InnovaPuglia – 14 avvisi pubblici di selezione per la formazione di graduatorie finalizzate all’assunzione di personale

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InnovaPuglia ricerca figure professionali con competenze ed esperienze specifiche in 14 differenti settori:
• Affari Generali – scarica avviso
• Cloud Computing e Infrastrutture Datacenter – ICT System Architect – scarica avviso
• Cloud Computing e Infrastrutture Datacenter – ICT System Specialist – scarica avviso
• Infrastrutture di Rete e Sicurezza Informatica – scarica avviso
• Monitoraggio degli interventi regionali 2014-2020 – scarica avviso
• Progettazione ed Ingegneria Sistemi Applicativi – scarica avviso
• Ricerca e Innovazione scarica avviso
• Sanità – scarica avviso
• Servizi di eGovernment –  scarica avviso
• Sicurezza informatica – scarica avviso
• Soggetto Aggregatore della Regione Puglia – scarica avviso
• Supporto erogazione servizi ICT – scarica avviso
• Territorio e Ambiente – scarica avviso
• Turismo e Beni Culturali – scarica avviso 
Per info:  Regione Puglia
Per invio domanda di ammissione alla selezione: www.innova.puglia.it
Durata: 
dalle ore 12:00 del giorno 26 settembre 2017 alle ore 12:00 del giorno 9 Ottobre 2017
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LUOGHI COMUNI diamo spazio ai giovani!

LUOGHI COMUNI, diamo spazio ai giovani! è una sfida della creatività nel sociale.

Luoghi Comuni

In Puglia ci sono un’infinità di spazi non utilizzati da parte degli enti pubblici, in molti casi già ristrutturati con altre forme di finanziamento regionale.  L’ offerta è rivolta a tutte le organizzazioni giovanili della Puglia che possono, in collaborazione con i sindaci, con le scuole o con altri enti pubblici, utilizzare spazi pubblici sottoutilizzati per svolgere attività di carattere sociale e innovativo.

Per maggiori info: LUOGHI COMUNI

Il bando verrà pubblicato entro il 30 ottobre 2017.

 

Alma Cati

Alma Cati, Laurea in Psicologia e Qualifica in Operatore lavorazioni artistiche in cuoio, parte a 18 anni e, dopo più di dieci anni ad Urbino (PU), torna in Puglia a Latiano (BR).

Si definisce Psico-Artigiana, ama la quiete del suo paese di origine ma è sempre in movimento verso le belle città pugliesi.

AlmaCati

Per quale motivo sei tornata al Sud?
“La mia non è stata una vera scelta di ritorno al Sud. Eventi familiari, improvvisi, mi hanno trattenuta, facendomi scoprire in pochi mesi la bellezza della mia Terra di nascita e la sua gente.

C’è sempre stata però, da parte mia, una ricerca sulla riscoperta delle mie origini iniziata, inconsapevolmente, con la scrittura della tesi di laurea Tarantismo e Isteria tra 800 e 900: “un contributo alla psicologia e alla mia Terra, la Puglia, entrambe provviste di quegli aspetti multiformi e misteriosi che hanno trovato nell ‘isteria e nel tarantismo una chiave di lettura comune.

Le Marche, Urbino, i miei amici che abitano ancora lì, erano la mia nuova famiglia e vivevo felice ma ero curiosa di ciò che succedeva al Sud.

Scendevo giù con una piccola bancarella con manufatti in cuoio da me prodotti. Cominciava il fermento della Taranta/Pizzica e conobbi in quegli anni (1999 – 2004) il Festival Itinerante della Taranta con il concerto conclusivo di Melpignano (LE). Sono state estati per me bellissime, ho conosciuto i paesi della Grecìa Salentina quando le sagre erano davvero occasione di scoperta di antiche tradizioni. Erano gli anni anche di un certo risveglio politico in Puglia, Vendola e i Bollenti Spiriti… tanto fermento!!

Sono stata coinvolta dalla bellezza della mia Terra, un colpo di fulmine… mi ero appena laureata, ero piena di energia e voglia di fare! E così, in questa bella e dura Terra, è nata anche mia figlia Njna che porta appunto uno dei nomi classici della pizzica salentina!”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Ottimismo, entusiasmo e voglia di fare.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Ho conosciuto e continuo a scoprire tante realtà innovative portate avanti da giovani come me, partiti e rientrati, tutti con un’ immensa voglia di fare. E poi continuo ancora a stupirmi della bellezza del nostro Territorio, del suo essere diverso e multiforme.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Io non ho trovato difficoltà ma ho investito tutto il mio entusiasmo per cercare gente e stimoli nuovi anche qui in Puglia… percorrendo km e km con la mia macchina a metano… il consiglio è di non chiudersi e avere occhi aperti sull’orizzonte.”

Di cosa ti occupi?
“Sono una psicologa con una grande passione per la lavorazione del cuoio.

Mi occupo principalmente di minori a rischio, lavoro anche come Orientatore scolastico e professionale. Nel 2012 ho conseguito l’abilitazione come psicologa e ho cominciato a muovere i primi passi come professionista.

Ad oggi, sto lavorando sui progetti in partenza per il Mese del Benessere Psicologico in Puglia che si tiene ogni anno ad ottobre.

In questa occasione, il prossimo 8 ottobre, presso l’associazione TrullloSociale organizzerò un workshop di Psicologia Creativa con cenni sull’importanza dell’agricoltura sociale e dei laboratori ergo terapici in contesti di disagio sociale.

Sempre nel mese di ottobre sarà on-line il mio sito Studio di Psicologia Creativa da cui sarà possibile prenotare consulenze domiciliari di sostegno psicologico, percorsi di orientamento professionale e scolastico, e gruppi di laboratorio ergo terapico di lavorazione del cuoio.

Inoltre, grazie al progetto Bollenti Spiriti ho conosciuto diverse realtà sociali interessanti con cui collaboro ormai da anni, collaborazione fatta di esperienze e valori condivisi.

Ad esempio, nel 2016, ho partecipato come Psicologo sociale al progetto Diverso come me, finanziato dal Ministero della Gioventù, presso l’associazione Venti di Scambio di Conversano (BA) attivando uno sportello di ascolto e orientamento psicologico, e conducendo alcuni laboratori di lavorazione del cuoio.

Dal 2012, con l’associazione TrulloSociale di San Michele Salentino (BR) collaboro alla realizzazione di Rurabilia – centro estivo per bambini e Masseria sotto le stelle essendo una Masseria sociale che si occupa di integrazione attraverso percorsi di agricoltura sociale e riscoperta delle antiche tradizioni.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Appena rientrata in Puglia, nel 2004, ho cominciato a lavorare come educatrice in una comunità riabilitativa psichiatrica con la cooperativa Città Solidale, qui ho conosciuto Tommaso Mola e questa bellissima realtà sociale.

Dallo stimolo avuto con questa esperienza lavorativa è nata l’idea che saper fare corrisponde anche a saper essere, e mentre cambiavo settore sociale, diventando educatrice in una comunità educativa per minori provenienti dal circuito penale, ho sperimentato come ciò fosse ancora più vero e importante per questa tipologia di utenti.

Ho unito le mie due competenze, psicologia e cuoio, dando vita ad un laboratorio di formazione itinerante sulla lavorazione del cuoio: La Fustella, rivolto a varie realtà sociali: cooperative, centri diurni comunità educative, associazioni.

Dalla cooperativa per minori, all’associazione per persone Down, dai pazienti psichiatrici, ai tanti bimbi dei campi estivi… ogni attività formativa che conduco mi ricorda come in ogni ognuno di noi ci sia un talento nascosto, e come i momenti di integrazione e condivisione spesso siano più importanti dei risultati raggiunti.

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Del Sud mi mancava il colore della terra, il cielo immenso, il cibo vario e buonissimo, il calore della gente… anche nelle Marche il mio gruppo di amici era fatto prevalentemente di ragazzi del Sud! Delle belle colline marchigiane conserverò sempre i bei ricordi di una natura immensa: fiumi, boschi, lucciole e non potrò mai dimenticare la loro quiete.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto a chi torna?
“Sì, dando sostegno reciproco alle persone coinvolte per vincere il senso di estraneità che vive chi rientra dopo tanti anni.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe organizzare un evento in cui conoscersi tutti.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Complimenti per la bella iniziativa. Un ringraziamento a Bentornati al Sud per l’ascolto e l’accoglienza in questo spazio virtuale… che le nostre storie siano sempre colorate di ottimismo! Continuerò a seguire le vostre storie.”

Grazie Alma! Noi seguiremo te e i tuoi creativi laboratori itineranti.

Marianna per BaS

Ritorno alla Festa

“Non sono tornata al Sud per amore di questo luogo o della mia città natale. No, sono tornata al Sud per una delusione d’amore. A quasi 40 anni non sono riuscita a pensare a qualcosa di diverso che non fosse ritornare a Lucera da Milano.

Ho pensato alla mia città in un pomeriggio in cui tutto era buio, in cui anche le lacrime erano finite. È stato un pensiero istintivo, automatico, così feroce che non mi ha lasciato nei 5 mesi in cui ho vissuto a Milano da sola.

Il lavoro nella città lombarda ti avvolge e, se sei fortunata come lo sono stata io, vivi esperienze professionali che ti cambiano, ti arricchiscono e ti aiutano a crescere.

Sono tornata che era Natale, triste, tesa, ma più di tutto arrabbiata, con i pugni stretti ai lati del mio corpo.

Il trasferimento è coinciso con una nuova chiamata di lavoro a Foggia in un’associazione di categoria, sempre comunicazione, sempre ufficio stampa perché se la sensazione era che lui mi avesse tolto tutto che almeno mantenessi ciò che più mi caratterizza: la mia professione di giornalista.

Sono stati mesi in cui ho combattuto, in cui ho alzato più volte il sopracciglio perché le cose non andavano, non funzionavano, in cui mi sono chiesta tante volte perché non avessi resistito, perché non camminavo su quelle strade con i palazzi importanti in cui ormai ero abituata a passeggiare.

Sono passati i mesi e man mano ho sentito che i pugni si alleggerivano, che la rabbia scivolava via. Ho iniziato ad accorgermi che davanti a me avevo dei puntini che dovevo solo collegare perché sono andata via salutando degli amici, dei conoscenti e delle situazioni che si sono presentate in tutta la loro forza anche ora che sono tornata, come a dire: chiudi questo cerchio perché qui è il tuo posto.

Ho ripreso a vivere grazie a quelle stesse persone che 7 anni fa non mi sono bastate, ho ripreso a vivere facendo quelle cose che 7 anni fa sentivo non fossero alla mia altezza perché volevo di più. Eh sì, adesso so che il di più è bello, stimolante, appagante ma lo stare mi rende autentica, emozionata, forse addirittura felice, che, per una come me, che non crede alle definizioni assolute, è un grande passo in avanti.

Ho fatto cadere le mie difese di fronte a una città che credevo troppo piccola grazie a una tradizione che solo noi, uomini e donne del Sud, possiamo comprendere: le feste patronali.

Ho messo a disposizione le mie capacità, la mia scrittura e il mio essere di corsa e, insieme a un gruppo di ragazzi e giovani adulti, alcuni dei quali avevo lasciato 7 anni fa a un tavolino di un pub, abbiamo in meno di 50 giorni regalato alla nostra città, alla mia città, la Festa.

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Scatto: Serena Checchia

Solo ora dopo quasi 10 mesi dal mio rientro inizio a pensare che davanti alla Fortezza federiciana di Lucera vorrei mettere radici. Anche le radici sono un altro tabù che cade: io non ci ho mai creduto. Sono troppo irrequieta per stare bene per sempre in un luogo. Invece, oggi penso che non si può vagare all’infinito e che a un certo punto devi fermarti in quel luogo e in quella situazione in cui ti senti più autentica anche se le cose non saranno sempre facili, ma bisogna resistere e piantarsi come un albero con le sue radici. Il Sud non sarà facile da vivere per me e tante volte sentirò ancora la voglia di scappare, ma so che è qui che il cerchio si chiuderà.”

Marianna Bonghi

Scatti: Serena Checchia

Federica Costantini

Federica Costantini, Laurea Magistrale in Psicologia, Master in Criminologia e Specializzazione in Comunicazione e Marketing. A 18 anni lascia Zollino (LE) per studiare a Roma. Gira l’Europa e vive in Irlanda, Lettonia, Malta e Messico: “Vivere, scoprire me stessa e il mondo per poterlo presentare e raccontare.” Torna, dopo 11 anni, nel suo paese natale ma è alla ricerca della sua “base salentina”.

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Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Per scelta: per me tornare ‘alla base’ significa prendere la rincorsa per il prossimo volo.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Una collezione infinita di esperienze, ostacoli, abbracci, sberle in faccia, sorrisi e parti di me.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Non so da quale lato pende la bilancia. Qui, al Sud, come nei tanti posti in cui ho vissuto, ho la sensazione di essere costantemente sulle montagne russe: passo dall’arrancare in salita al ribaltare tutto e scendere con facilità in discesa in un attimo. Non esiste un ‘positivo/negativo’ globale per quanto mi riguarda: esistiamo NOI in tutte le nostre forme, modi, creazioni, nature e espressioni… OVUNQUE SIAMO. Ora sono qui e mi sto lanciando in questo nuovo ‘giro di giostra’.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Ogni fase nel mio percorso di vita ha trascinato con sé avventure e difficoltà, anche il rientro. Mi sono sentita, e delle volte continuo tutt’ora a sentirmi, “straniera in patria”: quando vivi 1/3 della tua vita altrove, torni e non ti riconosci più in ciò che pensavi di essere, in ciò che facevi e in ciò che hai lasciato quando sei partita. Sai qual è la cosa divertente? Che la stessa sensazione la provi quando arrivi in un posto per la prima volta! Con questo voglio dire che ovunque vai PORTI TE STESSA, le tue potenzialità, le tue contraddizioni, i tuoi talenti, i tuoi dubbi, le tue paure, la tua natura e le tue parti irrisolte. Se non le affronti nessuno lo farà al tuo posto: puoi cambiare lavoro, nazione, relazioni, partner e, nonostante tutto, non cambierà nulla. Al mio rientro (che non è detto sia definitivo, chi lo sa!) essere ONESTA CON ME STESSA è stato necessario: cosa voglio? Che ‘prezzo’ sono disposta a pagare? Cosa non ha funzionato prima? Quali scuse mi sto raccontando? Che cosa credo essere vero per me? Cosa so fare e cosa non so fare? Cosa ho bisogno di imparare? Queste sono le domande che mi sono fatta e a cui ho fatto seguire ricerche, risposte e azioni massicce. Non ho consigli, suggerimenti o dritte da dare: ognuno “si sana da solo” (come dice Jodorowsky) e, soprattutto, CREA LA PROPRIA REALTA’ perché LIBERO. Una cosa, però, è certa: credere senza agire non porta da nessuna parte.”

Di cosa ti occupi?
“Non amo le definizioni. Faccio ciò che mi piace attraverso ciò che sono. Adoro PRESENTARE IL MONDO NEL MONDO. Ovviamente, AL FEMMINILE.(www.federicacostantini.com).”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Non vivo di nostalgie. Il viaggio mi ha insegnato a valorizzare ciò che è presente in questo momento; quindi, ora che sono al Sud, faccio scorta di persone che amo, risate, abbracci, sole e tanti tanti zuccheri (per sopperire alle voglie di tutti i tipi quando sono lontana) 🙂 “

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“La cultura, le pippe mentali, la resistenza al cambiamento condizionano e bloccano anche i migliori progetti. Restare focalizzati su ciò che sentiamo essere AUTENTICO per noi e FARE DA SOLI, ovvero prendersi la TOTALE RESPONSABILITA’ delle nostre scelte, richiede ovaie ma VALE LA PENA. Le PERSONE FANNO IL CONTESTO, non il contrario. Adoro collaborare e condividere quando competenze, visioni e obiettivi sono orientate nella stessa traiettoria, in maniera naturale e fluida. Il mio motto, non a caso, è A GANAR (vinciamo, ndr) e “il mondo -come dico sempre- è di chi se lo va a prendere”. Magari un pezzettino alla volta. Meglio se INSIEME.

Ci lasci un pensiero per BaS…
Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: AVETE RAGIONE VOI.” In qualunque parte del mondo siate, ANCHE AL SUD :)”

Una rete tra tornati al Sud è d’aiuto e supporto a chi torna?
“Certo… è fondamentale!”

Cosa può fare la rete BaS?
“Iniziative per divertirsi, condividere, collaborare e fare networking.”

Grazie Federica, per aver condiviso con noi il tuo mondo… al femminile!!

Marianna per BaS

Stefania Ressa

Stefania Ressa, Laurea in Comunicazione Linguistica e multimediale. Master in Marketing e Comunicazione digitale. A 18 anni lascia Taranto per studiare e lavorare a Firenze. Nel 2012, vive a Londra. Torna nella sua città a 28 anni.

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Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Per amore, per la famiglia e per costruire qualcosa di mio.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Coraggio ed entusiasmo.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Perché, per quanto Taranto possa essere arretrata su alcuni aspetti, è una città estremamente fertile.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Le difficoltà sono legate alle opportunità che a volte mancano, anche a livello culturale, e al provincialismo che spesso dilaga. Il consiglio per superarle? Fare, fare e fare sapendo dove si vuole arrivare.”

Di cosa ti occupi?
“Sono giornalista e Copywriter. Ho messo su il progetto Se Dico Taranto quando sono tornata e amo raccontare storie. Mi piace il web (con moderazione) e da qualche anno mi occupo anche di social media. Attualmente, oltre alla gestione di alcuni uffici stampa, lavoro in un’agenzia di Web marketing.

Se mi chiedessero cosa vorrei fare da grande (sempre se a 30 anni sia concessa una domanda simile 😃) risponderei: “Certamente scrivere e organizzare occasioni di incontro per e nella mia città”. Non a caso, da quando sono rimpatriata, ho iniziato anche a dedicarmi ad eventi culturali grazie all’esperienza con il Teatro Orfeo e con altre importanti realtà territoriali che mi hanno arricchita umanamente e professionalmente.

Certo è che vivo questo ritorno al Sud con irrequietezza. Non parlo di irrequietezza negativa, eh… ma di quella tensione emotiva costante che ti spinge a superare i limiti che, erroneamente, ci poniamo.  Per questo, mi incuriosisce mettermi in gioco su più fronti, tutti legati in qualche modo a quello che più amo fare: comunicare.”

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La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Il mare (strano, eh?) e i punti di riferimento (famiglia e amicizie).”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Di BaS mi piacciono le storie, che amo profondamente leggere; mi piace conoscere l’esperienza di chi è tornato e trarre un po’ di quel coraggio che a volte si smarrisce quando si torna (anche se la mia valigia l’ho riempita proprio con il coraggio).”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si, per lasciarsi ispirare dalle storie di chi è tornato.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe organizzare eventi con tutti i “BaS” 😀

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
“Un’amica: Rosanna Loconsole.”

Grazie Stefania, siamo sicuri che hai fatto bene a disfare la tua valigia del ritorno ed investire il coraggio, in essa contenuta, nella bellissima “Città dei due mari.”

Marianna per BaS

Monica Montenegro

Monica Montenegro, Laurea Magistrale Giurisprudenza d’impresa. A 19 anni lascia la Puglia per andare in Lombardia. Torna a 26 anni.

“Sono una ragazza del profondo Sud-Est, precisamente di Monopoli (BA), che ha studiato Giurisprudenza d’impresa in Bocconi a Milano. Sono scappata a gambe levate da quel posto, dove ho visto pochi umani e tanti automi, per tornare (tipo fuga all’inglese di Paolo Conte) nel posto dove sono nata e cresciuta… con un Sogno dentro.”

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Per quale motivo sei ritornato al Sud?
“Per necessità e radici.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Speranze, nuvole e parole.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Neg/Pos-itivo. A giugno compio 3 anni del mio ritorno. Sono stati tre anni pieni di sole, mare, nuvole, famiglia: ho riscoperto luoghi, culture, profumi e colori.  Dall’altro canto sono stati anni pieni di rinuncia, di racconti rassegnati, di giovani che ho visto spesso soli. Mi sono sentita un pesce fuor d’acqua, “la straniera”, la ragazza dalle idee folli, quella del Nord, quella del ritmo veloce.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“La difficoltà più grande è stata la diffidenza. Ho subito sentimentalmente, lavorativamente, il pregiudizio del “venire dal Nord”, della figlia di papà, dell’Università privata… invece io avrei voluto solo riscoprire le mie radici più vicine, più amiche. L’altro punto critico è stata la difficoltà di condividere le mie passioni con i miei coetanei… la loro migrazione continua, la voglia di scappare dalla quotidianità, le loro continue partenze nonostante la percezione di un clima in fermento, sia dal punto di vista turistico che culturale.”

Di cosa ti occupi?
“Sono stata un legale ma ho sempre avuto una passione per l’ambito della comunicazione e della scrittura creativa. Ho deciso, dopo aver lavorato due anni all’Avvocatura dello Stato di Bari e quasi un anno di Avvocatura comunale ad Ostuni, di lanciarmi verso il mondo delle “parole”. Non è semplice avere risposte in questo ambito, in cui sono una nuova arrivata. In generale,  l’unica risposta positiva viene dalla Polonia. Ancora migrazione, ancora via… Non è quello che desidero.
Animata dalla mia voglia di restare ma allo stesso tempo con un pizzico di delusione verso un mondo che a volte sembra non avere un posto per chi sceglie di cambiare rotta, decido di scrivere a Concita De Gregorio che, con grande cura, pubblica la mia denuncia e mi dedica anche una parte del suo articolo sulla sua rubrica “Invece Concita“, sul blog “Cosa pensano le ragazze“, su D – La Repubblica e su La Repubblica. (Dove vanno a finire tutti quei curriculum vitae?). Il contatto con Concita e con le persone e le realtà che piano piano ho scoperto vivere la mia stessa situazione sono stati lo stimolo per creare un progetto: #ilnostroposto. Uno spazio sul web per raccontare le nostre storie con l’obiettivo di denunciare la mancanza di libertà, nel nostro Paese, di poter scegliere quale cammino professionale intraprendere, nel pieno rispetto delle proprie ambizioni, delle proprie passioni e delle proprie attitudini.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Sento di volervi dire grazie di cuore per aver compreso il mio vissuto, il mio progetto e le mie idee. E mi auguro che la società o i luoghi che attraverserò possano darmi quel senso di accoglienza che ho ritrovato in un progetto come Bentornati a Sud dove c’è spazio per le emozioni, per la creatività, per la condivisione e il supporto reciproco.”

Una rete tra tornati al Sud può d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si, è una mappa d’orientamento tra i nuovi fermenti del Sud e le vecchie realtà che permangono. E’ un modo per sentirsi più vicini e aumentare il senso di inclusività sociale che rende più semplice pensare che tutto sia possibile.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Organizzare eventi e progetti per incontrarsi e collaborare.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Definirei le mie radici, radici quadrate, perché come la definizione matematica vuole “ogni numero reale ha un’unica radice quadrata non negativa”. Ognuno di noi ha un’unica radice, come ogni nota ha il suo posto nel suo pentagramma, come ogni tassello ha il suo posto nel mosaico a cui appartiene. L’appartenenza al Sud è forte, potrei morire senza il mio Sud ma potrei anche morire per il mio Sud. Non c’è nulla che mi attrae e mi allontana così tanto come le mie radici: così come le amo, le odio perché mi vogliono costringere a partire.”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Un cantautore che amo dice: “Tornare a Sud di me, come si torna sempre all’amore.I nati al Sud saranno sempre nostalgici, perché quando si viene al Sud si piange quando si giunge ma anche quando si parte. Il Sud è una mamma che non stacca mai del tutto il suo cordone ombelicale. Se penso alle mancanze, mi manca e mi mancherà (se dovessi andare via) l’odore della sera d’estate, il colore dei raggi sulla pietra bianca, lo scarico dei pescherecci alle 18 di Venerdì sul porto di Monopoli. Mi mancheranno sempre i sorrisi ed i ricordi degli anziani quando parlo di mia nonna, una delle poche ostetriche della città, il profumo di pane sfornato per le vie a metà mattino, la manifestazione del santo patrono (Madonna della Madia) che lenta dal mare giunge ogni anno puntuale il 14 agosto ed il 15 dicembre. Mi mancherà la convivialità della gente a tavola: se sei al mare, in campagna, il tuo vicino ti offrirà sicuramente qualcosa, il ripetersi ciclico dell’acquisto della “guantiera” (vassoio dei dolci) ogni Domenica d’inverno. Mi mancherà tornare se non potrò rimanere.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
Catiana Dattoma.”

Grazie Monica, noi ben comprendiamo la tua “lucida follia” per questo abbiamo già abbracciato il tuo progetto. Giovani e lavoro stanno a cuore anche a noi. Ognuno deve essere libero, nel nostro Paese, di scegliere il proprio percorso e decidere se restare, andare e/o tornare.

Marianna per BaS