Federica Costantini

Federica Costantini, Laurea Magistrale in Psicologia, Master in Criminologia e Specializzazione in Comunicazione e Marketing. A 18 anni lascia Zollino (LE) per studiare a Roma. Gira l’Europa e vive in Irlanda, Lettonia, Malta e Messico: “Vivere, scoprire me stessa e il mondo per poterlo presentare e raccontare.” Torna, dopo 11 anni, nel suo paese natale ma è alla ricerca della sua “base salentina”.

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Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Per scelta: per me tornare ‘alla base’ significa prendere la rincorsa per il prossimo volo.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Una collezione infinita di esperienze, ostacoli, abbracci, sberle in faccia, sorrisi e parti di me.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Non so da quale lato pende la bilancia. Qui, al Sud, come nei tanti posti in cui ho vissuto, ho la sensazione di essere costantemente sulle montagne russe: passo dall’arrancare in salita al ribaltare tutto e scendere con facilità in discesa in un attimo. Non esiste un ‘positivo/negativo’ globale per quanto mi riguarda: esistiamo NOI in tutte le nostre forme, modi, creazioni, nature e espressioni… OVUNQUE SIAMO. Ora sono qui e mi sto lanciando in questo nuovo ‘giro di giostra’.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Ogni fase nel mio percorso di vita ha trascinato con sé avventure e difficoltà, anche il rientro. Mi sono sentita, e delle volte continuo tutt’ora a sentirmi, “straniera in patria”: quando vivi 1/3 della tua vita altrove, torni e non ti riconosci più in ciò che pensavi di essere, in ciò che facevi e in ciò che hai lasciato quando sei partita. Sai qual è la cosa divertente? Che la stessa sensazione la provi quando arrivi in un posto per la prima volta! Con questo voglio dire che ovunque vai PORTI TE STESSA, le tue potenzialità, le tue contraddizioni, i tuoi talenti, i tuoi dubbi, le tue paure, la tua natura e le tue parti irrisolte. Se non le affronti nessuno lo farà al tuo posto: puoi cambiare lavoro, nazione, relazioni, partner e, nonostante tutto, non cambierà nulla. Al mio rientro (che non è detto sia definitivo, chi lo sa!) essere ONESTA CON ME STESSA è stato necessario: cosa voglio? Che ‘prezzo’ sono disposta a pagare? Cosa non ha funzionato prima? Quali scuse mi sto raccontando? Che cosa credo essere vero per me? Cosa so fare e cosa non so fare? Cosa ho bisogno di imparare? Queste sono le domande che mi sono fatta e a cui ho fatto seguire ricerche, risposte e azioni massicce. Non ho consigli, suggerimenti o dritte da dare: ognuno “si sana da solo” (come dice Jodorowsky) e, soprattutto, CREA LA PROPRIA REALTA’ perché LIBERO. Una cosa, però, è certa: credere senza agire non porta da nessuna parte.”

Di cosa ti occupi?
“Non amo le definizioni. Faccio ciò che mi piace attraverso ciò che sono. Adoro PRESENTARE IL MONDO NEL MONDO. Ovviamente, AL FEMMINILE.(www.federicacostantini.com).”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Non vivo di nostalgie. Il viaggio mi ha insegnato a valorizzare ciò che è presente in questo momento; quindi, ora che sono al Sud, faccio scorta di persone che amo, risate, abbracci, sole e tanti tanti zuccheri (per sopperire alle voglie di tutti i tipi quando sono lontana) 🙂 “

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“La cultura, le pippe mentali, la resistenza al cambiamento condizionano e bloccano anche i migliori progetti. Restare focalizzati su ciò che sentiamo essere AUTENTICO per noi e FARE DA SOLI, ovvero prendersi la TOTALE RESPONSABILITA’ delle nostre scelte, richiede ovaie ma VALE LA PENA. Le PERSONE FANNO IL CONTESTO, non il contrario. Adoro collaborare e condividere quando competenze, visioni e obiettivi sono orientate nella stessa traiettoria, in maniera naturale e fluida. Il mio motto, non a caso, è A GANAR (vinciamo, ndr) e “il mondo -come dico sempre- è di chi se lo va a prendere”. Magari un pezzettino alla volta. Meglio se INSIEME.

Ci lasci un pensiero per BaS…
Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: AVETE RAGIONE VOI.” In qualunque parte del mondo siate, ANCHE AL SUD :)”

Una rete tra tornati al Sud è d’aiuto e supporto a chi torna?
“Certo… è fondamentale!”

Cosa può fare la rete BaS?
“Iniziative per divertirsi, condividere, collaborare e fare networking.”

Grazie Federica, per aver condiviso con noi il tuo mondo… al femminile!!

Marianna per BaS

Stefania Ressa

Stefania Ressa, Laurea in Comunicazione Linguistica e multimediale. Master in Marketing e Comunicazione digitale. A 18 anni lascia Taranto per studiare e lavorare a Firenze. Nel 2012, vive a Londra. Torna nella sua città a 28 anni.

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Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Per amore, per la famiglia e per costruire qualcosa di mio.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Coraggio ed entusiasmo.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Perché, per quanto Taranto possa essere arretrata su alcuni aspetti, è una città estremamente fertile.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Le difficoltà sono legate alle opportunità che a volte mancano, anche a livello culturale, e al provincialismo che spesso dilaga. Il consiglio per superarle? Fare, fare e fare sapendo dove si vuole arrivare.”

Di cosa ti occupi?
“Sono giornalista e Copywriter. Ho messo su il progetto Se Dico Taranto quando sono tornata e amo raccontare storie. Mi piace il web (con moderazione) e da qualche anno mi occupo anche di social media. Attualmente, oltre alla gestione di alcuni uffici stampa, lavoro in un’agenzia di Web marketing.

Se mi chiedessero cosa vorrei fare da grande (sempre se a 30 anni sia concessa una domanda simile 😃) risponderei: “Certamente scrivere e organizzare occasioni di incontro per e nella mia città”. Non a caso, da quando sono rimpatriata, ho iniziato anche a dedicarmi ad eventi culturali grazie all’esperienza con il Teatro Orfeo e con altre importanti realtà territoriali che mi hanno arricchita umanamente e professionalmente.

Certo è che vivo questo ritorno al Sud con irrequietezza. Non parlo di irrequietezza negativa, eh… ma di quella tensione emotiva costante che ti spinge a superare i limiti che, erroneamente, ci poniamo.  Per questo, mi incuriosisce mettermi in gioco su più fronti, tutti legati in qualche modo a quello che più amo fare: comunicare.”

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La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Il mare (strano, eh?) e i punti di riferimento (famiglia e amicizie).”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Di BaS mi piacciono le storie, che amo profondamente leggere; mi piace conoscere l’esperienza di chi è tornato e trarre un po’ di quel coraggio che a volte si smarrisce quando si torna (anche se la mia valigia l’ho riempita proprio con il coraggio).”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si, per lasciarsi ispirare dalle storie di chi è tornato.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe organizzare eventi con tutti i “BaS” 😀

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
“Un’amica: Rosanna Loconsole.”

Grazie Stefania, siamo sicuri che hai fatto bene a disfare la tua valigia del ritorno ed investire il coraggio, in essa contenuta, nella bellissima “Città dei due mari.”

Marianna per BaS

Monica Montenegro

Monica Montenegro, Laurea Magistrale Giurisprudenza d’impresa. A 19 anni lascia la Puglia per andare in Lombardia. Torna a 26 anni.

“Sono una ragazza del profondo Sud-Est, precisamente di Monopoli (BA), che ha studiato Giurisprudenza d’impresa in Bocconi a Milano. Sono scappata a gambe levate da quel posto, dove ho visto pochi umani e tanti automi, per tornare (tipo fuga all’inglese di Paolo Conte) nel posto dove sono nata e cresciuta… con un Sogno dentro.”

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Per quale motivo sei ritornato al Sud?
“Per necessità e radici.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Speranze, nuvole e parole.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Neg/Pos-itivo. A giugno compio 3 anni del mio ritorno. Sono stati tre anni pieni di sole, mare, nuvole, famiglia: ho riscoperto luoghi, culture, profumi e colori.  Dall’altro canto sono stati anni pieni di rinuncia, di racconti rassegnati, di giovani che ho visto spesso soli. Mi sono sentita un pesce fuor d’acqua, “la straniera”, la ragazza dalle idee folli, quella del Nord, quella del ritmo veloce.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“La difficoltà più grande è stata la diffidenza. Ho subito sentimentalmente, lavorativamente, il pregiudizio del “venire dal Nord”, della figlia di papà, dell’Università privata… invece io avrei voluto solo riscoprire le mie radici più vicine, più amiche. L’altro punto critico è stata la difficoltà di condividere le mie passioni con i miei coetanei… la loro migrazione continua, la voglia di scappare dalla quotidianità, le loro continue partenze nonostante la percezione di un clima in fermento, sia dal punto di vista turistico che culturale.”

Di cosa ti occupi?
“Sono stata un legale ma ho sempre avuto una passione per l’ambito della comunicazione e della scrittura creativa. Ho deciso, dopo aver lavorato due anni all’Avvocatura dello Stato di Bari e quasi un anno di Avvocatura comunale ad Ostuni, di lanciarmi verso il mondo delle “parole”. Non è semplice avere risposte in questo ambito, in cui sono una nuova arrivata. In generale,  l’unica risposta positiva viene dalla Polonia. Ancora migrazione, ancora via… Non è quello che desidero.
Animata dalla mia voglia di restare ma allo stesso tempo con un pizzico di delusione verso un mondo che a volte sembra non avere un posto per chi sceglie di cambiare rotta, decido di scrivere a Concita De Gregorio che, con grande cura, pubblica la mia denuncia e mi dedica anche una parte del suo articolo sulla sua rubrica “Invece Concita“, sul blog “Cosa pensano le ragazze“, su D – La Repubblica e su La Repubblica. (Dove vanno a finire tutti quei curriculum vitae?). Il contatto con Concita e con le persone e le realtà che piano piano ho scoperto vivere la mia stessa situazione sono stati lo stimolo per creare un progetto: #ilnostroposto. Uno spazio sul web per raccontare le nostre storie con l’obiettivo di denunciare la mancanza di libertà, nel nostro Paese, di poter scegliere quale cammino professionale intraprendere, nel pieno rispetto delle proprie ambizioni, delle proprie passioni e delle proprie attitudini.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Sento di volervi dire grazie di cuore per aver compreso il mio vissuto, il mio progetto e le mie idee. E mi auguro che la società o i luoghi che attraverserò possano darmi quel senso di accoglienza che ho ritrovato in un progetto come Bentornati a Sud dove c’è spazio per le emozioni, per la creatività, per la condivisione e il supporto reciproco.”

Una rete tra tornati al Sud può d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si, è una mappa d’orientamento tra i nuovi fermenti del Sud e le vecchie realtà che permangono. E’ un modo per sentirsi più vicini e aumentare il senso di inclusività sociale che rende più semplice pensare che tutto sia possibile.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Organizzare eventi e progetti per incontrarsi e collaborare.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Definirei le mie radici, radici quadrate, perché come la definizione matematica vuole “ogni numero reale ha un’unica radice quadrata non negativa”. Ognuno di noi ha un’unica radice, come ogni nota ha il suo posto nel suo pentagramma, come ogni tassello ha il suo posto nel mosaico a cui appartiene. L’appartenenza al Sud è forte, potrei morire senza il mio Sud ma potrei anche morire per il mio Sud. Non c’è nulla che mi attrae e mi allontana così tanto come le mie radici: così come le amo, le odio perché mi vogliono costringere a partire.”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Un cantautore che amo dice: “Tornare a Sud di me, come si torna sempre all’amore.I nati al Sud saranno sempre nostalgici, perché quando si viene al Sud si piange quando si giunge ma anche quando si parte. Il Sud è una mamma che non stacca mai del tutto il suo cordone ombelicale. Se penso alle mancanze, mi manca e mi mancherà (se dovessi andare via) l’odore della sera d’estate, il colore dei raggi sulla pietra bianca, lo scarico dei pescherecci alle 18 di Venerdì sul porto di Monopoli. Mi mancheranno sempre i sorrisi ed i ricordi degli anziani quando parlo di mia nonna, una delle poche ostetriche della città, il profumo di pane sfornato per le vie a metà mattino, la manifestazione del santo patrono (Madonna della Madia) che lenta dal mare giunge ogni anno puntuale il 14 agosto ed il 15 dicembre. Mi mancherà la convivialità della gente a tavola: se sei al mare, in campagna, il tuo vicino ti offrirà sicuramente qualcosa, il ripetersi ciclico dell’acquisto della “guantiera” (vassoio dei dolci) ogni Domenica d’inverno. Mi mancherà tornare se non potrò rimanere.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
Catiana Dattoma.”

Grazie Monica, noi ben comprendiamo la tua “lucida follia” per questo abbiamo già abbracciato il tuo progetto. Giovani e lavoro stanno a cuore anche a noi. Ognuno deve essere libero, nel nostro Paese, di scegliere il proprio percorso e decidere se restare, andare e/o tornare.

Marianna per BaS

Vito Sanitate

Vito Sanitate, Laurea Magistrale in Informatica. A 20 anni lascia Palagiano (TA) e si trasferiesce a Bologna per studiare. Torna a 30 anni nel suo paese natale. Attualmente, vive e lavora a Bari.

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Per quale motivo sei tornato al Sud?
“Per trovare lavoro al Sud.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“E’ colma di tantissime cose la mia valigia del ritorno. Sicuramente è ricca di ricordi. Dieci anni sono tanti, Bologna è un po’ come una mia seconda casa. Ho conosciuto tantissime persone eccezionali e con molti di loro continuo a sentirmi e a vedermi. Sono quelle amicizie vere, quelle che ci si ritrova a ridere e scherzare in un attimo anche se non ci si vede da anni. Ma la mia valigia del ritorno è piena anche di esperienza, di maturità, di professionalità. Bologna è stata una maestra di vita.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Tornare a casa è sempre stato emozionante. Ogni volta che il treno tagliava in due le vaste campagne foggiane, sul mio volto compariva un sorriso. Ecco la mia terra. Poi quando sono tornato per non ripartire più, ho avuto finalmente tutto il tempo di esplorare la Puglia, i suoi borghi, i suoi mari, le sue foreste. Ho iniziato a fare il turista della mia terra.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“E’ stata sicuramente dura. I ritmi di Bologna non esistevano più, nel mio paese di origine tutto era più lento. Bisogna ricominciare da zero qualsiasi cosa, anche le amicizie. I vecchi amici, quelli che non ti abbandonano mai erano lì che ti aspettavano, ma bisognava rifarsi comunque una vita. Una delle prime cose che ho fatto, entrare attivamente nella vita del paese, Associazioni, Politica, ecc. Dovevo riscoprire il mio paese da un punto di vista sociale e culturale in maniera più approfondita.”

Di cosa ti occupi?
“Sono un programmatore informatico, un creativo e un sognatore, e dopo un pò di esperienze lavorative in aziende multinazionali ho deciso anche di diventare imprenditore. Ho avviato la mia attività nel 2011, la “TOCODE” – www.tocode.it , e sin da subito ho creduto nel Cloud Computing e quindi ho iniziato a sviluppare software gestionali fruibili tramite internet. L’attività è iniziata a crescere e in poco tempo ho deciso di spostare l’ufficio a Bari, dove attualmente vivo. Credo tantissimo nell’innovazione tanto da portarmi a ideare e sviluppare un software gestionale Cloud per l’agricoltura “AGRI” – www.tocode.it/agri; uscirà a breve e sarà totalmente gratuito. Inoltre quest’anno sono diventato amministratore delegato di un’altra società, “SHOUZZ s.r.l.” Qualche anno fa ho avuto un’idea a cui hanno creduto altri due amici (Luigi Notarnicola e Crispino Lanza). Shouzz è una piattaforma social dedicata alla MUSICA LIVE con la quale i musicisti trovano nuove opportunità di lavoro e pubblicizzano i loro eventi live, e i fan vengono costantemente informati grazie ad un sistema che analizza i gusti musicali e la geolocalizzazione. L’obbiettivo è non perdersi mai un evento live 😊 – www.shouzz.live

Le mie passioni sono la musica, amo ascoltarla e in particolar modo adoro frequentare i locali dove suonano dal vivo. Amo tantissimo il contatto con la natura, per questo quando posso torno nelle mie terre a fare l’agricoltore. Adoro lo sport, ho riscoperto la passione per il Basket a Bari. Faccio anche tanta Mountain Bike, corsa e trekking. Odio stare fermo, diciamo cosi. 🙂 “

 

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“La cosa che più mi mancava era la mia famiglia. Siamo una famiglia numerosa, io e 3 sorelle, e siamo molto uniti. Quando sono andato via mia sorella piccola aveva solo 3 anni. Non ho vissuto la sua infanzia e mi dispiace tantissimo.

Mi mancherà la vita universitaria, il tempo trascorso ad oziare con gli amici, a vivere una vita abbastanza spensierata, sapendo che l’unico obbiettivo era andare avanti con gli studi e laurearsi.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
C’è una cosa in particolare che ha alimentato la mia voglia di tornare al Sud e decidere di investire nella mia terra. E’ qualcosa che vedevo tutti i giorni a lavoro, negli uffici di Milano, di Bologna. Erano i “meridionali” che lavorano al Nord, come me. Eravamo tantissimi. Uffici pieni di informatici, laureati con il massimo dei voti che programmavano davanti ad un computer, portando avanti progetti internazionali e per lo più milionari. Ragazzi pieni di sogni nei cassetti costretti a vivere lontano da tutto, dai familiari, dal sole, dal mare, dalla terra. Ho raccolto tante storie di loro, e guardandoli mi veniva in mente solo una cosa: ma perché, dato che la maggior parte siamo Pugliesi, Siciliani, Lucani, Campani, ecc, le aziende non le aprono al SUD. Perché? Poi ho iniziato a capire. Poi ho iniziato a studiare la storia. Ma questa è un’altra storia.”

Una rete tra tornati al Sud è d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si. Sicuramente. Può convincere altri a tornare. Infonde coraggio. Aiuta a  credere che un futuro al Sud, anche se difficile, è possibil e sicuramente regala tante emozioni, gioie e soddisfazioni.”

Cosa può fare la rete BaS?
“La rete BaS ha già fatto tanto e sta già facendo tantissimo. Una delle cose più interessanti da proporre e creare eventi dove ci si può incontrare, conoscere e condividere a tu per tu le proprie esperienze. Conoscere gente, fare rete, può solo far del bene.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Vi ringrazio tantissimo per l’opportunità che mi avete dato. Vi stimo tantissimo per quello che fate.”

Grazie Vito, noi siamo felici felici che una risorsa come te sia tornata al Sud!!

Marianna per BaS

Alessandra Rampellini

Alessandra Rampellini. Laurea in Scienze Pedagogiche. Si è trasferita, a 30 anni,  da Olgiate Comasco (CO) a Monopoli (BA) per amore. Sul suo account Instagram potete leggere: “Dalla Lombardia alla Puglia: l’inizio di una nuova vita!!

Non c’è bisogno di aggiungere altro…

 AlessandraRampelliniPerché hai scelto il Sud?
“Perché ho conosciuto uno splendido monopolitano di cui mi sono innamorata e che mi ha fatto innamorare della sua terra.”

La “valigia” che hai portato con te è piena di…
“La mia valigia è piena di tutto l’affetto della mia famiglia che ha avuto bisogno di tempo per digerire questo viaggio senza ritorno (soprattutto mia madre, di origine pugliese, che da adolescente si era trasferita a Nord con la sua famiglia). E poi di tutto l’affetto dei miei amici che mi hanno lasciato i loro abbracci migliori. L’altra metà della mia valigia è piena della mia “sana” incoscienza e della voglia di ricominciare una nuova vita con la persona che amo dopo 5 anni di storia a distanza.”

Ad oggi, il bilancio è stato positivo o negativo? Ci puoi spiegare perchè?
“Positivo. Perché dopo un anno e mezzo posso dire di essermi integrata benissimo: inizio a rispondere in dialetto (la pronuncia esce meglio quando sono arrabbiata o molto felice), col mio ragazzo stiamo comprando casa e da 2 mesi ho iniziato a lavorare in una comunità penale per adolescenti a Bari dove svolgo il mio lavoro da educatrice.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà?
“Le difficoltà più grosse sono state quelle per la ricerca del lavoro. Tante sono state le disillusioni che ho dovuto digerire e le proposte assurde che ho dovuto sentire. Ma alla fine queste negatività mi sono servite per forgiare la mia forza di volontà, grazie anche al sostegno del mio ragazzo.
L’altra difficoltà è stata l’iniziale solitudine: col tempo mi sono avvicinata a nuovi amici che mi hanno fatto riscoprire la bellezza della frase “andiamo a prenderci un caffè?”, che diventa poi una bella chiacchierata di minimo un’ora!

Di cosa ti occupi?
“Il mio lavoro è quello di educatrice, al momento in una comunità penale per adolescenti di Bari. Nonostante la pesantezza della categoria “penale” mi sta dando tante soddisfazioni umane e professionali. Seguire dei ragazzi nel loro percorso di comunità mi fa sperimentare ogni giorno che una seconda chanche è possibile. La speranza è che loro facciano tesoro del buono che hanno sperimentato per dare una svolta alla loro vita, ancora così giovane e tutta da scrivere!”

Quali sono le differenze che reputi più importanti, tra la tua precedente città e quella attuale nel meridione?
“La prima differenza più eclatante è il mare! Io sono sempre vissuta ad Olgiate Comasco, un paese di 11mila abitanti a 15 km da Como, dove lavoravo. Lì c’è un lago conosciuto in tutto il mondo, ma il mare di Monopoli è veramente una meraviglia con le sue calette da vivere in estate e meta di passeggiate tutto l’anno. Anche il clima qui è più mite, anche se in campagna non manca la nebbia e la prima gelata quest’inverno che ci ha ghiacciato un tubo di casa (un po’ di Nord mi segue sempre).
Non cado nella retorica del dire che al Nord le persone sono più fredde di quelle del Sud: quando conosci veramente le persone ti accorgi di quanto calore ho lasciato a Como e a quanto ne ho trovato qui.”

Quale sarà la cosa che più ti mancherà?
“La cosa che più mi manca del mio paese è la biblioteca comunale: una villa antica di 3 piani circondata dal polmone verde del paese. Per me era il centro delle mie letture e delle varie iniziative culturali che si organizzavano. Qui a Monopoli la biblioteca degli adulti è in fase di ristrutturazione da quando mi sono trasferita, attendo con impazienza la sua riapertura!
Un’altra cosa che mi mancherà ma che presto mi attrezzerò a preparare anche qui è la polenta taragna, gli sciatt e tutte le prelibatezze del comasco. Potrei anche farmi fare il “pacco da su.””

Suggeriresti ai tuoi amici la tua città al Sud?
“Lo faccio già con tutti i miei amici “nordisti”. Alcuni conoscono già altre parti della Puglia, altri sono venuti a trovarmi. E quando sarà pronta la nostra casa ci sarà una stanza per gli amici che vorranno venire a trovarci!”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
Io credo che non sia tanto importante la latitudine in cui vivi, ma quanto le persone di cui ti circondi, che faranno della tua vita un libro sempre pieno di pagine memorabili e degne di essere raccontate!

Ci lasci un pensiero per BaS…
Quando sei un “benvenuto al Sud” hai la possibilità di tenere dentro di te più anime, più appartenenze regionali, che ti permettono di arricchire il tuo bagaglio personale con i nuovi sapori, modi di dire e persone amiche che incontrerai sulla tua strada.

Una rete tra tornati e benvenuti al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi si trasferisce?
“Magari organizzando delle iniziative sia culturali che d’incontro tra le persone che hanno scelto il Sud come casa.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe mettere in contatto le persone attraverso varie iniziative.”

La Puglia, negli scatti di Alessandra:

Grazie Alessandra, per aver condiviso con noi il tuo Amore per la Puglia… siamo felici felici felici  di averti tra i nostri bentornati! 🙂

Marianna per BaS

Paola Cagnazzi

Paola Cagnazzi, vive a Milano e ha un posto fisso presso il Corriere della Sera ma una vacanza in Salento la conquista! Si lincenzia e decide di investire  al Sud. A Morciano di Leuca (LE).

In Puglia, grazie a tanta pazienza, grande entusiasmo e ferma determinazione realizza un progetto tutto  suo…

paolablogPerché hai scelto il Sud?
“Ha una paesaggio meraviglioso, è pieno di potenzialità e di opportunità su cui scommettere. Clima e cibo ottimi e persone molto cordiali. Si può partire con una piccola impresa anche senza investire una fortuna.”

La “valigia” che hai portato con te è piena di…
Entusiasmo. Voglia di realizzare qualcosa di mio che funzioni bene. Capacità ed esperienze maturate in precedenza, in particolare la pianificazione e l’organizzazione, fondamentali nella mia nuova attività.”

Ad oggi, il bilancio è stato positivo o negativo?
Ho migliorato il mio stile di vita: non lavoro più tutti i giorni in ufficio ma ho un’attività stagionale che di certo non mi arricchisce, ma mi permette di vivere serenamente e godermi la famiglia. Non sono originaria del Sud, il mio è stato un colpo di fulmine con il Salento durante una vacanza anni fa. Il mio progetto “bolle in pentola” dal 2012 e poi, nel 2015, la mia guest house ha finalmente aperto. Non vivo al Sud tutto l’anno, ma mi trasferisco a Morciano di Leuca (Lecce) per 4 mesi con mio figlio. Mio marito ci viene a trovare (e aiutare nell’attività!) quando può. Lui ha mantenuto il lavoro al Nord.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà?
Le difficoltà sono state tutte nella burocrazia ma non le reputo legate al Sud… la burocrazia italiana è “malata” a tutte le latitudini! Le mie armi per superare le difficoltà di questo tipo sono state: pazienza  infinita, non mollare mai… insistere garbatamente ma insistere sempre!, coordinare più cose su più fronti e cercare di farle convergere tutte in un unico obiettivo. Ultima arma vincente: anche quando vorresti urlare come una pazza contro un funzionario che ti sta fermando tutto il progetto… trattieni il respiro e ringrazialo sempre!!!”

Di cosa ti occupi?
Ho fatto la segretaria al Corriere della Sera per 10 anni, ho sempre avuto la passione dei viaggi e interesse nel mondo del turismo. Oggi ho una mia piccola struttura turistica, in un antico palazzo salentino, nel Capo di Leuca: Palazzo San Giovanni. Ospito turisti da tutto il mondo, li consiglio nelle loro scelte tra spiagge, posti incantevoli, ristoranti ecc e sono molto soddisfatta del riscontro che ho ottenuto sinora.”

Quali sono le differenze che reputi più importanti, tra la tua precedente città e quella attuale nel meridione?
Ho lavorato in centro a Milano: si corre sempre! Si produce un sacco, le ore del giorno non bastano mai. Nel Sud è tutto molto più lento. L’ideale sarebbe una giusta via di mezzo. Non sono solo luoghi comuni… per la mia piccola esperienza è stato veramente così. La differenza che mi ha convinto a buttarmi in quest’impresa è che nel Sud ci sono ancora molte opportunità di sviluppo, anche per attività piccole e di nicchia come la mia. Al Nord invece per un piccolo imprenditore è molto più difficile trovare il proprio spazio.”

Quale sarà la cosa che più ti mancherà?
Come ho già anticipato, non mi sono (per ora) trasferita completamente, ma quando sono al Sud da qualche mese sento un po’ la mancanza del ritmo incalzante del Nord. Una volta al Nord, però, poi mi vien voglia di ritornare. Diciamo che per ora me la cavo bene facendo su e giù.”

Suggeriresti ai tuoi amici la tua città al Sud?
Si certo.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
Quello che manca è in quest’articolo che ho scritto, lo scorso maggio, per il Corriere della SeraLa ventisettesima ora: Lascio il posto fisso e cambio vita.

Ci lasci un pensiero per BaS…
Bella l’idea e bella l’iniziativa! Spero che si arricchisca sempre di storie positive, soprattutto in questi anni in cui ai giovani sembra inevitabile andare all’estero. Più iniziativa personale, più lungimiranza, uniti alla valorizzazione del proprio territorio, possono aprire ai nostri giovani tante occasioni buone, senza andare in capo al mondo!”

Una rete tra tornati e benvenuti al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi si trasferisce?
Si, per scambiarsi esperienze e soprattutto fare network.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Cercare di fare sistema tra attività affini per tipologia o vicine per località.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Benvenuti al Sud?
Un ristorantino molto carino che ha da poco aperto a Morciano di Leuca. Fuori dagli schemi e gestito da ragazzi originari di quei luoghi ma che, prima di aprire al Sud, hanno un po’ girovagato. Si chiama Magazzino n°4.”

Grazie Paola, siamo sicuri che le vacanze presso la tua struttura cambieranno la vita a molti tuoi ospiti!!

Marianna per BaS

Francesco Sfregola

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Il treno è sempre lo stesso, tutt’al più può essere sostituito da un più veloce biglietto aereo, o da un più corto autobus, ma è così che siamo andati tutti via, per la maggior parte verso il nord, lontani da casa fra un Natale ed una Pasqua (ma “Pasqua è più difficile tornare, le vacanze sono brevi, mamma, lo sai!”), intorno alla maggiore età, per andare a studiare in Atenei migliori, o solo più noti, o nei casi più fortunati meglio organizzati.

Lo ha fatto anche Francesco Sfregola, che a 18 anni è salito sul mezzo che lo avrebbe portato a Milano da Barletta, ed è andato a formarsi, a capire cosa voleva diventare, e cosa voleva fare della sua vita. Francesco, uno di poche parole, protagonista dell’intervista che oggi vi raccontiamo in un formato un po’ diverso. Classe 1987, una Laurea Magistrale in Amministrazione, Finanza Aziendale e Controllo, è andato per imparare ed è tornato per crescere.

Anche per lui, come per la maggior parte dei (Ben)tornati, il motore del rientro a Casa è stato attivato da due fattori molto comuni: da un lato, la nostalgia di una terra, della gente, di un clima, di tutto quello che “casa” rappresenta, dall’altro, il riconoscimento di qualcosa che iniziava a muoversi, e la voglia di cogliere l’attimo giusto per non pentirsene, nelle sue parole “voglia di essere parte attiva dell’evoluzione della nostra terra”. “Nostro” è un aggettivo che Francesco declina varie volte e in vari modi, e chi è tornato sa quanto il senso di comunione e comunità possono essere fondamentali durante il ritorno alle radici.

Francesco ci racconta che ha portato a casa con sé tutto il bagaglio di esperienze che ha acquisito negli anni, quelle personali e quelle professionali, riconducendoli a casa, carico di “voglia di mettersi in gioco”, di provarci. Ed è così che è riuscito ad affermarsi nel proprio ambito lavorativo: “Attualmente ricopro l’incarico di controller per una multinazionale della GDO. Sono abilitato alla professione di Dottore Commercialista e Revisore Legale, e sto studiando e valutando una serie di idee di start up.” Tutto ciò, nonostante uno scontro con una difficoltà molto comune per i tornati: un mondo del lavoro che si presenta completamente differente rispetto a quello a cui era abituato, come racconta lui stesso.

Resta comunque un’esperienza di rientro in tutte le sue sfaccettature positiva, prima di tutto perché è tutto ciò che Francesco ha sempre desiderato (citazione pedissequa), e poi perché in Puglia ha anche il tempo e il modo di coltivare la sua passione per i viaggi e per lo sport, e cimentarsi in nuove discipline – come il kite surf – insieme a vecchie passioni – come il calcio o l’attività subacquea.

Bilancio positivo anche grazie al supporto di reti come Bentornati al Sud, che apostrofa con un “Gran bella iniziativa!”, che possono stimolare chi è ancora fuori, incerto sul da farsi, a rientrare per crescere e far crescere le Terre del Sud, mettendo in rete i talenti rientrati, anche, soprattutto quelli che “hanno voglia di mettersi in luce” e cavalcare l’onda dell’amore per il Sud.

D’altro canto, Francesco ci ha detto che è tornato perché ciò che più gli mancava erano il Sole, e il Mare!

Roberta per BaS