17 Aprile 2016 -Si, Io Voglio!

Il 17 aprile siamo nuovamente chiamati alle urne per un referendum sulle tematiche ambientali.

L’ultima volta è accaduto quasi 5 anni fa (12 e 13 g 2011) per ribadire il NO al nucleare in Italia e per garantire che l’acqua restasse pubblica.

Oggi, siamo chiamati a difendere le nostre coste (sia nella loro prossimità entro i 12 miglia, sia oltre) dalle trivellazioni che rischiano di diventare sempre più selvagge.

A livello mediatico si vuol fare passare il messaggio che questo referendum sia inutile, che rappresenti uno spreco da 300 milioni di euro, che le concessioni non  rinnovate saranno solamente 9 oltre le 12 miglia costiere. (Vi alleghiamo la mappa dell’Italia con i giacimenti interessati).

trivellazioni-01

Mai il pronunciamento del popolo sovrano deve rappresentare un inutile esercizio. Certo, se poi chi ci governa fa di tutto per annullare gli esiti dei referendum (vedasi quello che accade in questi giorni con le scelte del Governo Italiano in materia di acqua pubblica) allora è vero, quanto è vero il fastidio di certi governanti all’esercizio democratico.

Come BaS ci sentiamo di appoggiare in toto le richieste dei SI, perché abbiamo necessità che questa Nazione capisca una volta per tutte che non si può continuamente sacrificare la comunità alle esigenze del Dio Denaro. Perché non si possono continuamente minare le basi di micro economie che man man crescono, in favore di imprese che continuano a devastare il nostro patrimonio ambientale.

Il Governo Italiano ha deciso scentemente di sposare la causa delle industrie inquinanti, di non tenere minimamente in considerazione la salute dei cittadini, di considerare i cittadini dei sudditi. Basti citare, in ordine di tempo, l’ultimo scandalo “Tempa Rossa” che abbraccia in un sol momento Basilicata e Puglia.

L’elenco degli scempi perpetrati e che si vogliono ancora perpetrare allo Stivale (soprattutto nell’area meridionale) sono oramai una lista che rischia di non trovare una fine.

Come non ricordare le situazioni di:
Taranto – Puglia
San Foca – Puglia
Gela e Priolo – Sicilia
Brindisi – Puglia
Brescia – Lombardia
Val d’Agri – Basilicata…

…l’elenco è in realtà ben più lungo.

Dobbiamo con forza osteggiare quella politica che vuole il nostro Sud come suddito e agnello sacrificale per gli interessi nazionali, vogliamo ancora una volta sposare la causa degli investimenti nelle energie rinnovabili. Basti pensare che la Puglia è una delle regioni che produce più energia di quanta ne abbia bisogno e l’eccedente lo vende! Perché continuare a distruggere gli ecosistemi per far arricchire pochi personaggi e non tenere MAI in considerazione la vita di noi cittadini? Non ci sono scuse che tengano, dobbiamo far valere i nostri diritti, non possiamo nasconderci dietro il dito del “Non sapevo, non sono stato informato”, dobbiamo prendere la nostra decisione e votare SI.

                                                                                                                                                          Giuseppe Rusciano

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