Marco Abbro

Marco Abbro. Osteopata. A 19 anni lascia Cava de’ Tirreni (SA) per studiare a Pescara. Torna al Sud a 25 anni. Ora vive a Napoli.

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Per quale motivo sei tornato al Sud?
“Sono ritornato perché nella mia realtà di orgine non esistevano ancora figure professionali come la mia. Oltre che per un vantaggio determinato dal mercato, ne volevo fare una sorta di “battaglia” pionieristica per portare una figura nuova, che in realtà più articolate rappresenta comunque un elemento attivo nel tessuto sociale.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Esperienze, conoscenza, determinazione e curiosità.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Ho ritrovato un ambiente vivo e assetato di curiosità. Adesso che collaboro con altre realtà quali: Open Biomedical Initiative Onlus per la protesica a basso costo stampata in 3D, COME Collaboration Associazione Internazionale di ricerca in ambito osteopatico, ho creato una rete che comprende anche il mio territorio senza lasciarlo fuori da questi circuiti di progresso che sono importanti per accrescere la coscienza comune verso problematiche e tecnologie nuove.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Difficoltà in verità non ne ho trovate, grazie alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto fortemente e ai miei amici storici con i quali si sono rafforzati i rapporti non solo in ambito affettivo ma anche lavorativo.”

Di cosa ti occupi?
“Sono Osteopata e con un gruppo di amici sto creando un BioFabLab, una struttura nella quale integrare nuove tecnologie e competenze biologiche al servizio del design e della prototipazione di tecnologie vive. Collaboro attivamente con Open Biomedical per la divulgazione dei progetti umanitari che fanno capo a questa iniziativa come la protesica di arti superiori a basso costo e di incubatrici realizzate con stampanti 3D.

Inoltre, grazie alla spinta del mio amico Fabiano Pagliara, abbiamo messo su un duo comico: Marco e Fabiano. In realtà abbiamo reso pubbliche le nostre serate sul divano, portando la nostra voglia di divertirci in giro. L’ultima parodia ha avuto un successo inaspettato con oltre 600000 visualizzazioni. Grazie a lui non ho messo a riposo la vena “artistica” (premettendo che l’arte è un’altra cosa).

Ho la passione per il Crossfit, disciplina che permette di scaricare le tensioni di una giornata di lavoro, creando dipendenza per la scarica di endorfine, oltre che per il gruppo fantastico che è la “famiglia BMH” di Casoria. Quando non posso andare in palestra mi sento male.

Tra i progetti futuri, insieme al BioFabLab stiamo perfeziondo un nostro macchinario  pensato per la creazione di capsule farmaceutiche, l’intento è rendere le cure più efficaci in problematiche come il cancro o malattie infettive nei paesi in via di sviluppo. La possibilità di creare una macchina che personalizza e articola la cura in maniera digitale ha risvolti che speriamo possano aiutare dal singolo alla comunità in maniera concreta.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Accogliere testimonianze è la cosa migliore che si possa fare per far conoscere la realtà di tutti i giorni, senza filtri e senza remore.”

Una rete tra tornati al Sud è d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si, ci sono molte persone che tornano animate dalla possibilità di migliorare delle realtà, una rete potrebbe accrescere queste possibilità creando link tra vari professionalità e non solo.”

Cosa può fare la rete BaS?
“Aiutare a conoscersi.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
Penso che nella vita non ci si debba porre dei limiti di conoscenza o opportunità senza prima averli contattati materialmente. Dalla scienza all’arte, dal serio al faceto, ritengo che abbassare le barriere di questi mondi possa essere una chiave di lettura per incontrare opportunità e punti di vista diversi. Guardare verso orizzonti futuri con una mano stretta al presente può permetterci di raggiungere confini sempre più ampi. Viaggiare dentro se stessi e conoscersi è direttamente proporzionale al comprendere con consapevolezza ciò che ci si para davanti nell’incontro di nuove esperienze. Viaggiare, nel vero senso della parola, ti permette di incontrare nuovi occhi e nuovi sguardi per osservare tutto con rinnovato interesse. Esperire senza paura e aprire la propria mente. Qualsiasi persona che incroci la tua strada ha una chiave che ti permetterà di aprire porte fuori e dentro di te, basta chiedere, ascoltare e riflettere. Un gesto, una parola, uno sguardo possono cambiare il corso di un destino.”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“La costiera.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
“Gianni Onorato – fisico delle particelle che ha vissuto due anni a Chicago, lavorando al Fermi lab.”

Grazie Marco, per averci aperto le porte del tuo bellissimo mondo!

 Marianna per BaS

Federica Costantini

Federica Costantini, Laurea Magistrale in Psicologia, Master in Criminologia e Specializzazione in Comunicazione e Marketing. A 18 anni lascia Zollino (LE) per studiare a Roma. Gira l’Europa e vive in Irlanda, Lettonia, Malta e Messico: “Vivere, scoprire me stessa e il mondo per poterlo presentare e raccontare.” Torna, dopo 11 anni, nel suo paese natale ma è alla ricerca della sua “base salentina”.

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Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Per scelta: per me tornare ‘alla base’ significa prendere la rincorsa per il prossimo volo.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Una collezione infinita di esperienze, ostacoli, abbracci, sberle in faccia, sorrisi e parti di me.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Non so da quale lato pende la bilancia. Qui, al Sud, come nei tanti posti in cui ho vissuto, ho la sensazione di essere costantemente sulle montagne russe: passo dall’arrancare in salita al ribaltare tutto e scendere con facilità in discesa in un attimo. Non esiste un ‘positivo/negativo’ globale per quanto mi riguarda: esistiamo NOI in tutte le nostre forme, modi, creazioni, nature e espressioni… OVUNQUE SIAMO. Ora sono qui e mi sto lanciando in questo nuovo ‘giro di giostra’.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Ogni fase nel mio percorso di vita ha trascinato con sé avventure e difficoltà, anche il rientro. Mi sono sentita, e delle volte continuo tutt’ora a sentirmi, “straniera in patria”: quando vivi 1/3 della tua vita altrove, torni e non ti riconosci più in ciò che pensavi di essere, in ciò che facevi e in ciò che hai lasciato quando sei partita. Sai qual è la cosa divertente? Che la stessa sensazione la provi quando arrivi in un posto per la prima volta! Con questo voglio dire che ovunque vai PORTI TE STESSA, le tue potenzialità, le tue contraddizioni, i tuoi talenti, i tuoi dubbi, le tue paure, la tua natura e le tue parti irrisolte. Se non le affronti nessuno lo farà al tuo posto: puoi cambiare lavoro, nazione, relazioni, partner e, nonostante tutto, non cambierà nulla. Al mio rientro (che non è detto sia definitivo, chi lo sa!) essere ONESTA CON ME STESSA è stato necessario: cosa voglio? Che ‘prezzo’ sono disposta a pagare? Cosa non ha funzionato prima? Quali scuse mi sto raccontando? Che cosa credo essere vero per me? Cosa so fare e cosa non so fare? Cosa ho bisogno di imparare? Queste sono le domande che mi sono fatta e a cui ho fatto seguire ricerche, risposte e azioni massicce. Non ho consigli, suggerimenti o dritte da dare: ognuno “si sana da solo” (come dice Jodorowsky) e, soprattutto, CREA LA PROPRIA REALTA’ perché LIBERO. Una cosa, però, è certa: credere senza agire non porta da nessuna parte.”

Di cosa ti occupi?
“Non amo le definizioni. Faccio ciò che mi piace attraverso ciò che sono. Adoro PRESENTARE IL MONDO NEL MONDO. Ovviamente, AL FEMMINILE.(www.federicacostantini.com).”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Non vivo di nostalgie. Il viaggio mi ha insegnato a valorizzare ciò che è presente in questo momento; quindi, ora che sono al Sud, faccio scorta di persone che amo, risate, abbracci, sole e tanti tanti zuccheri (per sopperire alle voglie di tutti i tipi quando sono lontana) 🙂 “

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“La cultura, le pippe mentali, la resistenza al cambiamento condizionano e bloccano anche i migliori progetti. Restare focalizzati su ciò che sentiamo essere AUTENTICO per noi e FARE DA SOLI, ovvero prendersi la TOTALE RESPONSABILITA’ delle nostre scelte, richiede ovaie ma VALE LA PENA. Le PERSONE FANNO IL CONTESTO, non il contrario. Adoro collaborare e condividere quando competenze, visioni e obiettivi sono orientate nella stessa traiettoria, in maniera naturale e fluida. Il mio motto, non a caso, è A GANAR (vinciamo, ndr) e “il mondo -come dico sempre- è di chi se lo va a prendere”. Magari un pezzettino alla volta. Meglio se INSIEME.

Ci lasci un pensiero per BaS…
Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: AVETE RAGIONE VOI.” In qualunque parte del mondo siate, ANCHE AL SUD :)”

Una rete tra tornati al Sud è d’aiuto e supporto a chi torna?
“Certo… è fondamentale!”

Cosa può fare la rete BaS?
“Iniziative per divertirsi, condividere, collaborare e fare networking.”

Grazie Federica, per aver condiviso con noi il tuo mondo… al femminile!!

Marianna per BaS

Nicla Lattanzio

Nicla Lattanzio, Laurea Specialistica in Pedagogia. Lascia Sant’Arcangelo (Pz), a 18 anni, per studiare a Bologna. Torna a 28 anni nel suo “adorato paesello.”

 

nicla_lattanzioPer quale motivo sei tornata al Sud?
Una Madre ti dona le ali per poter volare ed esplorare il mondo ma aspetta sempre il tuo  ritorno.  Mi mancava tutto di Lei, la mia Terra, la mia Mamma: i suoi caldi abbracci al calare del sole, i suoi rimproveri talvolta ridondanti seguiti da ammonimenti non sempre facili da accettare; mi mancavano le tradizioni, i suoi odori, il suo vociare allegro. Partire per andare via, era ogni volta uno strazio che mi provocava troppo dolore paragonabile ad un lutto vero e proprio. Ho desiderato fortemente il mio rientro. Appena ho maturato la decisione, ho fatto le  valigie.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“… di tanta passione, esperienza, maturità. A Bologna devo molto, mi ha aiutata ad uscire dal mio piccolo bozzolo. Mi ha permesso di lavorare e studiare contemporaneamente, riuscendo a sopperire alle fatiche e ai costi universitari; sono felice, orgogliosa e soddisfatta dei miei risultati. Ho avuto la grande opportunità di conoscere numerose persone e di affrontare situazioni che, nel bene e nel male, mi hanno reso ciò che sono ovvero una donna intraprendente, dinamica, libera!  La mia è una valigia assai pesante.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Appena rientrata, ho avuto la fortuna di poter intraprendere nuove esperienze lavorative assai soddisfacenti, appagando così le mie aspettative personali. Non nascondo di aver ricevuto molte critiche  sia da amici che sono andati via dal Sud, sia da persone che vi risiedono attualmente. Hanno cercato in tanti di scoraggiarmi. La mia determinazione e il mio immenso attaccamento alla terra d’origine, hanno avuto il sopravvento! Non ho mai cambiato idea, un solo istante. Mai un ripensamento, nè un rimpianto… anzi uno: quello di non essere rientrata prima.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Le difficoltà ci sono state, indiscutibilmente! La maggiore è stata quella di ripristinare rapporti interrotti a causa della lontananza. Sono andata via a 18 anni  e non ho avuto modo di poter creare amicizie durature; quando sono rientrata non ho ritrovato gli stessi amici dell’adolescenza, poichè molti sono andati via come me e pochissimi hanno fatto ritorno. Devo ammettere che il lavoro mi ha aiutato molto nella ri-costruzione di relazioni sociali, certamente più mature rispetto a quelle di 15 anni fa! Mi sento realizzata anche in questo.”

Di cosa ti occupi?
“Io sono una Pedagogista e mi occupo di bambini, famiglie, adulti e scuola a trecentosessanta gradi. Credo (e spero) che i miei progetti futuri non possano prescindere da tutto ciò: è la mia vita!”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Non è facile rispondere a questa domanda perchè mi mancavano troppe cose. Sicuramente il profumo del mio mare, i colori della natura. Sembrerà assurdo ma ho sempre pensato che il sole fosse diverso a Bologna. Volevo il mio sole. Ricordo con tenerezza che cercavo nei volti delle persone estranee, facce paesane, amiche. Mi mancavano quelle cure e quelle attenzioni (a volte anche troppo pressanti, è vero!) che solo al Sud riesci a trovare. Dovevo tornare per forza, ero triste.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
Quando vivevo lontano, mi sentivo colpevole di aver abbandonato la ”mia Mamma”. La mia sofferenza era vissuta da me come una punizione per aver offeso e tradito ciò che in realtà amavo davvero. Non mi riconoscevo più e quando ho compreso questo mi sono sentita libera. Rientrare è stata la cosa migliore per me.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si. Aiuta a confrontarsi e ad interiorizzare l’idea che scegliere il Sud non sia il male. E’ necessario capire che la nostra ”Mamma”, ha bisogno di noi figli per poter vivere e risplendere. E noi figli abbiamo bisogno dei suoi abbracci. Un grande amore insomma, ricco di rituali e cerimonie reciproche.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Infondere coraggio e sostenere sempre di più chi percorre la strada del ritorno o chi ha intenzione di farlo. BaS-ta emigrare. Siamo noi il futuro del nostro splendido Meridione.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
Teresa Allegretti, Francesco Schipani, Teo Pierro.

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Una bella e nuova conoscenza. Non vi abbandono più.”

Grazie Nicla, ci hai fatto emozionare con le tue parole piene di sincero e profondo Amore per la tua “Mamma” Terra! Hai perfettamente ragione: BaS – ta emigrare!!! 🙂 Questa te la rubiamo!! 😉

Marianna per BaS

Stefania Ressa

Stefania Ressa, Laurea in Comunicazione Linguistica e multimediale. Master in Marketing e Comunicazione digitale. A 18 anni lascia Taranto per studiare e lavorare a Firenze. Nel 2012, vive a Londra. Torna nella sua città a 28 anni.

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Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Per amore, per la famiglia e per costruire qualcosa di mio.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Coraggio ed entusiasmo.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Perché, per quanto Taranto possa essere arretrata su alcuni aspetti, è una città estremamente fertile.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Le difficoltà sono legate alle opportunità che a volte mancano, anche a livello culturale, e al provincialismo che spesso dilaga. Il consiglio per superarle? Fare, fare e fare sapendo dove si vuole arrivare.”

Di cosa ti occupi?
“Sono giornalista e Copywriter. Ho messo su il progetto Se Dico Taranto quando sono tornata e amo raccontare storie. Mi piace il web (con moderazione) e da qualche anno mi occupo anche di social media. Attualmente, oltre alla gestione di alcuni uffici stampa, lavoro in un’agenzia di Web marketing.

Se mi chiedessero cosa vorrei fare da grande (sempre se a 30 anni sia concessa una domanda simile 😃) risponderei: “Certamente scrivere e organizzare occasioni di incontro per e nella mia città”. Non a caso, da quando sono rimpatriata, ho iniziato anche a dedicarmi ad eventi culturali grazie all’esperienza con il Teatro Orfeo e con altre importanti realtà territoriali che mi hanno arricchita umanamente e professionalmente.

Certo è che vivo questo ritorno al Sud con irrequietezza. Non parlo di irrequietezza negativa, eh… ma di quella tensione emotiva costante che ti spinge a superare i limiti che, erroneamente, ci poniamo.  Per questo, mi incuriosisce mettermi in gioco su più fronti, tutti legati in qualche modo a quello che più amo fare: comunicare.”

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La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Il mare (strano, eh?) e i punti di riferimento (famiglia e amicizie).”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Di BaS mi piacciono le storie, che amo profondamente leggere; mi piace conoscere l’esperienza di chi è tornato e trarre un po’ di quel coraggio che a volte si smarrisce quando si torna (anche se la mia valigia l’ho riempita proprio con il coraggio).”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si, per lasciarsi ispirare dalle storie di chi è tornato.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe organizzare eventi con tutti i “BaS” 😀

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
“Un’amica: Rosanna Loconsole.”

Grazie Stefania, siamo sicuri che hai fatto bene a disfare la tua valigia del ritorno ed investire il coraggio, in essa contenuta, nella bellissima “Città dei due mari.”

Marianna per BaS

Monica Montenegro

Monica Montenegro, Laurea Magistrale Giurisprudenza d’impresa. A 19 anni lascia la Puglia per andare in Lombardia. Torna a 26 anni.

“Sono una ragazza del profondo Sud-Est, precisamente di Monopoli (BA), che ha studiato Giurisprudenza d’impresa in Bocconi a Milano. Sono scappata a gambe levate da quel posto, dove ho visto pochi umani e tanti automi, per tornare (tipo fuga all’inglese di Paolo Conte) nel posto dove sono nata e cresciuta… con un Sogno dentro.”

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Per quale motivo sei ritornato al Sud?
“Per necessità e radici.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Speranze, nuvole e parole.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Neg/Pos-itivo. A giugno compio 3 anni del mio ritorno. Sono stati tre anni pieni di sole, mare, nuvole, famiglia: ho riscoperto luoghi, culture, profumi e colori.  Dall’altro canto sono stati anni pieni di rinuncia, di racconti rassegnati, di giovani che ho visto spesso soli. Mi sono sentita un pesce fuor d’acqua, “la straniera”, la ragazza dalle idee folli, quella del Nord, quella del ritmo veloce.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“La difficoltà più grande è stata la diffidenza. Ho subito sentimentalmente, lavorativamente, il pregiudizio del “venire dal Nord”, della figlia di papà, dell’Università privata… invece io avrei voluto solo riscoprire le mie radici più vicine, più amiche. L’altro punto critico è stata la difficoltà di condividere le mie passioni con i miei coetanei… la loro migrazione continua, la voglia di scappare dalla quotidianità, le loro continue partenze nonostante la percezione di un clima in fermento, sia dal punto di vista turistico che culturale.”

Di cosa ti occupi?
“Sono stata un legale ma ho sempre avuto una passione per l’ambito della comunicazione e della scrittura creativa. Ho deciso, dopo aver lavorato due anni all’Avvocatura dello Stato di Bari e quasi un anno di Avvocatura comunale ad Ostuni, di lanciarmi verso il mondo delle “parole”. Non è semplice avere risposte in questo ambito, in cui sono una nuova arrivata. In generale,  l’unica risposta positiva viene dalla Polonia. Ancora migrazione, ancora via… Non è quello che desidero.
Animata dalla mia voglia di restare ma allo stesso tempo con un pizzico di delusione verso un mondo che a volte sembra non avere un posto per chi sceglie di cambiare rotta, decido di scrivere a Concita De Gregorio che, con grande cura, pubblica la mia denuncia e mi dedica anche una parte del suo articolo sulla sua rubrica “Invece Concita“, sul blog “Cosa pensano le ragazze“, su D – La Repubblica e su La Repubblica. (Dove vanno a finire tutti quei curriculum vitae?). Il contatto con Concita e con le persone e le realtà che piano piano ho scoperto vivere la mia stessa situazione sono stati lo stimolo per creare un progetto: #ilnostroposto. Uno spazio sul web per raccontare le nostre storie con l’obiettivo di denunciare la mancanza di libertà, nel nostro Paese, di poter scegliere quale cammino professionale intraprendere, nel pieno rispetto delle proprie ambizioni, delle proprie passioni e delle proprie attitudini.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Sento di volervi dire grazie di cuore per aver compreso il mio vissuto, il mio progetto e le mie idee. E mi auguro che la società o i luoghi che attraverserò possano darmi quel senso di accoglienza che ho ritrovato in un progetto come Bentornati a Sud dove c’è spazio per le emozioni, per la creatività, per la condivisione e il supporto reciproco.”

Una rete tra tornati al Sud può d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si, è una mappa d’orientamento tra i nuovi fermenti del Sud e le vecchie realtà che permangono. E’ un modo per sentirsi più vicini e aumentare il senso di inclusività sociale che rende più semplice pensare che tutto sia possibile.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Organizzare eventi e progetti per incontrarsi e collaborare.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Definirei le mie radici, radici quadrate, perché come la definizione matematica vuole “ogni numero reale ha un’unica radice quadrata non negativa”. Ognuno di noi ha un’unica radice, come ogni nota ha il suo posto nel suo pentagramma, come ogni tassello ha il suo posto nel mosaico a cui appartiene. L’appartenenza al Sud è forte, potrei morire senza il mio Sud ma potrei anche morire per il mio Sud. Non c’è nulla che mi attrae e mi allontana così tanto come le mie radici: così come le amo, le odio perché mi vogliono costringere a partire.”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Un cantautore che amo dice: “Tornare a Sud di me, come si torna sempre all’amore.I nati al Sud saranno sempre nostalgici, perché quando si viene al Sud si piange quando si giunge ma anche quando si parte. Il Sud è una mamma che non stacca mai del tutto il suo cordone ombelicale. Se penso alle mancanze, mi manca e mi mancherà (se dovessi andare via) l’odore della sera d’estate, il colore dei raggi sulla pietra bianca, lo scarico dei pescherecci alle 18 di Venerdì sul porto di Monopoli. Mi mancheranno sempre i sorrisi ed i ricordi degli anziani quando parlo di mia nonna, una delle poche ostetriche della città, il profumo di pane sfornato per le vie a metà mattino, la manifestazione del santo patrono (Madonna della Madia) che lenta dal mare giunge ogni anno puntuale il 14 agosto ed il 15 dicembre. Mi mancherà la convivialità della gente a tavola: se sei al mare, in campagna, il tuo vicino ti offrirà sicuramente qualcosa, il ripetersi ciclico dell’acquisto della “guantiera” (vassoio dei dolci) ogni Domenica d’inverno. Mi mancherà tornare se non potrò rimanere.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
Catiana Dattoma.”

Grazie Monica, noi ben comprendiamo la tua “lucida follia” per questo abbiamo già abbracciato il tuo progetto. Giovani e lavoro stanno a cuore anche a noi. Ognuno deve essere libero, nel nostro Paese, di scegliere il proprio percorso e decidere se restare, andare e/o tornare.

Marianna per BaS

Vito Sanitate

Vito Sanitate, Laurea Magistrale in Informatica. A 20 anni lascia Palagiano (TA) e si trasferiesce a Bologna per studiare. Torna a 30 anni nel suo paese natale. Attualmente, vive e lavora a Bari.

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Per quale motivo sei tornato al Sud?
“Per trovare lavoro al Sud.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“E’ colma di tantissime cose la mia valigia del ritorno. Sicuramente è ricca di ricordi. Dieci anni sono tanti, Bologna è un po’ come una mia seconda casa. Ho conosciuto tantissime persone eccezionali e con molti di loro continuo a sentirmi e a vedermi. Sono quelle amicizie vere, quelle che ci si ritrova a ridere e scherzare in un attimo anche se non ci si vede da anni. Ma la mia valigia del ritorno è piena anche di esperienza, di maturità, di professionalità. Bologna è stata una maestra di vita.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Tornare a casa è sempre stato emozionante. Ogni volta che il treno tagliava in due le vaste campagne foggiane, sul mio volto compariva un sorriso. Ecco la mia terra. Poi quando sono tornato per non ripartire più, ho avuto finalmente tutto il tempo di esplorare la Puglia, i suoi borghi, i suoi mari, le sue foreste. Ho iniziato a fare il turista della mia terra.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“E’ stata sicuramente dura. I ritmi di Bologna non esistevano più, nel mio paese di origine tutto era più lento. Bisogna ricominciare da zero qualsiasi cosa, anche le amicizie. I vecchi amici, quelli che non ti abbandonano mai erano lì che ti aspettavano, ma bisognava rifarsi comunque una vita. Una delle prime cose che ho fatto, entrare attivamente nella vita del paese, Associazioni, Politica, ecc. Dovevo riscoprire il mio paese da un punto di vista sociale e culturale in maniera più approfondita.”

Di cosa ti occupi?
“Sono un programmatore informatico, un creativo e un sognatore, e dopo un pò di esperienze lavorative in aziende multinazionali ho deciso anche di diventare imprenditore. Ho avviato la mia attività nel 2011, la “TOCODE” – www.tocode.it , e sin da subito ho creduto nel Cloud Computing e quindi ho iniziato a sviluppare software gestionali fruibili tramite internet. L’attività è iniziata a crescere e in poco tempo ho deciso di spostare l’ufficio a Bari, dove attualmente vivo. Credo tantissimo nell’innovazione tanto da portarmi a ideare e sviluppare un software gestionale Cloud per l’agricoltura “AGRI” – www.tocode.it/agri; uscirà a breve e sarà totalmente gratuito. Inoltre quest’anno sono diventato amministratore delegato di un’altra società, “SHOUZZ s.r.l.” Qualche anno fa ho avuto un’idea a cui hanno creduto altri due amici (Luigi Notarnicola e Crispino Lanza). Shouzz è una piattaforma social dedicata alla MUSICA LIVE con la quale i musicisti trovano nuove opportunità di lavoro e pubblicizzano i loro eventi live, e i fan vengono costantemente informati grazie ad un sistema che analizza i gusti musicali e la geolocalizzazione. L’obbiettivo è non perdersi mai un evento live 😊 – www.shouzz.live

Le mie passioni sono la musica, amo ascoltarla e in particolar modo adoro frequentare i locali dove suonano dal vivo. Amo tantissimo il contatto con la natura, per questo quando posso torno nelle mie terre a fare l’agricoltore. Adoro lo sport, ho riscoperto la passione per il Basket a Bari. Faccio anche tanta Mountain Bike, corsa e trekking. Odio stare fermo, diciamo cosi. 🙂 “

 

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“La cosa che più mi mancava era la mia famiglia. Siamo una famiglia numerosa, io e 3 sorelle, e siamo molto uniti. Quando sono andato via mia sorella piccola aveva solo 3 anni. Non ho vissuto la sua infanzia e mi dispiace tantissimo.

Mi mancherà la vita universitaria, il tempo trascorso ad oziare con gli amici, a vivere una vita abbastanza spensierata, sapendo che l’unico obbiettivo era andare avanti con gli studi e laurearsi.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
C’è una cosa in particolare che ha alimentato la mia voglia di tornare al Sud e decidere di investire nella mia terra. E’ qualcosa che vedevo tutti i giorni a lavoro, negli uffici di Milano, di Bologna. Erano i “meridionali” che lavorano al Nord, come me. Eravamo tantissimi. Uffici pieni di informatici, laureati con il massimo dei voti che programmavano davanti ad un computer, portando avanti progetti internazionali e per lo più milionari. Ragazzi pieni di sogni nei cassetti costretti a vivere lontano da tutto, dai familiari, dal sole, dal mare, dalla terra. Ho raccolto tante storie di loro, e guardandoli mi veniva in mente solo una cosa: ma perché, dato che la maggior parte siamo Pugliesi, Siciliani, Lucani, Campani, ecc, le aziende non le aprono al SUD. Perché? Poi ho iniziato a capire. Poi ho iniziato a studiare la storia. Ma questa è un’altra storia.”

Una rete tra tornati al Sud è d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si. Sicuramente. Può convincere altri a tornare. Infonde coraggio. Aiuta a  credere che un futuro al Sud, anche se difficile, è possibil e sicuramente regala tante emozioni, gioie e soddisfazioni.”

Cosa può fare la rete BaS?
“La rete BaS ha già fatto tanto e sta già facendo tantissimo. Una delle cose più interessanti da proporre e creare eventi dove ci si può incontrare, conoscere e condividere a tu per tu le proprie esperienze. Conoscere gente, fare rete, può solo far del bene.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Vi ringrazio tantissimo per l’opportunità che mi avete dato. Vi stimo tantissimo per quello che fate.”

Grazie Vito, noi siamo felici felici che una risorsa come te sia tornata al Sud!!

Marianna per BaS

Marianna Natale

Marianna Natale, Laurea in Scienze Politiche, a 27 anni lascia Cosenza per lavorare a Milano. Torna a 36 anni. Consulente e Formatrice in Marketing e Comunicazione, sua grande passione è la moda e tutto ciò che riguarda la bellezza…

Foto2Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Per un’offerta di lavoro e per portare la mia esperienza e le mie competenze acquisite nella città dove sono nata.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
Sicuramente tante speranze, tanta voglia di fare, di creare e di portare il “nuovo” nella mia città. La Calabria è una Regione, oltre bellissima terra, ricca di risorse e potenzialità che devono essere valutate, considerate, stimolate. E queste risorse sono i giovani con le loro potenzialità. Quando ho lasciato il Sud, ero piena e carica, di motivazioni e voglia di fare. E così è stato! Ho lavorato e vissuto a Milano, città metropolitana, industrializzata e dove non ci si ferma un attimo. La vita viaggia a ritmi incessanti, ma al contempo si ha la possibilità di ammirare una città in continua evoluzione e trasformazione. Si dice che Milano o la ami o la odi. Io di certo non l’ho odiata, anzi, è iniziato tutto da quì. M sicuramente non posso amarla quanto amo la terra dove sono nata e dove ho le mie origini.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
Complessivamente è stato un ritorno positivo, dato dall’offerta di lavoro che mi era stata proposta (utilizzo il passato, perchè poi tale offerta non si è concretizzata come doveva e da lì, tenace, ho trovato altro!). Positivo perchè sono tornata in questa calda ed accogliente terra di Calabria. Il buon cibo, la cordialità delle persone (non che al Nord non lo siano, ma si sà il Sud per certi versi è “un’isola felice!”).”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
Come ogni trasferimento o rientro che si rispetti, ci sono state anche delle difficoltà. Abituarsi ai ritmi di vita e di lavoro di questa città, delle persone, del contesto sociale. Ma da buona calabrese e con la testa dura, ho continuato e continuo tutt’ora a mantenere i miei ritmi quotidiani, nella vita privata e nel lavoro. Le lunghe pause pranzo, di due ore, quando io non ero abituata neppure alla pausa pranzo. Ma anche quì, la faccio da “padrona” e mantengo i miei standard lavorativi ed ordinari. Rispetto quello che mi è stato insegnato professionalmente, fiduciosa che possa essere di esempio per chi mi segue e lavora con me. Il traffico cittadino è mal gestito, ma nulla ci fa, sono una persona che viaggia bene anche con i mezzi pubblici. Bisogna sempre andare avanti e mai demordere ed avere degli obiettivi nella vita, tra cui anche quello di superare gli ostacoli che si presentano senza scoraggiarsi.”

Di cosa ti occupi?
Sono una Consulente Commerciale, e per scelta ( forse anche un pò dettata dal periodo storico che stiamo vivendo) ho deciso di intraprendere la libera professione. Collaboro principalmente con un’ Agenzia di Marketing e Comunicazione, curando l’aspetto pubblicitario / sales. E proprio perchè nella vita non mi faccio mancare nulla, quando mi si è presentata l’occasione di condurre una rubrica di moda e bellezza per una emittente locale, non mi sono rifiutata e via, catapultata anche nel mondo televisivo, dove tutt’ora continuo a collaborare. Tutto ciò mi ha dato la possibilità di realizzare un sogno nel cassetto, che da anni mi ha accompagnato ( e Milano lo ha incrementato ancor più), cioè quello di aprire un Blog come Fashion Blogger: MaNa So Glamour. Ed eccomi quì, apro il mio blog, la mia creatura, mi faccio conoscere e scopro con grande piacere che sono la prima, fino ad oggi, Fashion Blogger Cosentina. Inizialmente è sempre dura farsi strada, soprattutto se si intraprende un cammino “imprenditoriale” ma oggi, con grande piacere, posso confermare che il mio blog sta portando i sui frutti, certo con tanta costanza e dedizione nel non “abbandonarlo” mai. Ho sempre amato la moda, lo stile, l’abbigliamento, il buon gusto, la bellezza. Se avessi realizzato questo sogno in un mercato come Milano, sarei stata “una fra tante”  e mi sono detta:” E’ quì che voglio emergere, è quì che voglio portare il nuovo, è quì che voglio portare la mia esperienza e farla conoscere e dare speranza a chi crede che al Sud non è possibile, che invece è possibile!” Sono una persona solare, intraprendente, amo il contatto con il pubblico, sarà anche per deformazione professionale, sono una sportiva ed una a cui piace stare in “movimento”. La staticità è qualcosa che non mi appartiene.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
Contenta di avervi “incontrato” sulla mia strada e spero di incontravi ancora. Originalità e specialità sono parole che vi accompagnano.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
Si. Dando la possibilità di leggere le storie di quelle persone che ritornano ed hanno voglia di fare e riescono a fare. Essere da stimolo per chi crede e pensa che quì non si possa creare.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
Farsi conoscere sempre di più, perchè è bello sapere che c’è chi pensa a te ed in grande, dandoti la possibilità di raccontarti.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
Spero che la mia storia possa essere di esempio per tanti altri. Quando si ha lo spirito giusto, la voglia di voler fare, di realizzarsi non bisogna necessariamente trasferirsi al Nord. Abbiamo la fortuna di vivere in una bella terra come la Calabria, che sicuramente se hai i suoi pro ha anche i suoi contro, ma bisogna andare avanti e non fermarsi, non scoraggiarsi, perchè al Sud si può!”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
Sicuramente il buon cibo calabrese, i sapori, i gusti alimentari calabresi, il mare, il caldo sole, poter vedere il verde e sicuramente gli affetti familiari.”

Grazie Marianna, è vero al Sud si può!!!

Marianna per BaS