologati e di successo ​​per ogni categoria merceologica​,​ che il cliente può produrre ad hoc ​e a basso costo ​grazie​ a​ un network di 600 videomaker distribuiti su tutto il territorio nazionale​.

Azienda in grande crescita, giovane, ambiziosa ed innovativa che guida il cambiamento in essere nella comunicazione in cui il video è la leva fondamentale di crescita di ogni tipo di business. Con un team multi-discplinare e distribuito, in cui persone interne e un partner tecnologico in outsourcing lavorano assieme con tecnologie digitali e metodologie moderne.

RICERCA

 

Inserimento finalizzato all’assunzione:
Condizioni contrattuali e benefit saranno discusse valutando la reale esperienza e l’aderenza alla posizione. Saranno contattate soltanto le candidature ritenute idonee. L’offerta si intende estesa a entrambi i sessi (L. 903/77) e agli appartenenti alle categorie protette (L. 68/99)

Sede: Putignano (Bari)

 

Per candidarsi:

Senior IT Project Manager

Programmatore Responsabile Sviluppo Software e IT

 

Segnalato da: Agela D’Aprile

Ristorazione – Puglia

LogoPiccoleOre

 

Piccole Ore  – Ristorante – Pizzeria  con una lunga tradizione nel segno della cucina Mediterranea

ricerca:

– 1  Capo partita Antipasti
– 1  Capo partita Secondi piatti
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Requisiti:
Esperienza nel settore e nelle posizioni indicate.
Capacità di lavorare in team e organizzare il lavoro.

Titolo preferenziale:
Residenza in zona limitrofa alla sede di lavoro.

Contratto:
Tempo determinato con possibilità di inserimento a lungo termine.

Sede:
Puglia – Campomarino di Maruggio (TA)

Per info ed invio CV scrivere a: info@piccoleore.it

La ricerca è rivolta a persone di entrambi i sessi (L. 903/77). Gli interessati sono pregati di inviare un dettagliato CV con l’autorizzazione al trattamento dei dati personali (D. Lgs. 196/2003).

Segnalato da: Cosimo Marsella


A spasso nella Bellezza – 4 Puntata

17/03/2018

Quarta puntata programma Web Radio Inversione a Sud:

A spasso nella Bellezza
(clicca per ascoltare)

Una puntata davvero ricca ricca ricca!

Abbiamo parlato degli Amici di Casa Netural e intervistato uno dei due fondatori, il benvenuto al Sud, Andrea Paoletti che ci ha raccontato l’ultimo progetto Wonder Grottole.

Abbiamo esplorato il mondo del trekking e la bellezza del museo MARTA e del Castello di Taranto.

In chiusura la Rubrica Libri #SognoMeridiano a cura di Alessandro Cannavale.

Sì, Viaggiare… – 3 Puntata

03/03/2018

Terza puntata programma Web Radio Inversione a Sud:

Sì, Viaggiare…
(clicca per ascoltare)

Qual è la situazione delle strade e dei treni? Abbiamo indagato e cercato di capire leggendo articoli a tema per saperne di più.

Ringraziamo il giornalista Marco Esposito per l’articolo che ci ha fornito, sul tema strade, scritto per Il Mattino nel 2016 ed Alessandro Cannavale per quello sui treni, pubblicato per il blog de Il Fatto Quotidiano.

Durante la puntata abbiamo intervistato il #BaS Giuseppe Sciretta per un post, in cui ha taggato Bentornati al Sud, dedicato al confronto tra vivere in città e vivere in paese, tra vivre al Nord e vivere al Sud. Inoltre, Giuseppe è stato promotore di una petizione strade “Monte Dauni” inviata  alla Regione Puglia e oggetto di un servizio TV a cura di “Striscia la Notizia.”

In chiusura la Rubrica Libri #SognoMeridiano curata da Alessandro Cannavale.

Migrazioni interne – 2 Puntata

17/02/2018

Seconda puntata programma Web Radio Inversione a Sud:

Migrazioni interne
(clicca per ascoltare)

Partendo dai dati del CNR relativi al 2015 sul fenomeno delle migrazioni interne abbiamo ricordato il servizio dal titolo “Cambio Vita” girato nel 2016 per Speciale TG1 – Rai 1 con la giornalista Federica Balestrieri che abbiamo intervistato telefonicamente perchè anche lei ha deciso di “cambiare vita dopo 25 anni in RAI”

Abbiamo concluso la puntata con la Rubrica Libri #SognoMeridiano intervistando Alessandro Cannavale che ci ha presentato il suo libro “A me piace il Sud”