Maurizio Di Pinto

Maurizio Di Pinto, Laurea in Comunicazione d’impresa. Lascia Bisceglie (BAT) a 19 anni per studiare a Roma. Torna a 30 anni nella sua città natale.

MaurizioDiPinto

Per quale motivo sei tornato al Sud?
“Sono andato via dal Sud a 19 anni con tanto entusiasmo e tanta voglia di crescere. Sin da allora, però, il mio obiettivo ultimo è sempre stato quello di tornare e dare vita ad un mio progetto. Ho trascorso a Roma gli anni più importanti della mia vita, quelli della crescita culturale e personale. Ho amato la città e tutte le opportunità che mi ha dato. Roma è una città stupenda ma molto complessa e, se non riesci ad integrarti nei meccanismi, può anche essere molto molto faticosa. Se impari a viverla, però, ti permette di prendere tanto e, in pochi anni, ti crea un bagaglio che in altre città non basterebbe una vita intera. Nonostante tutto, non ho mai pensato di trascorrerci tutta la vita e ho sempre avuto la consapevolezza di tornare alla prima occasione utile. Questa occasione si è presentata a 29 anni e, anche se in quel momento la mia vita a Roma era soddisfacente, ho deciso di approfittare perchè, andando avanti con gli anni, sarebbe stato sempre più difficile cambiare città. Nel 2009, quindi, un’amica pugliese mi ha prospettato un lavoro per cui serviva una figura professionale come la mia e, in 15 giorni, mi sono dimesso dall’azienda per cui lavoravo e sono tornato nel mio paese natale, a Bisceglie.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“La mia valigia di ritorno è piena di tanti progetti e speranze. Sono trascorsi circa 7 anni da quando vivo stabilmente al Sud e devo dire che ho avuto la fortuna di realizzare alcuni progetti. Ne restano comunque ancora molti, motivo per essere sempre dinamici e in continuo movimento. Vivendo al Sud si apprezzano tante cose positive, tante comodità in più rispetto alle grandi città. Tuttavia la cosa che temo di più è l’appiattimento, tipico di tante realtà: l’accontentarsi di quella apparente situazione di calma e stabilità. La mia, quindi, non è stata solo una valigia da portare giù e svuotare. Ho sempre la valigia a portata di mano perchè, per quanto possibile, ho la necessità di andare fuori, riempirla e tornare a svuotarla costantemente.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Il mio ritorno non è stato semplice all’inizio, credo non lo sia mai per nessuno, ma sicuramente molto positivo. Al Sud ho avuto la possibilità di realizzare dei progetti in prima persona che, in città più grandi, difficilmente avrei potuto affrontare in maniera autonoma. Dare vita a progetti di imprenditoria individuale è molto difficile se vivi in una città metropolitana perchè hai bisogno di molte più risorse. Al Sud, da questo punto di vista, invece, ritengo ci sia una maggiore semplicità, anche se poi ci si confronta con una realtà non pronta a certe prospettive e, quindi, per sopravvivere e andare avanti non bisogna mai smettere di fare “cultura”. Oggi sono soddisfatto perchè porto avanti il mio progetto lavorativo e riesco a vivere tutti gli aspetti positivi che il Sud offre. Ritengo che, avendo la fortuna di svolgere un lavoro gratificante, la qualità della vita al Sud, sotto diversi aspetti, sia decisamente migliore rispetto a tante altre realtà più grandi.

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“La cosa più difficile, al rientro, è stata il riabituarsi alla quotidianità. Quando stai via tanti anni, anche se torni nel tuo paese e quindi “casa tua”, in realtà, stai comunque andando in un posto nuovo. Dieci anni sono tanti, il paese non è più lo stesso, gli amici non sono più quelli  lasciati quando avevi 19 anni. In dieci anni cambiano molte cose, cambiano le persone e soprattutto cambiamo noi. All’inizio mi sentivo molto diverso dalle persone che erano sempre rimaste al Sud. Ho vissuto un primo momento di profonda frustrazione. Mi sentivo uno sconosciuto in casa. Ero passato da giornate intense, piene di attività frenetiche, quelle che vivevo a Roma, a giornate in cui oltre il lavoro non avevo altro da fare. Il telefono non squillava per una partita di calcetto o per andare al cinema e quando squillava erano amici di Roma che magari non erano a conoscenza del mio trasferimento. La cosa importante, a quel punto, è stata non abbattersi e riprendere pian piano la quotidianità, ricominciare a farsi una nuova cerchia di amici, cercare nuovi interessi e situazioni in cui esprimere le proprie passioni. Il mio consiglio è di avere pazienza e ricominciare tassello su tassello a ricrearsi la vita che si desidera.”

Di cosa ti occupi?
“Da 4 anni ho aperto un’agenzia di organizzazione di eventi: Vision Management. Mi occupo principalmente di eventi aziendali e ho la fortuna di lavorare in maniera continuativa con importanti clienti del Nord. Offro tutti i servizi legati agli eventi e mi sono focalizzato proprio sul Sud. Ho creato una struttura efficiente, ben organizzata, che va dalla semplice fornitura di hostess e promoter alla completa organizzazione di un evento complesso e strutturato. Ho messo su una proposta di servizi seria, concreta e affidabile e ho trovato il mio mercato di riferimento. Sono molto spesso fuori ma, nel tempo che trascorro al Sud, ho la possibilità di dedicarmi alle mie passioni come il calcio, gli spettacoli e le iniziative culturali. Nonostante i nostri ritmi siano decisamente più calmi rispetto al Nord, ho sempre troppo poco tempo per curare i tanti progetti in cantiere. Ho sempre una grande passione per le nuove sfide, le nuove avventure lavorative e i nuovi progetti. E’ nella nascita e nella crescita dei progetti che trovo i miei stimoli.”

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La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Innanzitutto la famiglia. Per quanto dire questa cosa mi faccia sentire “terrone”, nel senso buono del termine ovviamente, non posso fare a meno di considerarla tra le cause principali del mio rientro. Quando vivevo a Roma, città in cui stavo benissimo, sono successi due episodi che hanno contribuito a far suonare un campanellino. Ho fatto un piccolo incidente e sono rimasto col braccio immobilizzato per un pò di giorni. In quel momento ho avvertito un senso di solitudine, nonostante l’affetto e la collaborazione di tanti amici che mi aiutavano persino a lavarmi. Dopo un po’, invece, hanno operato mio padre (un piccolo intervento) e, per quanto consapevole che figli e genitori debbano fare la propria vita, ho avuto il timore di perdermi qualcosa e di essere assente in alcuni momenti importanti. Roma mi resterà sempre nel cuore però. I suoi luoghi, i posti vissuti, le mille esperienze, gli amici, l’odio per il caos giornaliero e l’emozione che procura quando fai un giro di sera. Mi manca la grande offerta culturale, i tanti spettacoli e i teatri che puoi vivere giornalmente e, per un appassionato di spettacoli, vi assicuro che è una grande rinuncia. Queste sensazioni rimarranno sempre nel cuore e non sarà possibile dimenticarle. Il giorno prima di trasferirmi al Sud, ho trascorso tutta la notte girando in scooter e ripercorrendo tutti i luoghi significativi in cui ero stato nei dieci anni romani: dalla prima casa, all’Università, ai posti preferiti, alle piazze e alle periferie che ho avuto la fortuna di conoscere.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Scherzando dico sempre che, andare via di casa per dieci anni, è stata contemporaneamente la cosa migliore e la peggiore che potessi fare. Quando vivi più realtà, di fatto, ovunque sei ti mancherà qualcosa. In realtà, oggi, non andrei più via dal Sud anche perchè sto realizzando un progetto importante anche nella vita privata.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Credo creando opportunità di incontro, anche se so che si sta facendo, tra tutti i “rimpatriati” e condividere le esperienze che sicuramente si sono apprese stando fuori. In questi ultimi mesi ho scoperto tanti giovani pugliesi, in molti casi tornati a casa, con competenze di altissimo livello. Siamo sempre pochi rispetto alla totalità della popolazione ma facendo un bel lavoro di divulgazione credo si possa dare un grande contributo alla nostra terra.”

Cosa può fare la rete BaS?
“Creare appuntamenti fissi, in forma di associazionismo, magari mensili, con punti da discutere ed esperienze da condividere, fino ad arrivare ad organizzare eventi regionali di grossa portata. Creando una rete di professionisti si potrebbe mettere su una struttura capace di offrire servizi, informazione e formazione nelle aree in cui si avverte una carenza.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Il mio è solo un ringraziamento per la passione e la costanza che, nonostante i mille impegni di ciascuno, riuscite a mettere in questo bellissimo progetto. Ho fatto tante esperienze e ho girato tanto l’Italia. Se il mio contributo potrà servire sono a disposizione.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
Giulietta Stasi.”

Bentornati al Sud

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Davide Guarini

Davide Guarini, Laurea in Ingegneria civile. Lascia Alessano (LE), a 18 anni, per studiare a Bologna. Dopo 12 anni decide di torna in Puglia, a Conversano (BA).

fotoGuariniPer quale motivo sei tornato al Sud?
“Per contribuire a rendere ancora più speciale la mia regione.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
Ricordi, esperienze e sogni.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
Positivo. Ritornare nel proprio territorio è un ritorno alle origini, riscoprire le tradizioni e la cultura con le quali sei cresciuto e che sono radicate dentro di te.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Appena ho avuto la possibilità di tornare, con i giusti presupposti, non ci ho pensato molto. Sapevo di poter incontrare difficoltà dopo tanti anni fuori, a stretto contatto con culture completamente differenti (ho vissuto anche in Spagna e nel Regno Unito) ma sapevo che avrei ritrovato quello che dopo tanti anni avevo lasciato.”

Di cosa ti occupi?
“Mi occupo di efficienza energetica, un settore molto importante per il futuro. La nostra regione è innovativa da questo punto di vista e questo mi ha spinto ad un rientro rapido.

Nel tempo libero amo suonare, scrivere e leggere. Inoltre adoro camminare e perdermi nella natura, e questo mi mancava molto all’interno di una città.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Spero che possiate continuare a raccogliere esperienze di tante altre persone perché ciò significa che come me tanti altri sono ritornati nella loro terra.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Supportare i “rientranti” nella ricerca di una casa, organizzare eventi in cui condividere le esperienze di ognuno e tentare di riproporre nel proprio territorio le idee viste fuori.”

Cosa può fare la rete BaS?
“Dovrebbe cercare di creare una rete, dalla quale poi numerose idee verranno fuori.

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Credo che ognuno debba fare esperienze fuori dal proprio territorio. Solo conoscendo si può migliorare, non solo se stessi ma anche il posto in cui si vive.”

Bentornati al Sud

Laura Capra

Laura Capra, Laurea in Scienze Politiche e Master in Educazione Ambientale e Green Economy, a 19 anni lascia Olbia (SS) per studiare a Bologna e poi a Pisa. Laura è una #Bentornata, la prima volta è tornata nella sua città natale per un “fortunatissimo” tirocinio presso l’Area Marina Di Tavolara ma è anche una #Benvenuta a 29 anni si è trasferita in Puglia.

Laura Capra FotoPer quale motivo sei tornata al Sud?
“Per lavoro.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Nuove esperienze, conoscenze e voglia di rientrare a casa.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Rientrando a casa in Sardegna ho trovato la mia strada, ho capito cosa volessi fare da “grande”. Arrivando in Puglia invece ho realizzato un sogno lavorativo che stava nel cassetto.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“La parte più difficile è stata ricostruire una rete di amicizie, tanti anni fuori porta ad avere amici sparsi ovunque, e gli amici “storici” a loro volta o sono andati via o delle volte non si ha più tanto da condividere. Ho trovato nuovi amici sia in Sardegna che in Puglia.”

Di cosa ti occupi?
“Sono un’educatrice ambientale, lavoro per il CEA di Bisceglie gestito dall’associazione ZonaEffe. Inoltre, tre anni fa, con Paola Leone ho avviato un progetto dedicato ai bambini: Mammachilegge!.it Letture Condivise. Un e-commerce sostenibile, etico e innovativo, una libreria su misura in cui poter acquistare libri di editori indipendenti e oggetti di artigianato artistico legati al mondo della letteratura per l’infanzia.

Se avete a cuore la crescita dei vostri bambini, siamo pronti ad aiutarvi a scegliere i libri più adatti e le ultime novità editoriali per un acquisto mirato e consapevole!! 🙂 “

LogoMammaChiLeggeSe hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
Mammachilegge nasce come una vera e propria chiamata alla lettura ad alta voce. Ci si incontra in spazi aperti (nei giardini delle città, in un parco, in campagna o al mare) e la formula è questa: si portano libri e merenda da condividere, un telo colorato per sedersi e tutto inizia come per magia. Quella magia che solo la gratuità, il desiderio di condivisione e la passione per le cose belle riescono a creare. Non ci sono limiti di età, possono partecipare tutti coloro che hanno voglia di stare un po’ di tempo in compagnia di libri, di bambini e di tanti sorrisi.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Tornare al Sud è fondamentale e siete bravi a valorizzare questo aspetto.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Penso proprio di sì perchè mettersi in contatto e affrontare le criticità del ritorno con qualcun altro aiuta sempre.”

Cosa può fare la rete BaS?
“Creare una newsletter (mirata) con eventi delle varie città.”

Bentornati al Sud

 

Aida Bruni

Aida Bruni, Laurea Specialistica in Relazioni Internazionali, lascia Amantea (Cosenza) a 20 anni per motivi di studio. Dopo aver vissuto a Roma, Madrid, Berlino e Malta torna in Calabria a 29 anni.

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Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Non è stata propriamente una scelta quella di rientrare al Sud. In quest’ultimo anno si sono susseguite una serie di eventi, circostanze che, accompagnate da scelte familiari e lavorative mi hanno riportata giù!”

La tua valigia del ritorno è piena di…
Di entusiasmo!!! Tantissimo entusiasmo, tantissime idee che piano piano sto cercando di sperimentare in un territorio che non sempre si mostra aperto verso nuove iniziative, ma che finora – finger crossed!! – mi sta dando tante piccole soddisfazioni. A volte, quando penso al mio rientro ad Amantea, faccio finta di essermi trasferita nuovamente all’ “estero”, o comunque in un posto nuovo… senza pensare seriamente che invece son tornata a vivere nella mia cittadina di origine!! Voglio ripensare il posto in cui sono cresciuta, il luogo da cui tanti giovani come me continuano ad andar via, voglio scoprirlo e osservarlo come non ho mai fatto. Così facendo tengo lontane le incertezze, i timori, i dubbi che certamente ci sono, ma che non voglio assolutamente possano smorzare il mio entusiasmo e la mia voglia di dare e ricevere a casa mia.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
Positivo! E’ come se qui avessi carta bianca per sperimentare le tante idee che mi balenano in testa… anche se sono solo all’inizio! E’ molto difficile dare un giudizio più strutturato ora, magari ne riparleremo fra un annetto?!? 🙂 “

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Dopo Madrid e Berlino, capitali europee sempre alla moda e piene di stimoli incessanti, bè, all’inizio mi mancava tantissimo la dimensione “città” e tutto quello che poteva offrirmi. Adesso manca ugualmente, magari un pò meno. Ho ritrovato le mie amiche di sempre, ho trovato nuovi amici che credono tantissimo nelle iniziative che sto portando avanti qui. Le relazioni umane sono fondamentali per farci star bene, possiamo star bene ovunque poi.”

Di cosa ti occupi?
Mi occupo di tante cosine! In primis, gestisco un centro per lo studio delle lingue straniere: “The Convent Centre of Language and Art“. E’ un centro bellissimo, si trova in un Convento dei Cappuccini ad Amantea. Collaboro poi con uno studio di progettazione europea, scrivo progetti per ragazzi delle scuole superiori e spesso viaggio con loro. Sono l’ “Ambassador” calabro di una start up tedesca, Amavido, che promuove il turismo lento ed esperienziale in Italia. Diciamo che non ho il tempo di annoiarmi. 🙂 “

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Il Sole ed il Mare d’inverno! Scontato?!? Non direi! Dopo quattro anni a Berlino e miliardi di sfumature di grigio sorrido ogni mattina appena sveglia da quando son rientrata ad Amantea!”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Mi sento molto fortunata ad esser rientrata in Calabria e poter lavorare comunque in una dimensione europea, internazionale perchè viaggio spesso per lavoro. Magari per altri non è così e fare rete aiuta, fa rendere conto che le difficoltà che ci si presentano non sono uniche ed insormontabili, anzi leggendo o prendendo spunto dalle esperienze degli altri ci si rinnova e si fa di più, e meglio.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
Scrivendovi mi son resa conto di essere una “benvenuta”, e non una bentornata! Spero che i miei commenti possano servire da stimolo a chi sta pensando di rientrare al Sud. Qui è bello e ci sono tantissime cose da fare! Non è semplice, magari non lo sarà mai, ma le difficoltà si affrontano. Cambiare punto di vista è un cambiamento importante, e non è poco.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
E’ bellissimo fare rete, è bellissimo condividere! Per esempio, io vi ho scoperti grazie ad un’amica che ha condiviso la sua intervista con BaS. Non avevo mai messo per iscritto questi pensieri, devo dire che aiuta!”

Cosa può fare la rete BaS?
“Quello che state facendo, metterci in contatto, dare spazio ad emozioni e idee, anche se virtualmente! Magari presto organizzerete un mega evento e saremo di più che al 1° maggio a Roma!”

Bentornati al Sud

Dario Gatti

Dario Gatti, Laurea in Economia Aziendale. Lascia Bari a 19 anni per studiare a Milano. Torna a 31 anni nella sua città natale.

foto Dario Gatti

Per quale motivo sei tornato al Sud?
“La mia è una storia comune a tantissimi ragazzi del Sud: dopo il Liceo la partenza per Milano, una laurea in Bocconi e un’esperienza quasi decennale in grandi multinazionali a Milano.

Grandi soddisfazioni lavorative ed esperienze di vita intense, ma nel cuore sempre una grande voglia di puntare a Sud e sul Sud.

Sempre tanti incontri e confronti ma mai il calore vero del Sud, la sua spontaneità, la felicità delle piccole cose, i sapori e gli odori della nostra Terra, ma soprattutto la consapevolezza che la nostra è una Terra dalle poche (forse) opportunità professionali, ma dalle mille risorse.

Mille risorse soprattutto umane: più conoscevo gente e più mi accorgevo di come il tanto produttivo Nord è tale per le eccellenze del Sud che qui vi lavorano.

La domanda sempre più ricorrente era: ma se all’improvviso tutte le nostre eccellenze smettessero di andar via per necessità (e non per scelta, perché se di scelta si tratta è più che legittima!) e investissero nel Sud, o portassero la propria esperienza nella propria Terra, cosa succederebbe?

Va bene scegliere di andare via per fare una nuova esperienza, per studiare fuori, per allargare la mente, anche per tutta la vita se si crede, ma deve essere sempre una scelta libera e mai dettata dalla mancanza di alternative.

Sono partito da questa convinzione e il resto è venuto da sé.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Tanti progetti, tanto ottimismo, tanta tenacia ma anche tanta esperienza e la forte consapevolezza della scelta fatta.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Il ritorno è stato super positivo! Ho trovato esattamente quello che mi aspettavo e che ho sognato per tanto tempo. Ho ritrovato gli amici di sempre con i quali sembra che non sia passato neanche un giorno da quando sono andato via e che mi hanno abbracciato forte quando hanno saputo che sarei tornato. E poi ho trovato subito il sostegno di tanti che qui sono rimasti e che su questa Terra hanno scommesso. Ne vorrei citare uno che mi ha scritto: “La nostra Terra ha bisogno di persone con la mente aperta. Di opportunità ce ne sono una caterva qui… solo chi non ha occhi non le vede”. Sono questi i messaggi che mi fanno capire che la scelta è quella giusta.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Al momento fortunatamente non ce ne sono state.”

Di cosa ti occupi?
“Sono laureato in Economia Aziendale e mi sono sempre occupato di Amministrazione e Controllo di Gestione. Adesso il mio nuovo ruolo mi propone nuove sfide e nuove competenze da acquisire, dalla gestione dei rapporti commerciali a quelli organizzativo-gestionali e strategici.

Divido la mia settimana lavorativa tra i due Centri Medici della mia famiglia ad Acquaviva delle Fonti (BA), Aura Medical SPA e Centro Diagnostico Biologico, che rappresentano un punto di riferimento sul territorio nell’offerta di prestazioni mediche specialistiche, e una vera e propria eccellenza Pugliese in Italia creata da ragazzi straordinari del Sud, l’AIMS – Accademia Italiana Medici Specializzandi che ha sede a Bari e si occupa di preparare i giovani Medici di tutta Italia al Concorso Nazionale per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
State creando una consapevolezza nuova nei tanti ragazzi del Sud che vanno via per cercare lavoro… state dando coraggio a chi non ha mai smesso di crederci ma a cui spesso manca l’ultimo slancio, l’ultimissimo passo per prendere una scelta coraggiosa ma bellissima.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Assolutamente sì, sia dal punto di vista professionale attraverso la sezione “Passalavoro” che permette a chi è fuori e vuole tornare al Sud di avere un punto di riferimento in più e sia dal punto di vista sociale, perché permette di incontrare persone che hanno fatto il tuo stesso percorso e che possono comprendere perfettamente le aspettative e le paure che si provano scegliendo questa bellissima strada.”

Cosa può fare la rete BaS?
Continuare a creare network per chi è ritornato e per chi ritornerà (speriamo sempre più numerosi!)”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Devo ammettere che i miei 11 anni a Milano non sono stati negativi, anzi.

Milano mi ha fatto incontrare l’amore, mi ha insegnato ad amare la novità e la libertà, a non temere il cambiamento, a farmi carico delle mie responsabilità, mi ha reso efficiente e veloce e mi ha offerto opportunità di crescita professionale e personale.

In generale credo che come esperienza sia stata positiva, a prescindere da quello che desideravo per me e cioè tornare a Casa.

Credo che mi mancherà un po’ il cambiamento continuo al quale una città all’avanguardia come Milano ti abitua, però credo che ci sarà sempre l’opportunità di vivere questo cambiamento da semplice visitatore.

In più ho lasciato lì tanti amici ai quali sono molto legato e che spesso tornerò a trovare.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
“Ad oggi no, ma spero presto e volentieri di farlo!”

Bentornati al Sud

Nicola D’Onghia

Nicola D’Onghia, Laurea triennale in Economia e Commercio, Specialistica in Finanza & Risk Management, Master in Banking & Finance. A 19 anni lascia Bari per andare a studiare a Parma e poi a lavorare a Milano. Torna a Bari a 30 anni.

Nicola D'Onghia

Per quale motivo sei tornato al Sud?
“Per trovare (o ri-trovare) una qualità della vita ed una dimensione professionale più vicina ai miei interessi ed alle mie ambizioni future.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Il primo scomparto sicuramente pieno di dubbi e timori, legati all’incertezza data dal passaggio da una realtà in cui ero ben inserito professionalmente ed umanamente ad un’altra totalmente nuova. Il secondo scomparto carico di entusiasmo e gioia per l’inizio di una nuova avventura nel posto in cui mi sono sempre immaginato.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Anche se, ad oggi, non posso rispondere con certezza a questa domanda. Un anno di tempo è un periodo forse troppo breve per poter formulare un giudizio…”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Le difficoltà del rientro sono state legate in primis ad un ambiente sicuramente meno organizzato e strutturato rispetto a quelli in cui ero abituato ad operare. Ritengo sia necessario adeguarsi al contesto in cui si opera sempre tentando di apportare un quid in più maturato dal nostro bagaglio umano e professionale. L’aver passato un periodo di tempo, più o meno lungo, lontano dai luoghi di nascita spesso può aiutare in quanto permette di vedere realtà diverse nonché relazionarsi con persone ed organizzazioni differenti da quelle che siamo abituati a vedere.”

Di cosa ti occupi?
“Ad oggi mi occupo di Agricoltura Biologica nell’azienda di famiglia: Tenuta D’Onghia. In futuro mi piacerebbe abbinare questa professione ad un’attività di consulenza per la quale sto già studiando.”

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Ci lasci un pensiero per BaS…
“RINGRAZIO BaS perché mi ha dato l’opportunità di raccontare una esperienza che potrebbe essere colta come uno spunto di riflessione per i tanti ragazzi che, pur desiderando rientrare nella propria terra d’origine, vivono delle resistenze “interne” verso un cambiamento così rilevante nelle loro vite.

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna? In che modo?
Chi rientra molto spesso sa che dovrà “rinunciare” a qualcosa per poter realizzare questo progetto (decremento di stipendio, passaggio da lavori a tempo indeterminato a lavori più precari ecc..). Spesso questa situazione rende la scelta molto difficile.
La rete può supportare chi sta pensando di rientrare al Sud provando a porre in evidenza come spesso i benefici possano essere uguali se non maggiori delle rinunce che si prospettano…”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Mi mancava molto il contatto con la natura, inevitabilmente carente nelle grandi città.”

Bentornati al Sud

Asuncion Yanutolo Fernandez

Asuncion Yanutolo Fernandez, Laurea in Scienze della Formazione. A 27 anni si trasferisce in Calabria, da León in Spagna, per amore.

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Perché hai scelto il Sud?
“Io in realtà non ho scelto il Sud, ho scelto mio marito! E’ stato lui a scegliere il Sud, dalle Marche, per lavoro. Poi insieme abbiamo convenuto che sarebbe stato il posto adatto per creare una famiglia.”

La “valigia” che hai portato con te è piena di…
“Piena di esperienze lavorative e di vita da Nord a Sud della Spagna. Piena di illusione per l’inizio di una nuova avventura in una terra della quale poco tempo prima non avevo sentito quasi parlare. Non sapevo niente della Calabria tranne quello che mi raccontava il mio ragazzo, e le deliziose cose che avevo già assaggiato nella sua casa di studente, come la parmigiana della nonna…”

Ad oggi, il bilancio è positivo o negativo? Ci puoi spiegar il perché?
“Positivo.
Perché ho fatto delle scelte drammatiche delle quali sono totalmente soddisfatta: andare a vivere in campagna quando avevo sempre vissuto in città, lasciare la mia vecchia professione e dedicarmi per intero al nostro progetto, che mi dà tante soddisfazioni.
Perché ho un mare, una natura e un clima da sogno.
Perché abbiamo creato una famiglia, con due figli nati in Calabria.
Perché sono cresciuta come persona mettendomi sempre in gioco e confrontandomi per apportare del mio qua, e mi sono creata una mia “vita di spagnola” in Calabria.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà?
“Le difficoltà sono tante, quelle legate ad un sistema non troppo funzionante e le difficoltà legate al fare impresa. All’inizio la difficoltà maggiore era soprattutto quella di trovare la propria dimensione, questa si è risolta man a mano che passava il tempo. Davanti alle difficoltà, consiglierei di mettersi in gioco, cercare le persone che condividono le tue passioni, girare, muoversi, conoscere gente, provare a rompere insieme barriere e preconcetti e andare oltre, per trovare il proprio posto nella nuova terra.”

Di cosa ti occupi?
“Siamo imprenditori, mio marito ha un’azienda agricola e un agriturismo, Calabrialcubo. Io sono una delle socie del birrificio artigianale ‘A Magara.

Ho tante passioni legate al nostro lavoro: il cibo, la ristorazione, le birre artigianali, l’olio extravergine, il vino, i viaggi… In più lo yoga, ho organizzato un piccolo gruppo con un insegnante nel paese dove viviamo, da ormai quattro anni.”

Quali sono le differenze che reputi più importanti, tra la tua precedente città e quella attuale nel meridione?
La vita sociale nel meridione, almeno da queste parti, è molto legata alla famiglia e a gruppi abbastanza strutturati da tempo. Si esce poco per strada e si sta più a casa in famiglia. In Spagna la vita sociale è molto più attiva e si fa di fuori, si sta di fuori, per strada, nei parchi, nelle piazze, si vive di più la strada.”

Quale sarà la cosa che più ti mancherà?
“Ci sono momenti nei quali ovviamente mi manca la mia famiglia e mi manca la Spagna in generale, il casino, la gente…. a volte mi manca la città, la scelta culturale.. ma per fortuna vivo molto vicina all’aereoporto!”

Suggeriresti ai tuoi amici la tua città al Sud?
“Non potrei, ma perché è una scelta di vita la mia, non potrei consigliare a nessuno di farla. Ma certamente sì la suggerirei per farsi delle bellissime vacanze, e di fatto lo suggerisco a tutti quanti!”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Grazie al mio lavoro, io spagnola, sono diventata un buon ospite del Sud per le persone di tutte le nazionalità e del Nord d’Italia che scelgono di trascorrere le sue vacanze nel nostro agriturismo. Aiuto loro a scoprire le meraviglie di questa terra. E porto anche la Calabria e Nocera Terinese (CZ) in giro per il mondo, durante le fiere e i viaggi di lavoro, con i nostri prodotti e con i premi che riceviamo con le nostre birre.”

Una rete tra tornati e benvenuti al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi si trasferisce?
“Sì. Moltissime delle persone con le quali mi relaziono abitualmente sono tornate o trasferite, sono un appoggio costante nella mia vita per i tanti punti in comune.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Creare un gruppo dove poter conoscere persone in condizioni simili alla propria, e scoprire che sono anche vicine fisicamente. Lanciare degli argomenti di interesse generale per tutti i tornati e benvenuti.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Mi hanno, da poco, fatto notare che se sono qua da 12 anni sarà perché ho fatto la scelta giusta, in effetti non ci penso spesso, ma è così. Ho scelto il Sud e il Sud ormai è la mia casa. Non sono più una straniera in terra lontana, ma la straniera di casa. Per vivere bene scelte di questo tipo bisogna trovare la propria dimensione, prendere tutto il positivo che il nuovo paese ci può dare, e tirare fuori il meglio di se stessi se si pensa che qualcosa potrebbe migliorare, apportando la propria esperienza.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Benvenuti al Sud?
Tamara Marques Casey. Ares Guasch. Ana Benitez. Esperanza Martin Garcia.

Bentornati al Sud