Bentornati al Sud

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cropped-cropped-bas_logo_12.jpgBentornati al Sud nasce nel 2011 per mettere in contatto coloro che, dopo lunghi o brevi periodi di lontananza, sono tornati nella propria Terra d’origine.
Il nome richiama “Benvenuti al Sud”,  il film.
BaS invece, è una realtà. Una realtà fatta da tantissimi che tornano e da “tanti tantissimi” che desiderano tornare.

“Si parte, con una valigia piena di Speranza. Si torna, con un bagaglio ricco di Esperienza.” Il nostro motto. Ed è questa esperienza, fatta di vita professionale e di vita personale, che mettiamo in contatto. Non solo competenze quindi, ma soprattutto entusiasmo, volontà e sogni che accompagnano ogni ritorno. La valigia dove vengono riposte, in partenza, le speranze e dove, al ritorno, si custodiscono le esperienze. Questo simboleggia la nostra valigia, che ha i colori del mare, del Mare Mediterraneo e della Terra rossa, la Terra del Sud. Terra e Mare, dove nascono e si ancorano le nostre radici e dove ognuno desidera tornare.

Se il progetto è ambizioso, il fine ultimo è ancor più folle:

non far andare più via chi è tornato e far tornare chi lo desidera!!!

Evento: Corto a Sud

Puglia. Mercoledì 3 agosto nell’atrio di Palazzo Imperiali a Latiano (Brindisi) si è svolto l’evento Corto a Sud: serata all’insegna di cinema, libri, gastronomia, riflessioni e racconti, tutto tassativamente a km 0 per raccontare il bello del Sud.

Cinema: proiezione del pluripremiato cortometraggio “Tutto su Madeleine” della regista di Erchie Sabina Andrisano incentrato su un tema molto vicino alla nostra quotidianità: il pettegolezzo. Tre sono le cose difficili: custodire un segreto, soffrire le ingiurie e saper impiegare bene il proprio tempo. Storia della costruzione di un pettegolezzo fatto di dicerie, indiscrezioni e chiacchiere. Su uno sfondo tutto rosa contaminato dalle più graffianti competizioni femminili.

Libri: spazio a cura di #Librierranti giovane realtà martinese che promuove la cultura attraverso il baratto dei libri, soprattutto quelli abbandonati nelle cantine e desiderosi di una nuova vita.

Racconti a SudBentornati al Sud, progetto nato da un’idea di Marianna Pozzulo nel 2011 per mettere in contatto coloro che, dopo lunghi o brevi periodi di lontananza, sono tornati nella propria Terra d’origine. Storie di ritorno e visione del servizio RAI: “Cambio Vita”, trasmesso ad aprile 2016 su RAI1,  con alcuni racconti della rete.

Intervista: a cura del ricercatore e blogger del Fatto Quotidiano Alessandro Cannavale.

Media partner: Idea Radio Nel Mondo

Gastronomia: prodotto della tradizione: lu pizzu e altri prodotti tipici locali.

Organizzazione: Assessore Maria Paola Ingusci – Assessorato alla Cultura della Città di Latiano

Direttore Artistico: Vincenzo Sardiello (Sociologo, Scrittore, Responsabile redazione Idea Radio Nel Mondo).

Fotoreporter: Crocifisso Turrisi

quiSalento – 1/15 agosto 2016

quiSalento (eventi, turismo, cultura, tradizioni e attualità), storica rivista eventi salentina, racconta il nostro progetto nella Rubrica: Salentoweb (n.10 – 1/15 agosto 2016).

 

Intervista BaS per Radio Colonia – Germania

Oggi, 1 agosto 2016, abbiamo raccontato a Francesca Montinaro di Radio Colonia (trasmissione italiana di Funkhaus Europa, canale della radio pubblica tedesca WDR, che dal 1961 racconta l’Italia ai tedeschi e la Germania agli italiani) come è nato il  nostro progetto e quali sono i nostri obiettivi futuri.

Nell’intervista abbiamo coinvolto anche due “Benvenuti al Sud”: Pia di Carlo (Agenzia Immobiliare) e Antonio Ligorio (Idea Radio Nel Mondo). Entrambi nati e vissuti all’estero, hanno raccontato la loro storia e perchè hanno scelto di vivere al Sud. In Puglia.

Presto, vi diremo come e quando ascoltare l’intervista!🙂

 

Stefania Emmanuele

Stefania Emmanuele, torna a Civita (Calabria) dopo più di 10 anni a Roma. Sceglie però, non il suo paese di nascita ma quello dei nonni paterni. Appassionata di cultura, arte, natura… crea un mondo “magico” che cerca di valorizzare la meravigliosa terra in cui vive attraverso l’ospitalità familiare a “Km zero”.

Questo il suo libero racconto:

StefaniaEmmanuele“Il ritorno in Calabria è avvenuto visceralmente, senza grandi progetti e strategie, dopo più di un decennio trascorso a Roma. Ma il ritorno per me è stato ancora più intimo perché non ho riabitato la cittadina in cui ho vissuto per 18 anni, bensì il paese dei nonni paterni, dove da bambina mi recavo le domeniche e in cui i ricordi erano quelli del caminetto acceso, della merenda con pane e pomodoro e dei giochi pericolosi lungo le timpe di roccia.

Il mio ritorno è stato uno strano ritorno. Vivere in un villaggio di poche anime e ritrovarsi catapultati in una dimensione completamente opposta a quella di una grande metropoli. Ritmi lenti, giornate lunghissime, relazioni interpersonali dirette, ma paradossalmente chiuse, più chiuse di quanto potessi immaginare. I primi cinque anni a Civita sono stati come una startup della mia ragione di vita, piena di contrasti, conflitti ed esperienze difficili, in cui ho dovuto rielaborare quasi tutto di me e del mio ruolo nel mondo. Civita, tuttavia mi affascinava e mi affascina tuttora, nonostante sia esattamente il paradosso della mia personalità volitiva. E’ a Civita che ho iniziato ad alimentare la mia vena artistica e posso immaginare che questa nasca come estrema resistenza alla sofferenza, al sentirsi un po’ estranei e avulsi da una realtà che ti appartiene solo nel profondo. Mai come a Civita mi sono sentita incompresa e di questa sensazione di disagio ne ho fatto una condizione di vita e in un certo senso, senza pretese, un’opera d’arte. La mia casa nel 2008 è diventata un bed and breakfast (Il Comignolo di Sofia un po’ casa un po’ albergo) e dopo qualche anno è divenuta luogo di incontri e relazioni tra viaggiatori di diverse nazionalità; mi sembrava incredibile ed eccitante poter ospitare viaggiatori australiani, canadesi, americani, qui, in questo piccolo angolo di mondo. Mia figlia Sofia cresce in un piccolo paese di 800 anime, ma contemporaneamente vive e cresce a contatto di viaggiatori stranieri con cui si relaziona. E’ questo paradosso che trovo incredibile e affascinante; stare qui e contemporaneamente viaggiare stando fermi, se è vero che il vero viaggio è nella testa!

Il mio lavoro attuale è quello di insegnante di scuola primaria – l’unica “carta” da potermi giocare qui – un po’ inaspettato anche questo, dato che ho investito molto per costruire le mie competenze in marketing culturale e progettazione europea. Ma propormi come agente di sviluppo locale non ha sortito grandi soddisfazioni professionali, poiché non è un ruolo molto compreso nel Sud dei piccoli centri, dove gli enti sono “omnicompetenti” e sempre a corto di strategie di sviluppo locale. Dopo aver lavorato gratis per anni ho deciso di fare qualche passo indietro e utilizzare la mia abilitazione all’insegnamento, portando avanti una tradizione di famiglia di circa 3 generazioni. Il mio tempo quindi, è conciliare il mio lavoro di insegnante con l’attività del bed and breakfast che nel tempo è diventata anche organizzazione di piccoli eventi culturali e creazione artistica e artigiana di design autoprodotto. Le Case Kodra sono la mia passione. Si tratta di casette antropomorfe scoperte durante i primi anni a Civita dalle quali è nato un brand che sto sviluppando alimentandomi degli input dei miei ospiti, di mia figlia e degli amici. Casette che hanno un volto umano e che incredibilmente lungo 10 anni sono divenute un’attrattiva turistica e sulle quali ho pubblicato ben 3 edizioni di una guida tascabile che invita alla loro scoperta con un trekking urbano – “L’itinerario dei comignoli e delle Case Kodra”. L’appellativo Kodra celebra l’arte post cubista di un’artista albanese di fama internazionale, Ibrahim Kodra, conosciuto per caso nel 1996 e riemerso nei miei ricordi nel 2007, l’anno della sua scomparsa, in cui ho deciso di denominarle “Kodra”. Le casette ne evocano il suo messaggio poetico e provocatorio; Ibrahim Kodra era definito “Il primitivo di una nuova civiltà” e le casette antropomorfe rimandano ad un tempo quasi dimenticato, ma stupiscono per le loro espressioni chiunque le osservi. Le Case Kodra mi ricordano anche l’Urlo di Munch che è un manifesto all’indifferenza, la condanna della condizione esistenziale resa in pittura. L’urlo di Munch è suscitato da nulla e dal Nulla, proprio quel Nulla che sottende la calma apparente della vita quotidiana in un piccolo paese come Civita.

Rappresentarle ed interpretarle con tecniche artistiche svariate, dall’illustrazione su carta alla riproduzione su stoffa e terracotta, disegnate sui sassi delle nostre spiagge, è diventato il mio “tormento” preferito. Ho depositato il name “Case Kodra” e il design ed è in corso un progetto di sviluppo di un design autoprodotto e merchandising. Questo è il progetto di cui nutro le mie giornate in casa e il sogno da cui spero, molto presto, di dare un senso “creativo” al mio ritorno in Calabria.”

Stefania per BaS

Rossella Lauro

Rossella Lauro, a 18 anni lascia la sua isola e parte per Roma. Qui, inizia a lavorare dopo la laurea in Servizi Sociali. Torna a Procida a 31 anni, spinta da una forte passione per la sua terra e dal desiderio di dare il suo contributo “dal basso” fatto di azioni concrete e fiducia.

Oggi è Assessore ai Lavori Pubblici, politiche giovanili, comunicazione e promozione territoriali ed è felice perchè il cambiamento tanto desiderato è in atto.

Questa la sua bellissima storia:

Rossella LauroPer quale motivo sei tornata al Sud?
“Ho scelto di ritornare a Procida perché a Roma non ero più felice. Sentivo che avevo bisogno di riappropriarmi delle mie radici ma questa volta come scelta consapevole.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Se tutto ciò è accaduto è anche merito vostro. Una sera ero a nella mia casa in affitto a Roma e, girando su fb un pò annoiata, ho trovato la vostra pagina Bentornati al Sud. Storie di giovani che in qualche modo erano vicini al mio disagio e che tornando nelle loro città (nel nostro meraviglioso Sud) avevano riscoperto parti di sè completamente nuove e stimolanti.

marianna pozzuloHo pensato subito che forse la mia idea di mollare tutto ed andare via non era così folle ma, anzi, condivisa. Ho sentito che comprendevo perfettamente lo stato d’animo delle tante storie di successo raccontate dalle persone coinvolte sulla vostra pagina. Appena iscritta  mi hai contattata (ti invio, l’immagine della nostra conversazione). A distanza di due anni ho scelto di andare via e ritornare a Procida con una valigia piena di entusiasmo, di sogni, di speranze e di energia positiva. Ma la realtà ha superato qualsiasi mia aspettativa…”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. La mia aspirazione era quella di creare una cooperativa sull’isola per dare lavoro ad un gruppo di giovani e per proporre servizi sociali di qualità. Ciò mi ha fatto conoscere e riscoprire tanti isolani sensibili all’argomento. Allo stesso tempo però, mi sono scontrata con una realtà molto chiusa e complessa. Segno della necessità di un cambiamento forte, importante e dal basso.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Tutte le persone con cui ho trovato da subito un feeling poi si sono rivelate le stesse con cui ho condiviso  un percorso politico, ciò non è casuale. Tra l’anno 2013 e inizio 2014, il mio viaggio verso Procida diventa più frequente. Nel mese di maggio 2014, partecipo ad una riunione durante la quale un gruppo di cittadini decide di approfondire la scelta amministrativa di installare un’opera molto grande in una delle zone più belle dell’isola, tra l’altro, ad alto rischio di frana. Propongo di seguire la comunicazione, così a distanza potevo dare il mio contributo. Inizia così il percorso che ci ha portati verso la salvaguardia della nostra meravigliosa isola.”

Di cosa ti occupi?
“A Roma mi sono laureata e specializzata come Educatrice Professionale Coordinatrice dei Servizi Sociali. Dopo un anno di servizio civile presso una casa famiglia per persone con disabilità, la cooperativa mi ha assunta come responsabile della comunicazione e raccolta fondi. Dal 2005 al 2014 la cooperativa “Spes contra spem” mi ha dato tante opportunità, sono diventata socia credendo tanto nelle attività che portavamo avanti. Ma ad un certo punto non mi bastava più. Sentivo che avevo dato tutto, non vedevo prospettive di crescita professionale e personale… Avevo solo 30 anni. Con  tanti sacrifici, tanto impegno e tante rinunce potevo solo essere fiera di me stessa ma non mi bastava. Mi mancava qualcosa. Da qui, la decisione di tornare. ”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Grazie, grazie per la spinta e la forza che mi avete dato. E’ importante sentire il sostegno di una rete di persone che vivono le tue stesse emozioni, che hanno le tue stesse sensazioni. Tutto ciò fa sentire meno soli e ti indica la strada verso il futuro… la reciprocità è crescita, è scambio, è vicinanza affettiva.”

Una rete tra tornati al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Non è semplice ritornare ed essere compresi… Spesso viene vista come una forma di tradimento o di abbandono. Io ho scelto di conquistare la fiducia dei procidani trasformando le parole in fatti. Essere in prima linea non solo con le “chiacchiere” ma con le azioni.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Raccontare sempre di più e potenziare le storie con un percorso itinerante. Per esempio, il raccontare la mia storia potrebbe sembrare un volersi mettere in mostra, invece è un modo per dare speranza a tanti giovani sfiduciati. Abbiamo il compito di raccontare le tante belle storie e di essere di supporto a chi non ha ancora trovato il coraggio.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Volete sapere come è andata a finire la storia? A giugno 2014 consegno le dimissioni a lavoro. Momenti di tensione e smarrimento dentro e fuori la cooperativa hanno caratterizzato quel periodo. Ad agosto ritorno a Procida (Vivere Procida) con un furgone di scatole piene di speranza. Regalo la macchina ad un amico di Roma. Compro una bici elettrica nella mia nuova isola. Ogni fine settimana mi incontro con un gruppo di amici che intraprendono un percorso verso le elezioni comunali. Io mi occupo della comunicazione della campagna elettorale e creo un gruppo di lavoro per approfondire le tematiche sociali. Partecipo ad un lavoro realizzato da giovani procidani per parlare di dipendenze da droga, alcol e gioco. Attiviamo un percorso democratico per decidere il candidato sindaco attraverso le primarie. Viene scelto Dino Ambrosino, un ragazzo di 36 anni già all’opposizione da 15 anni, il quale mi chiede di candidarmi con lui…
Dopo le elezioni dello scorso maggio, il 2 giugno ci siamo insediati al Comune di Procida e sono Assessore ai Lavori Pubblici, politiche giovanili, comunicazione e promozione territoriali.

Beh, nel frattempo ho ristrutturato una piccola casetta in cui vivo, ho partecipato alle selezioni per diventare insegnante di sostegno, tra poco inizierò i corsi, e collaboro con una scuola di osteopatia di Roma occupandomi di comunicazione.

La rivoluzione è in atto. Dopo 30 anni di stallo politico, il cambiamento che stiamo portando avanti è culturale e non è semplice. Grande sfida che approccio con amore perchè è la mia terra e a lei devo tutto!”

chiaia

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Nonostante le amicizie che porto ancora nel cuore, Roma è una città in cui non si può vivere per sempre. Molti colleghi romani sceglievano di comprarsi una cosa fuori città e da pendolari, ogni mattina, attraversavano una serie di disagi per raggiungere la cooperativa. Purtroppo doveva diventare anche la mia scelta obbligata se volevo comprare una piccola casetta e lasciare le case in affitto condivise con studenti e lavoratori. A 30 anni, dopo aver condiviso sempre tutti gli spazi, volevo un piccolo posto  nel mondo tutto mio, in cui rifugiarmi dopo lunghe giornate di lavoro. Il pensiero di svegliarmi ogni mattina e mettermi in viaggio ore prima per arrivare a lavoro puntuale, prendere la macchina e scontrarsi con il traffico della capitale, oppure incastrarsi in un mezzo pubblico schiacciata da altri 1000 pendolari o inciampare in uno dei tanti disagi che la città propone, mi faceva pensare sempre più alla mia isola. In realtà a Procida potevo avere una piccola casetta subito, un luogo tutto mio, stare vicino alla mia famiglia e agli amici, una qualità della vita migliore e arrivare a lavoro a piedi o con la bici in pochi minuti.”

Grazie Rossella, aprendo la tua valigia abbiamo scoperto che è anche un pò merito nostro questo tuo ritorno a casa e ne siamo super orgogliosi!🙂 A questo punto, la butto lì… che ne dici di organizzare una tappa dei nostri incontri itineranti dal titolo: Bentornati al Sud – Procida!!??😉

Marianna per Bas

Serena Petranca

Con Serena, ho condiviso lo stesso tetto per 5 anni a Milano.
Non era tra quelle conoscenze lamentose di quanto facesse schifo il nord ma si percepiva in un istante la sua salentinità DOC e che il suo posto era mille chilometri più a Sud.
Detto fatto! Dopo il percorso di studi in Architettura è tornata lì, dove il suo cuore aveva casa e ci racconta la sua “invicibilità”!

mare Per quale motivo sei ritornata al sud?
Sono rientrata perché non era tagliata per vivere in città. O meglio..in una grande città come Milano. Ma soprattutto perché ho sempre conservato un senso di appartenenza che mi ha legato fortemente al mio territorio.  

La tua valigia del ritorno è piena di…
Tante meravigliose esperienze,conoscenze e bei ricordi.

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
Positivo

Ci puoi spiegare perchè?
Perché rientrata a casa, mi sono sentita quasi invincibile. Capace di fare qualsiasi cosa. Perché mi muovevo in un territorio che era il mio, che mi apparteneva e che conoscevo.

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro? Cosa hai fatto per superarle? Cosa consiglieresti di fare per superarle?
La sensazione di invincibilità…è scomparsa dopo pochi mesi che ero rientrata. Niente andava come avrei voluto che andasse, trovare un lavoro sembrava un’operazione impossibile. Ho passato lunghi periodi rimbalzata da uno studio all’altro, con la speranza che finisse il periodo di stage…e che finalmente venissi retribuita per quello che producevo. Il periodo di stage è andato avanti per quasi 4 anni….sfruttata e sottopagata…”Perché quest’ esperienza ti aiuterà ad imparare”…ho pensato d’essere una grande somara…4 anni e ancora periodi di prova…poi però mi sono stufata d’essere sfruttata…e ho iniziato a giocare un po d’astuzia.
Ciò che consiglio…è di non gettare la spugna. Io sono stata in procinto di farlo, numerose volte, ma fortunatamente ho tenuto duro, e oggi ne sono felice.

cantiereDi cosa ti occupi? Lavoro, hobby, passioni?
Sono un architetto e ho un mio studio di progettazione. Lo divido con differenti colleghi: architetti, ingegneri, avvocati e con chiunque abbia una buona idea da realizzare. Lettura e Sport, sono i miei hobby preferiti, ma mi piace anche realizzare piccoli elementi d’arredo e cucinare, ma purtroppo a quest’ultimi non riesco a dedicare molto tempo.

Ci lasci un pensiero per BaS…
Bisogna essere sempre pronti ad accettare nuove sfide. Il cambiamento …è crescita.

Una rete tra tornati al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi torna? In che modo?
Si, Potrebbero nascere delle collaborazioni interessanti.

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
Continuare a creare rete, tra diverse realtà e professionalità.

Ti va di aggiungere altro?
Ogni tanto, mi capita di sentirmi disorientata .Quei momenti nei quali ti chiedi se ciò che stai facendo è giusto, dove i SE e i MA ti rimbombano nel cervello…in quelle giornate “nere”…mi concedo una pausa pranzo in uno dei meravigliosi posti di mare del Salento…e tutto ritorna  a risplendere.

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
Mi mancheranno tutti gli eventi della grande città, dalle Fiere alle mostre. Tutta quella quantità di eventi, che solo una grande Metropoli come Milano può offrire.

Che dire se non farti un grosso in bocca al lupo?!? Rimani come sei!
Attendiamo che tu condivida con noi i tuoi traguardi.

Paola Muti per BaS

Interviste Radio – BaS

Lunedì 27 giugno ore 10:40 – Ospiti di Antonio Ligorio nel suo programma: “Il Territorio in diretta” presso Idea Radio Nel Mondo Latiano (Brindisi).

Marianna Pozzulo, racconta Bentornati al Sud.

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Domenica 24 aprile ore 10:00 –  Ospiti di Mimmo Astore presso Radio Rama (Lecce).

Marianna Pozzulo, fondatrice di  Bentornati al Sud, e Anna Fiore, del gruppo operativo BaS, raccontano il nostro progetto e la collaborazione con Inchiostro di Puglia.